WEC 24h di Le Mans - Anteprima LMP2

di 14 giugno 2016, 16:00
WEC | 24h di Le Mans - Anteprima LMP2

Proseguiamo nella nostra presentazione della 24h di Le Mans, che sarà valida anche come terzo appuntamento del WEC, con la classe LMP2, la quale subirà un forte cambiamento regolamentare a partire dal 2017 con solo quattro Case ammesse alla costruzione delle "barchette" (Oreca, Ligier-Oak, Dallara e Riley-Multimatic) e monomotore Gibson. A comporre questa categoria vi saranno ben 23 auto.

I campioni in carica della categoria cadetta dei prototipi sono Nicolas Lapierre, Richard Bradley e Matthew Howson. Con il ritiro del team KCMG dalla LMP2, per passare alle GTE-Am, Lapierre si è trasferito nel team Alpine Signatech e Bradley è approdato alla Manor, mentre Howson è rimasto senza un volante per il 2016. A Le Mans, tuttavia, il team di Hong Kong tornerà a schierare una Oreca 05 motorizzata Nissan per gli ultimi due, che saranno affiancati da Tsugio Matsuda.

Nella lunga pausa tra Spa e Le Mans si è registrato un curioso "valzer" di cambi di casacca. Nathanaël Berthon ha lasciato il team G-Drive accordandosi con Greaves Motorsport, presente una tantum alla Sarthe con una Ligier JSP2; al suo posto, il team anglo-russo ha chiamato Will Stevens, che ha disputato i primi due round della stagione sulla Oreca gestita dal team Manor. La scuderia britannica, passata quest'anno al WEC (almeno come organigramma) dalla Formula 1, aveva inizialmente iscritto una sola vettura con Matthew Rao ad affiancare Stevens e Tor Graves, ma il (non definitivo) passaggio del pilota di Rochford a G-Drive ha permesso il ripescaggio di Roberto Merhi. Proprio in virtù di questa mezza defezione del team Manor, Bradley ha potuto accordarsi con KCMG per la sola Le Mans.

In testa alla classifica generale, a pari merito, vi sono il team Morand e il team Signatech: il primo, che ha vinto a Silverstone con una Ligier JSP2, è uno dei pochi a poter vantare tra le sue fila due piloti di categoria "platinum", Bruno Senna e Filipe Albuquerque, che affiancano il co-proprietario della scuderia Ricardo González; il secondo, oltre al sopracitato Lapierre, schiera Gustavo Menezes e Stéphane Richelmi, piloti provenienti dalle ruote scoperte (Formula 3 e GP2, rispettivamente), alla guida della Alpine A460.

Proprio Stevens andrà ad affiancare un altro dei piloti più veloci della categoria, il "works driver" Audi René Rast, e il campione del mondo in carica Roman Rusinov. Sempre in seno al team G-Drive (che collabora con Jota Sport), ma con una vetusta Gibson 015S, vi sono Jake Dennis, Simon Dolan e Giedo van der Garde.

Equipaggi interessanti anche quelli del team SMP Racing, scuderia russa "satellite" di AF Corse. Sulla BR01 #27 saliranno Mikhail Aleshin (reduce dal difficilissimo weekend della IndyCar in Texas), Maurizio Mediani e Nicolas Minassian, mentre sulla #37 Kirill Ladygin e Viktor Shaitar affiancheranno un altro ex-Formula 1 come Vitaly Petrov.

Dopo una stagione deludente, Extreme Speed Motorsports si è rilanciata passando dai motori Honda a quelli Nissan. Luis Felipe Derani ha confermato nelle prime due gare europee i grandi numeri mostrati negli USA e dividerà nuovamente la Ligier JSP2 #31 con Chris Cumming e Ryan Dalziel, sulla gemella #30 vi saranno invece Ed Brown, Scott Sharp e Johannes van Overbeek.

Tra i più importanti equipaggi che non disputano tutto il mondiale si annoverano quello del sopracitato Greaves Motorsport, con Berthon che va ad accompagnare Julien Canal (altro iridato in carica della categoria, come Sam Bird) e il messicano Memo Rojas e TDS Racing con Beche/Hirakawa/Thiriet. Tra i singoli piloti di rilievo, parte tuttavia di equipaggi non competitivi, saranno presenti anche Laurens Vanthoor (Ligier-Shank Racing), Tristan Gommendy (Oreca-Eurasia Motorsport) e il sempreverde Jeroen Bleekemolen (Oreca-Murphy Prototypes).

Presenze "di colore" per la leggenda di ciclismo su pista Chris Hoy e per la Morgan gestita dal team Oak che occuperà il garage dedicato alle nuove tecnologie. Avevamo già accennato un mese fa a questa vettura, che sarà pilotata dal quadriamputato Frédéric Sausset insieme a Jean-Bernard Bouvet e a Christophe Tinseau.


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