Alessandro Secchi

SEVEN Pillole spot dal GP di Spagna 2016

di 16 maggio 2016, 14:00
Pillole spot dal GP di Spagna 2016

No, non pensiate che sia un ritorno. Le Pillole, così come le avete conosciute, non ci saranno più. Dopo quasi cinque anni era diventato onestamente faticoso riuscire a cavare spunti semi divertenti ogni due settimane, soprattutto quando non c'era nulla da dire. Alla lunga stanca, e sono stato il primo a capirlo. Meglio fermarsi prima di diventare patetici.

Il ruolo delle Pillole, d'ora in poi, sarà quello di una rubrica spot, non obbligata, che farà la sua comparsa su queste pagine solo in determinate occasioni. Il GP di Spagna è una di queste. Buona lettura.

Nella terra del Samurai Alonso va in scena la prima vittoria di un bambino sponsorizzato Chicco per il materiale tecnico e Gusella per quanto riguarda l'abbigliamento. MiniMax Verstappen, a 7 mesi e 18 giorni, vince la sua prima gara in Formula 1 per la gioia, soprattutto, del padre padrone Jos, che per osmosi è stato bloccato prima di salire sul podio al posto del figlio. In copertina la foto più sognata ed amata dagli italiani da due anni a questa parte: una Mercedes sul carroattrezzi. Ieri erano addirittura due, ma non è bastato per portare a casa la gara, bensì qualche scorta di Maalox.

Via con le Pillole:

Max Verstappen | 18 anni, 7 mesi, 150 brufoli, 16 materie da recuperare a scuola: è lui il più giovane vincitore di un Gran Premio di F1 nella storia. Alla sua stessa età, da queste parti, al massimo si impastavano le mani nel grasso della catena che continuava, inesorabilmente, a saltare dalla bicicletta. Cose da pazzi.

Daniil Kvyat | Pare abbia acquistato un igloo in Alaska e sia pronto a trasferirsi a vita mandando a zappare tutti. In una settimana passa dall'essere pilota Red Bull a vedere Verstappen vincere con la sua macchina. Ah, si trova dietro Ricciardo quando salta la gomma posteriore sinistra. Coincidenze? Io non credo.

Nico Rosberg | Lascia passare Hamilton e gli danno del pirla, si difende e gli danno del pirla, vince le gare e dicono che ha culo, perde le gare (perdeva) e dicono che è una sega. Non dev'essere facile la vita del biondo. Tutti a infangare Schumacher e Vettel che avevano compagni maggiordomi, e poi a fianco a Hamilton vogliono uno spazzacamino. Ma va là!

Lewis Hamilton | "Io faccio le pole, gnè gnè gnè". Ok Liuis, però se poi in partenza ti fai uccellare proprio quando fai le pole, io fossi in te ci penserei un attimo prima di rimarcarlo come per dire che il compagno ti allaccia le scarpe. Perché al momento te le sta legando insieme mentre cammini.

Kimi Raikkonen | "Cosa ci fa Verstappen davanti a me? Sono quindici anni che non corre più" - "Kimi, davanti a te c'è il figlio" - "Ma chi, il nano che girava per il paddock?" - "Si" - "Leave me alone, I know what I'm doing". E premette il pulsante VODKA sul volante.

Sebastian Vettel | Da "Lasciatemi guidare perché non sono lento" a "BEEP... PORC... BEEP... MA CHE CAZ...BEEP... STRUNZ! BEEP...BEEP!" gli ultimi tre Gran Premi ci regalano un Ditino in versione baffetto che non avevamo ancora scoperto. Croce e delizia di chi deve filtrare il suo verbo.

Daniel Ricciardo | Il sorriso di Mister 600 denti stavolta viene messo a dura prova. Azzoppato dalla strategia, menomato nel finale da una gomma centrata dallo spirito vendicativo di Kvyat nei confronti della usa ex squadra, spettatore di MiniMax sul gradino più alto del podio. Ma lui, sicuramente, almeno 300 di quei denti li ha mostrati lo stesso, sono pur sempre abbastanza.

Nico Hulkenberg | Già la Force India è messa male economicamente, se poi i commissari di Barcellona ci mettono quindici anni a spegnere due fiamme tentando, oltretutto, di spruzzarsi in faccia, non se ne esce più. Nico decide quindi di risolvere autonomamente la questione, strappando l'estintore di mano agli incapaci. Mica sono tutti della CEA, in giro.

Il presidente | Meraviglioso Marchionne che asserisce "mi spiace per la Mercedes", quando l'effetto della sedazione post risata compulsiva è ancora fortemente in atto dopo la fagiolata di curva 4. Ci vuole coraggio a dire certe cose, ed evidentemente lui ce l'ha. Un po' come dire "In Spagna vinciamo noi".

Una gara normale | Si sente spesso parlare di questo termine per quanto riguarda la Ferrari, colpita da problemi tecnici e da Kvyat, per invocare una corsa senza gli uni né gli altri che possa dimostrare di poter vincere. Dopo la Spagna il termine si arricchisce di nuovi significati: una gara normale significa niente problemi, niente Kvyat (beh, qui ci siamo ormai), Mercedes e Red Bull eliminate. Ce la faranno?

La curva tre per Fernando | Il passato ritorna inesorabile per il povero Alonso, che si trova ritirato, con la Mclaren ancora afflitta da noie varie (stavolta pare che al posto della centralina sia stato installato un Clementoni) nella stessa curva della famigerata folata di vento. Ora, dall'alto della sua esperienza, fossi in Nando proporrei una modifica del circuito che elimini quella curva. Senza chiedere aiuto a Tilke, s'intende.

Grande Matteo | Non corre in F1, né in GP2, né in GP3. Si chiama Matteo Cairoli e ieri ha fatto il mazzo a tutti in Porsche SuperCup. Una volta che abbiamo un italiano che vince diciamolo, per la miseria.

Si chiude qui questa edizione speciale delle Pillole, nella speranza di avere altre gare abbastanza raccontabili in questi termini in futuro.


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3 commenti

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  1. MariaPia Altieri
    #1 MariaPia Altieri 17 maggio, 2016, 11:57

    Eppure le pillole mi mancano tanto...

  2. quaranta_vito
    #2 quaranta_vito 16 maggio, 2016, 18:27

    alex_secchi U0001f44d io e te su Nico 100% U0001f609

  3. Alberto Gemma
    #3 Alberto Gemma 16 maggio, 2016, 15:38

    Credo rivredremo le pillole dopo Baku..
    Non so,sensazione miaU0001f609

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