WTCC Arriva anche lo stop di Lada

Dopo l'addio di Citroën, già annunciato da tempo, anche i russi hanno deciso di fermarsi di 03 novembre 2016, 19:22 251 visualizzazioni
WTCC | Arriva anche lo stop di Lada

Un'altra pesante tegola cade sul WTCC. Proprio oggi, infatti, anche Lada ha deciso di chiudere il proprio impegno ufficiale nella serie al termine della stagione 2016. Ritiro che va ad aggiungersi a quello di Citroën, già annunciato nelle ultime settimane del 2015.

La seconda avventura del costruttore russo nel WTCC giunge quindi alla conclusione dopo quattro stagioni. Dopo il primo stint datato 2007-2009, senza risultati di rilievo visto anche l'utilizzo di vetture poco competitive come la 110 e la Priora, a metà 2012 è stato deciso il rientro nel mondiale con la struttura capeggiata da Viktor Shapovalov, già pilota ufficiale di Togliatti. Il ritorno in pista è avvenuto nel Gran Premio d'Ungheria dello stesso anno, con James Thompson e la nuova Granta. 

La stagione 2013 inizia malissimo, con il doppio botto nelle qualifiche del primo round di Monza che costa il sedile ad Alexey Dudukalo, ma prosegue discretamente grazie ai sette piazzamenti in top ten colti dallo stesso Thompson, tra i quali spicca il quinto posto nella prima manche casalinga a Mosca. Con l'avvento dei regolamenti TC1 nel 2014 arriva anche l'iridato 2012 Robert Huff, che ottiene il primo successo della Casa a Pechino e replica nel prestigioso Gran Premio di Macao. 

Anche le ultime due stagioni sono trascorse tra alti e bassi, con una Vesta competitiva a gare alterne. L'apice di Lada nel WTCC è senz'altro la doppia doppietta centrata quest'anno a Mosca con Nick Catsburg e Gabriele Tarquini, i quali si sono scambiati il primo ed il secondo posto nelle due manches.

Quattro vittorie, tredici podi e una pole position: questo è il bilancio complessivo del secondo quadriennio Lada nel mondiale. Pur avendo avuto tra le proprie fila campioni del mondo come Huff e Tarquini, oltre ad un plurititolato come Thompson e ad un altro pilota di talento come Catsburg, la Casa russa non è mai riuscita a porsi costantemente tra le protagoniste, investendo molto (grazie anche a due colossi petroliferi, Lukoil prima e Rosneft poi) e ricevendo tutto sommato poco.

L'uscita dal WTCC è ufficialmente volto ad un maggiore impegno nei campionati nazionali russi, dove Lada è impegnata all'incirca su tutti i fronti e in ogni categoria.

Un mondiale turismo sempre più martoriato guarda dunque al 2017 con appena due Case ufficiali al via. Honda ha confermato la propria presenza subito dopo il Gran Premio del Giappone, mentre Volvo punta a schierare tre esemplari della S60. Ciò che, tuttavia, provoca scetticismo è la presenza di appena sei auto "interne" in griglia, oltre alla più totale incognita sul numero effettivo di vetture iscritte al campionato.

Rumours degli ultimi giorni vorrebbero un nuovo regolamento tecnico a partire dal 2019: secondo queste voci, il WTCC andrebbe a "strappare" la nuova Class One al DTM, nel quale non è stato trovato un accordo tra Mercedes, Audi e BMW per inserire il nuovo regolamento dal 2017, come inizialmente previsto. La polemica tra Audi, BMW e Hans-Werner Aufrecht, capo della società organizzatrice del DTM nonché dello stesso team Mercedes, avrebbe portato quest'ultimo ad un colloquio con François Ribeiro, promoter del WTCC: l'accordo prevederebbe la presenza nel mondiale di Mercedes e di due costruttori giapponesi tra quelli che attualmente sono impegnati nel Super GT giapponese, categoria che a sua volta dovrebbe adottare queste nuove specifiche tecniche delle quali in realtà si sa ben poco, oltre a prevedere un motore V4 turbo da due litri.

E i piloti Lada, rimasti da un giorno all'altro senza una scuderia di riferimento? Nick Catsburg sembra essere l'unico a poter contare su un "salvagente", poiché quest'anno ha gareggiato anche nella Blancpain GT Series con BMW, mentre Hugo Valente e soprattutto Gabriele Tarquini sarebbero maggiormente nei guai: per il primo si vocifera di un accordo con Bamboo Engineering per correre nella TCR Series, per il pilota italiano invece la chiusura del programma Lada potrebbe coincidere con il termine della sua lunga attività agonistica.

Immagine copertina: fiawtcc.com




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