Alessandro Secchi

SEVEN Welcome to Indy, Fernando

110 giri e test passato. Ora viene il bello (o il brutto, dipende) di 03 maggio 2017, 23:45
Welcome to Indy, Fernando

Oltre 400 chilometri, 110 giri, nessun problema. Fernando Alonso è un pilota Indycar, almeno fino al 28 maggio e con, in mezzo, il Gran Premio di Spagna di Formula 1 tra una decina di giorni. 

Fa un certo effetto vedere un pilota che da tanto tempo fa parte del "tuo" mondo prendere e andare a testare da un'altra parte. Diciamo che si spezza l'abitudine, ecco. Se poi si aggiunge che si tratta di un dai e vai per una sola gara, il tutto diventa ancora più strano. Ci si aspettava una Mclaren arancione in F1 e alla fine l'arancione lo troviamo sulla DW12 che Fernando guiderà, con il numero 29 sul muso, tra quasi un mese. Molto minimal il casco, nero con tre strisce colorate: una rossa, una gialla, una azzurra, a sintetizzare i colori delle bandiere spagnola e delle asturie.

Certamente c'è una congiunzione astrale mica da ridere che ha permesso tutto questo. L'uscita di Dennis dalla Mclaren, quella di Ecclestone dalla F1, una MCL32 scandalosa e un Alonso voglioso di poter percorrere chilometri senza ironizzare via radio sulla pochezza del mezzo. L'unione di questi quattro fattori ha fatto sì che potesse accadere qualcosa che non si vede da tempo.

In questa prima giornata Fernando ha girato a gradi, come da indicazioni del rookie test. Ha dimostrato, cioè, di essere in grado di portare la monoposto a velocità costanti: 10 giri tra 205 e 210 miglia di media, 15 tra 210 e 215, 15 oltre i 215. Con una punta di 222 miglia quando la pole 2016 di Hinchcliffe è stata conquistata con una media di 230.7 miglia. Tutto bene come prima giornata: a parte per due poveri uccelli che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato e sono stati polverizzati durante uno dei 110 passaggi di Fernando. 

Ribadisco il mio pensiero di qualche tempo fa: questo è uno spot clamoroso per il motorsport tutto. Unisce due mondi, rende consapevoli gli appassionati di F1 dell'esistenza di un'altra categoria e, in particolare, di un evento come la 500 Miglia, che per questa edizione si potrà "bullare" di avere tra le sue fila un campione in prestito. Su Youtube, durante la diretta del test, si sono registrate punte di oltre 75.000 persone collegate. Un numerone per un test di un solo pilota, e anche in questo l'organizzazione della Indy ha capito perfettamente come muoversi, vista la curiosità generale per i primi giri in pista di Fernando.

Ora comunque viene il bello, o il brutto in base a come la si vuol vedere. Bisogna cioè iniziare a prepararsi per il prossimo step. Girare con gli altri in pista, spingere, dimostrare di saperci fare anche in compagnia e nei tempi in classifica. Il successo di un anno fa di Alexander Rossi all'esordio nella Indy500 può confortare ed essere di incoraggiamento, ma probabilmente non servirà. Con la voglia che ha messo in pista già oggi, e l'aiuto di un intero team a disposizione (e di una famiglia intera come quella degli Andretti), Fernando troverà il modo di far bene. 


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