Alyoska Costantino

PAROLA DI CORSARO Si può fare una petizione?

Si chiedono firme per avere Zarco su una Yamaha ufficiale di 22 maggio 2017, 10:30 957 visualizzazioni
Si può fare una petizione?

Questa serie di due articoli parlerà dei due piloti che a mio avviso si stanno facendo più notare, in positivo e in negativo, nella classe regina dei prototipi di motociclette. Inizialmente avevo pensato di iniziare partendo con il boccone amaro (soprattutto per me come poi leggerete), ma vista la gara di oggi e del risultato finale, ho dato la precedenza al pilota che mi sta stupendo positivamente. Parlo di Johann Zarco, ovviamente.

Terzo in griglia, secondo in gara. In sei parole si potrebbe riassumere la prestazione del francese al Bugatti Circuit di Le Mans e già così sarebbe una maniera ottima per descriverla... ma non lo è abbastanza, visto ciò che ha fatto fino a questo quinto round il galletto francese. In campionato ora si trova al quinto posto ad appena tre punti dal campione del mondo e miglior pilota (a parer mio) della MotoGP, per dire. Davanti pure alle Ducati ufficiali.

Una cosa impressionante e davvero inaspettata persino da un fan del transalpino come me, che si aspettava di certo Zarco come possibile outsider per buoni risultati ma di certo non fino a questo punto. Ma forse pensandoci, non dovremmo esserne poi tanto stupefatti: se sei il primo pilota a vincere il titolo mondiale Moto2 per due anni di seguito (impresa riuscita solo a lui), vuol dire che un fermo non sei.

Zarco sta alzando in maniera violenta l’asticella dei valori del team Tech3 di Hervé Poncharal, sia di quest’anno (a discapito del povero Folger, che va forte ma è totalmente in ombra rispetto a Johann) che dei precedenti, mostrandoci davvero ciò che la Yamaha, pure in via non ufficiale, riesce a fare con un pluricampione sulla sella. A Le Mans ha letteralmente lasciato a bocca aperta tutti, facendo pure vedere i sorci verdi ai protagonisti del mondiale: ha eliminato Pedrosa in Q1 con un ultimo giro al cardiopalma, ha piazzato la M1 satellite in prima fila e ha persino fatto sudare sette camicie a Rossi e Vinales affinché potessero avere ragione di lui.

Quest’articolo potrebbe sembrare ripetitivo, e mi scuso, ma davvero gli aggettivi per parlare del campione del mondo Moto2 sono limitati: fantastico, veloce, spettacolare, ma anche preciso e tanto sostanzioso. Tutto un altro mondo rispetto allo Zarco del 2011, ve lo ricordate? Quello che duellava con Nico Terol con una Derbi del team AirAsia-Ajo nettamente inferiore all’Aprilia ufficiale dello spagnolo, esatto.
Lo Zarco che, a Misano, pur di non farsi passare in rettilineo all’ultimo giro provò a mettere una mano davanti alla ruota anteriore di Terol, già... ho i malori solo a ricordare quello scempio.

Quello Zarco, dopo ben tre anni di apprendistato nella nuova classe di mezzo Moto2, sarebbe poi ricomparso vincente come in 125cc nel 2015, spazzando via il campione del mondo Tito Rabat e piazzandosi sul trono del migliore in Moto2 durante il suo secondo “GP di casa”, quello del Giappone; la cosa si sarebbe poi ripetuta tredici mesi dopo a Valencia vincendo il titolo contro ben due avversari, Rins e Luthi.

Vedere Zarco così in palla anche in MotoGP, da campione Moto2, mi rende molto felice e soddisfatto, per una serie di motivi: il mio tifo per lui è il principale, ma c’è anche il fatto che questo suo successo mette in chiaro che i piloti forti, se lo sono realmente, sono efficaci in tutte le classi, rendendo così la Moto2 molto più apprezzabile rispetto a come la descrivono i criticoni vogliosi della vecchia 250cc. Che sia chiaro: come categoria ha parecchi difetti, come motori e moto tutti uguali o quasi, ma non significa che da qui i campioni migliori non riescano a venir fuori.

La gente negli ultimi anni si è concentrata su Marc Marquez o su Vinales come i veri fenomeni che avrebbero sbancato entrambe le categorie, perdendo però di vista il piccolo francese. Grosso, grossissimo errore, a cui però si può rimediare: alla luce di ciò che sta facendo, un trattamento di riguardo da parte della Casa dei Tre Diapason verso il #5 sarebbe ben gradito. E si sa mai che non cominci proprio dal Gran Premio d’Italia... difficile eh, ma incrociamo tutti le dita.

Immagine copertina: Internet ((per segnalare il copyright info@passionea300allora.it)


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