Alessandro Secchi

SEVEN Una settimana illuminante

di 01 novembre 2015, 10:00
Una settimana illuminante

Siamo sopravvissuti ad una settimana terrificante dal punto di vista sportivo, umano, mediatico.

Credo di non aver mai assistito ad una situazione del genere, almeno nell'era di Internet. Ovviamente, se la grande Rete fosse esistita anche in passato, probabilmente tutto questo sarebbe considerato la normalità.

Per quanto la mente umana possa riservare sempre grosse sorprese, in questa settimana sono rimasto spiacevolmente colpito da come un evento, pur sempre sportivo, possa scatenare il finimondo.

Lo scontro tra Rossi e Marquez a Sepang ha dominato la scena per tutta la settimana. Lo farà anche nella prossima, sia chiaro, e il culmine di tutto sarà l'8 Novembre a Valencia. Con, prima, la decisione del TAS se rigettare o accogliere il ricorso di Rossi sulla sanzione della Malesia. Il che creerà, inevitabilmente, altre polemiche a pochissimi giorni dalla finale mondiale.

Ci aspetta una settimana di fuoco. Ma quella appena terminata non è stata da meno. Fortunatamente, l'isola felice del nostro Forum ha retto abbastanza bene l'onda di commenti giunta a favore di uno o dell'altro dopo il crash mondiale. Ma è al di fuori delle nostre piccole mura che ho assistito a tutto e il contrario di tutto.

A partire dai media. Quelli di settore sono letteralmente impazziti, alla ricerca soprattutto delle tesi difensive che scagionassero Valentino per una sanzione comunque (secondo me) corretta, per quanto sia suo tifoso. Sono stati molto impegnati i moviolisti, per vivisezionare i video dell'incidente fotogramma per fotogramma e argomentare situazioni che, prima, magari non avevano mai conosciuto. I media non di settore, quelli generalisti, si sono lanciati in trasmissioni, interventi, ospitate di gente che probabilmente non ha mai visto una gara nemmeno di tricicli per tirare su ascolti e fomentare l'odio della gente a casa. In tutto questo, è arrivata anche la presunta aggressione alle Iene (da parte dei familiari di MM) andate in Spagna a consegnare un non meglio precisato premio sarcastico che, probabilmente, non è stato gradito. Giusto per aumentare ancora un po' la già 'poca' tensione del periodo.

Sui social, se pensavamo di aver visto tutto dopo l'Australia con gli insulti a Iannone, ci siamo sbagliati di grosso. Questa settimana è stata l'apice dell'ignoranza, dell'idiozia, 'dell'ultraismo' prestato al motociclismo. Decine, centinaia, migliaia di insulti sulle bacheche Facebook di questo o quel pilota, incitazioni a stendere i due spagnoli a Valencia, un'apoteosi di arroganza e prevaricazione degna dei peggiori quartieri malfamati. Da notare anche la fantasia di alcuni personaggi, che si sono lanciati in fotomontaggi, video parodia e quant'altro. Alcuni anche divertenti, per carità. Ma solo una piccola percentuale delle reazioni sul web è stata 'bonaria'. Per il resto ho notato un atteggiamento di odio e cattiveria che mi ha fatto riflettere.

Sinceramente temo per quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni. Con l'avvicinarsi della decisione del TAS e soprattutto della gara di Valencia tornerà a salire la tensione. E, purtroppo, una sentenza è già incisa nel marmo. Comunque dovesse andare l'8 novembre, le polemiche fioccheranno senza eguali. Se dovesse vincere Lorenzo, sarebbe il mondiale del complotto, dell'alleanza spagnola, del tiro mancino a Valentino. Se dovesse vincere Rossi, sarebbe il titolo del protetto, di quello che ha sempre giocato sporco per vincere, di quello che si fa largo con i calci. Comunque vada, sarà un insuccesso.

In tutto questo, è rimasta totalmente oscurata la vittoria del titolo mondiale da parte di Hamilton. Era talmente atteso da passare quasi inosservato, sovrastato dal disastro malese. Il tutto in un weekend che aveva comunque regalato degli spunti, viste le condizioni che si sono sviluppate ad Austin. Eppure niente, tutto in secondo piano. Quasi come il Messico. Anche là si parla di Rossi e Marquez. Ormai, con i titoli andati, l'interesse è solo per una pista che torna nel mondiale dopo 23 anni, ma quale pista? Tilke ha operato l'ennesima deturpazione su commissione: tutti i piloti si dicono entusiasti del passaggio da motorshow all'interno dell'ex stadio da baseball, ma fingono tutti. Avrei voluto vederli prendere la Peraltada almeno una volta, per poi chiedere loro cosa avrebbero preferito tra l'emozione di una curva vera e la finzione dell'ennesimo giochino pro-ascolti.

Ma tant'è, così va il mondo. Forse sono io che non riesco ad abituarmi, ma non posso farci nulla. Buona domenica.


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1 commento

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  1. Alberto Gemma
    #1 Alberto Gemma 1 novembre, 2015, 12:54

    Bellissima analisi
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