Alessandro Secchi

SEVEN Quelle parole troppo simili

Nicky Hayden lotta per la vita e la mente torna ad un altro giorno tragico di 18 maggio 2017, 22:00
Quelle parole troppo simili

C'è una sconsolante somiglianza che si fa spazio tra i primi bollettini medici sulle condizioni di Nicky Hayden.

Così come c'è un qualcosa di tragicamente crudele in quegli incidenti che coinvolgono professionisti dello sport motoristico che hanno vissuto anni sul filo dei 300 all'ora, in bilico tra la vita e la morte, senza mai aver rischiato veramente grosso. Per poi trovarsi vittime di quello che io odio chiamare destino, ma che assomiglia davvero ad uno scherzo di pessimo gusto.

Il bollettino di oggi pomeriggio parla di gravissimo danno cerebrale. E dopo aver sentito parlare di sonde, edema non riassorbito, trauma cranico e tanti altri termini, la mente torna a Schumi, Meribél e quel maledetto giorno di dicembre del 2013, con il suo seguito misterioso e le speranze che sfumano giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese.

La notizia dell'incidente di Nicky arriva poche settimane dopo la scomparsa di Michele Scarponi, un professionista della bici, vittima di una dinamica apparentemente simile quanto tragica. Non è questo il momento di parlarne e ci sarà modo per approfondire la questione, ma credo sia palese da tempo nel nostro paese un grave problema di educazione civica e di non rispetto degli utenti della strada, tra l'altro di proporzioni preoccupanti e dilaganti.

Non so cosa aspettarmi dai prossimi giorni ma i bollettini e le sequenze sono tanto, troppo simili a quelle là, e questo mi preoccupa terribilmente per le sorti di Nicky. La speranza, ovviamente, è dura a morire: ma dopo tre anni e mezzo risentire le stesse parole ha un sapore diverso, pesante. Spero col cuore di sbagliarmi.


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