Alessandro Secchi

SEVEN Più gare per meno spettatori TV? Futuro inquietante...

Liberty Media vuole ampliare il calendario, Sky potrebbe prendersi tutto dal 2018 di 17 novembre 2016, 12:30 396 visualizzazioni
Più gare per meno spettatori TV? Futuro inquietante...

Ci sono un paio di notizie che, in questi giorni, mi hanno dato da pensare.

La prima, ma si tratta al momento di una voce (anche se pare abbastanza fondata) è che SKY avrebbe offerto qualcosa come 80 milioni di dollari l'anno alla FOM per trasmettere in esclusiva la F1 in Italia a partire dal 2018, tagliando fuori quindi la RAI che trasmette ininterrottamente (a parte le differite dal 2013) dal 1997 e che non potrebbe sostenere una cifra (personalmente) folle per un prodotto come la F1, almeno questa F1. Considerato che a partire dal 2013, anno del rientro di SKY nella trasmissione dei GP, si sono persi in media 2 milioni di spettatori tornando a valori da primi anni '90, un passaggio totale al satellite nella penisola darebbe la mazzata definitiva alla F1. Attualmente è infatti raro superare il milione di spettatori medi su SKY, evento accaduto in sole 17 delle 77 gare disputate a partire dal 2013. Basandosi quindi su un'eventuale sparizione della RAI, il rischio è di perdere ancora altri 2 milioni di spettatori medi, se non di più.

La seconda non è certo migliore della prima: il gruppo Liberty Media, nuovo padrone della F1, vorrebbe ampliare (ancora) il calendario. Non bastano quindi 21 gare, perché il motto di Greg Maffei (uno dei boss del colosso) è chiaro: con più gare "La FIA fa più soldi, i team fanno più soldi, noi facciamo più soldi". Chiaro e limpido, tanto che a leggere così basta far soldi e possono anche correre a porte chiuse, senza pubblico sulle tribune. L'espansione del calendario avrebbe come obiettivi l'America latina, l'Asia e ovviamente gli Stati Uniti, con un occhio di riguardo per un'eventuale corsa notturna a Las Vegas che, se ricordate, è già stata nominata tempo fa da Ecclestone. Dalle 16 gare di 10/15 anni fa si potrebbe arrivare così a 25, se non di più, con i "nuovi ingressi" disposti magari a "spendere di più" e quindi che importa se si va a correre in luoghi insulsi (India e Corea vi ricordano qualcosa?).

Ammesso che queste due ipotesi siano fondate (la seconda più della prima, per ora), solo il sentirne parlare inquieta discretamente e, in prospettiva, allontana sempre di più il pubblico e la F1 stessa dal concetto di sport, avvicinandola invece sempre più a quello di spettacolo mediatico. Manca solo parlare di griglie invertite, sanzioni random, zavorre per chi vince e piloti vittoriosi nelle gare di casa per portare il tutto in un'altra dimensione, ovvero quella del Wrestling, uno spettacolo costruito ad arte per intrattenere il pubblico.

Una specie di recita che nulla a che fare con lo sport nel suo senso più stretto.




Nessun commento

Prendi parte alla discussione

Solo gli utenti registrati possono commentare.