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IL BLOG DI ALESSANDRO SECCHI

Alessandro Secchi

Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per lavoro, blogger per passione. Curioso di talmente tante cose fin da piccolo da non sapere ancora cosa fare da grande. Intanto il tempo passa...
Autore de "Il mio Michael", il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie" per 20 anni di emozioni su pista. #KeepFightingMichael, sempre!

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Sette mescole e un arcobaleno di dubbi Nel 2018 si cala il Settebello delle gomme. Ma la F1 ne ha davvero bisogno?

Si chiama Pirelli ma fosse Michelin, Bridgestone, Yokohama, Goodyear o chiunque altro vogliate tra i più famosi costruttori di pneumatici non cambierebbe di una virgola il senso di questo post, che non vuole andare né contro il fornitore di gomme

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Australia, 1986. Una F1 distante anni luce Sono passati trentuno anni ma sembrano molti di più in una F1 che non ha niente a che vedere con quella odierna

Le novità per il 2018 tra cui l'introduzione di Halo, la riduzione delle Power Unit a tre unità utilizzabili durante l'arco della stagione e le sei mescole da asciutto che Pirelli produrrà mi hanno riportato alla mente un Gran Premio

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Tre PU per 21 gare: è la F1 o il WEC? La categoria regina del motorsport vuole motori capaci di resistere migliaia di chilometri. Che senso ha?

Sette gare: è questa la media che dovranno percorrere le Power Unit 2018 per non incorrere in penalità in caso di utilizzo della quarta unità. Calcolando solo le distanze di gara siamo ad oltre 2.100 km. Se aggiungiamo i sabati

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Inutili prove di forza Jorge ignora ancora una volta cruscotto e anche pitboard. A che pro?

Basterebbero un po' di coerenza e meno maschere sul viso per rendere il tutto più comprensibile ai più. Per quanto Andrea Dovizioso, con una signorilità da Lord, abbia più volte sottolineato l'aiuto di Jorge Lorenzo durante il GP di Valencia,

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Quando una Botta(s) cambia prospettive La gara del Brasile è pesantemente condizionata dall'incidente di Hamilton in qualifica

Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma è inutile nascondere che il Gran Premio del Brasile ha visto il suo punto di svolta non tanto in gara quanto a pochi minuti dall'inizio delle

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Il fu sorridente Daniel Ricciardo Rimonta pazzesca ad Interlagos, ma ormai il suo momento sembra passato

La F1 viaggia a cicli. Di auto e di piloti. Il momento d'oro di Daniel Ricciardo sembra ormai passato e la gara di Interlagos è un altro esempio di quanto ormai sia snobbato, nonostante una rimonta in gara che non

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Torpore finlandese Bottas torna in Pole ma solo grazie al botto di Lewis. Metà stagione ottima e poi il buio

I complimenti pubblici di Hamilton a Bottas al termine delle qualifiche di Interlagos, con Valtteri primo davanti alle Ferrari, sono peggio di una sentenza. In quelle pacche di congratulazioni ho letto la consapevolezza di Lewis di essere talmente superiore al

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Svalutation: ma quanto erano forti questi due?! La storia dei sottovalutati, i mai considerati, che furono capaci di piegare la resistenza del Re

Li avete riconosciuti? Ricordate chi sono? Distinguete i loro caschi ed il loro numero di gara? Sono due tra i campioni del mondo più sottovalutati della storia della Formula 1: il Paracarro Jenson Button ed il figlio di papà Nico

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Prost, Vettel, Hamilton: quando quattro non è sempre... quattro Perché il valore dei titoli spesso si pesa a sensazioni e tifo

Da una costola dell'articolo dell'altro giorno sul rapporto tra Vettel e i media, c'è un altro discorso che tengo a sviluppare e che tiene banco a sua volta da troppo tempo: si tratta del valore dei titoli mondiali. Con Hamilton

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Seb - Media: è finito il falso amore Come con Alonso, come con Schumacher, la stampa difende o attacca con memoria corta o convenienza

Leggere adesso che il contratto in rosso di quello che potrebbe tornare "ditino fortunato" Sebastian Vettel, in memoria delle vittorie unicamente con favore di missile blu Red Bull, è stato da poco rinnovato fino al 2020 tra gridolini di gioia

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Well done, Lewis Non si vincono quattro mondiali per caso. Mai

Game over. Il mondiale 2017 si chiude in Messico, tra le ali di una folla che meritava di essere il centro del mondo per un evento festoso dopo il disastro del terremoto di un mese fa, che ancora si legge

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Kvyat, fine dei giochi. Forse, per ora, meglio così Retrocesso dalla Red Bull in favore di Verstappen e appiedato a convenienza. Lo meritava?

Credo che tutto sommato ci sia un limite da non superare. E per quanto un pilota possa sognare di correre in Formula 1 e farebbe di tutto per realizzare i suoi desideri, penso che il trattamento riservato a Daniil Kvyat

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Max, i track limits, la solita incoerenza Che la Fia si decida a chiarire le regole sui tagli di pista

La querelle innescata da Max Verstappen al termine del GP degli Stati Uniti, sulla quale il buon papà Jos ha calato il carico da 90 via Social (al suo Tweet mancava il più classico dei "Se sei indignato condividi!") merita

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Dieci anni dopo: da Kimi a Kimi Il 21 ottobre 2007 l'ultimo titolo piloti a Maranello. Da allora ad oggi, quante cose sono cambiate...

Alzi la mano chi dieci anni fa era incredulo spettatore, gioioso o disperato, del finale di uno dei campionati più imprevedibili della storia della Formula 1. Alzi la mano chi quel giorno immaginava che quel mondiale, ribaltato nelle ultime due

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È arrivato il momento di crederci, tutti insieme. Forza Dovi! Tre gare alla fine, 11 punti da recuperare su Marquez. Serve il sostegno di tutti

Il sogno è lì. Lo leggi nei suoi occhi, in quelle due ultime curve tra Austria e Giappone in cui la cattiveria sportiva di Marc Marquez viene battuta dall'intelligenza. Quel saper aspettare di chi, attendendo con pazienza, anno dopo anno

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