Andrea Ettori

CAMONJENSON Vettel, i social e il f**k off.

Quando l'incoerenza e la maleducazione regnano sovrani di 02 novembre 2016, 09:35 511 visualizzazioni
Vettel, i social e il f**k off.

Twitter e i social network sono diventati un posto meraviglioso, dove le frustrazioni di persone che si nascondono dietro ad account che professano l'imparzialità nonostante siano peggiori degli ultrà del calcio sono all'ordine del giorno. Lo strano caso del "f**k off" di Vettel è l'ultimo esempio di un degrado sportivo ma anche culturale che la nostra società sta vivendo.

Il tedesco è passato dal subire una penalità in pista ingiusta, a non riceverne ingiustamente un'altra dopo il suo sfogo piuttosto colorito nei confronti di Charlie Whiting. Che Vettel in questa stagione non sia un esempio di "buona educazione" è più che evidente. I suoi " idiot" nei confronti dei colleghi in pista sono quasi all'ordine di ogni week-end di gara.

Ovviamente però, da parte dei grandi appassionati che chiedono coerenza e uniformità di giudizio in F1, questo passa inosservato e anzi, nel lasso di tempo che è trascorso tra la penalità in pista e la decisione di qualche ora fa, gli articoli di difesa a Seb e contro Whiting sono spuntati come funghi, avvelenati.

Questa "concessione" crea un precedente che in pista ora permetterà ad ogni pilota di insultare chi vuole, per poi scusarsi con una lettera il giorno dopo per non ricevere sanzioni. Chi ovviamente è soddisfatto di tutto questo sono i tifosi (ma non ditelo loro sono mascherati da professionisti) della Ferrari e di Vettel, gli stessi però che puntano il dito contro un... dito medio di Rossi in pista, un team radio di Hamilton, oppure un frase a caldo di Verstappen.

Due giorni fa ho scritto che l'olandese deve darsi una regolata e adattarsi a questa "nuova" Formula 1, ma dopo la non squalifica di Sebastian, che poteva dare un segnale chiaro a tutto l'ambiente, anche uno come lui si sentirà in dovere di continuare a fare il "furbo" in pista.

La FIA ovviamente ha parecchie colpe, e servirebbe un reset da parte di tutti per cambiare le regole e ripartire da zero. Ma questo non deve diventare un pretesto per dire o fare quello che si vuole perché essere un pilota professionista visto da milioni di persone è differente dall'essere un automobilista chiuso nella propria auto visto dalla vecchietta ferma al semaforo.

Da chi fa della bestemmia, dell'essere contro un determinato pilota per cacciare like a destra e a manca, non ci si può aspettare che atteggiamenti non coerenti ma soprattutto non imparziali. Consiglio a loro quindi, ma anche a chi legge queste due righe di mandare a fare in c**o domani il proprio datore di lavoro, scrivendogli poi una lettera di scuse il giorno seguente. Sicuramente riceverà la solidarietà di tanti ma soprattutto sarà impunito.

O si accetta l'atteggiamento di ogni pilota, oppure in base alle situazioni non si possono fare differenze personali in base ai gusti oppure al seguito dei follower su Twitter. Le regole devono valere per tutti, soprattutto quelle comportamentali. A questo proposito, ecco cosa riporta il Codice Sportivo Internazionale della FIA

Art. 12.1.1 | Sarà considerato come una violazione del regolamento:

[...]

Art. 12.1.1c | Qualsiasi condotta fraudolenta o qualsiasi atto che pregiudica l'interesse di una competizione o del motorsport in generale.

[...]

Art. 12.1.1f | Ogni parola, atto o scritto che può causare lesioni morali o mancanza di rispetto alla FIA, i suoi organi, i suoi membri ed i suoi dirigenti.

[...]

Più chiaro di così.


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2 commenti

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  1. metacorporeo
    #1 metacorporeo 2 novembre, 2016, 20:56

    Ma Vettel a Whiting gli ha fatto un complimento!

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