MOTOGP Anche in Qatar il padrone è Viñales

Dovizioso a pochi millesimi dallo spagnolo. In difficoltà Márquez e Rossi di 12 marzo 2017, 23:16
MotoGP | Anche in Qatar il padrone è Viñales

Quattro su quattro. Non poteva esserci inizio migliore per il binomio Maverick Viñales-Yamaha, coppia destinata senza ombra di dubbio a sferrare un deciso attacco alla corona della MotoGP. Il pilota spagnolo ha concluso in cima alla classifica dei tempi anche i test collettivi del Qatar, ad appena due settimane dall'inizio del mondiale 2017, previsto su questa stessa pista. La cosa più interessante è che il 22enne di Figueres, nel corso di questo inverno, è risultato il migliore su ogni tipologia di pista: dal toboga di Valencia alle alte velocità di Phillip Island, passando per la guidatissima Sepang e il misto-veloce di Losail. Le intenzioni sono chiarissime.

Viñales aveva definito possibile un giro sull'1:53 alto, ma nel corso della domenica sera del Qatar non è riuscito che a migliorare di poco il crono di ieri, scendendo fino a un comunque superlativo 1:54.330. Importante anche il lavoro sul passo gara, ambito nel quale il neo acquisto di Iwata non si era mai cimentato fino in fondo durante queste prove collettive: long run di una ventina di giri sul passo dell'1:55.7.

In seconda posizione si è ristabilito Andrea Dovizioso, che con la sua Ducati forma un altro binomio vincente, almeno sulla pista del deserto arabico. Dopo avere sperimentato la nuova carena aerodinamica ieri, il forlivese è tornato a concentrarsi sulla prestazione pura, mancando il colpaccio per soli 71 millesimi. Seppur di poco, appartiene proprio a Dovizioso il long run più interessante in fatto di tempi sul giro, con 14 giri sull'1:55.6 medio.

Sempre in tema Ducati, anche Jorge Lorenzo ha trovato un buono spunto nelle battute finali di questi test, piazzandosi quarto assoluto a nemmeno due decimi da Viñales. Anche il maiorchino ha provato la nuova carena, rimanendo in linea con i tempi stabiliti da Dovizioso ieri. Qualche dubbio in più riguarda la questione del passo, perché Lorenzo non è arrivato a completare dieci giri di fila.

Tra le due Rosse di Borgo Panigale, Daniel Pedrosa con la Honda ufficiale. Anche per il catalano vale lo stesso discorso di Lorenzo, parlando dei long run, ma in generale HRC non ha dato grossi riferimenti sulla distanza di gara. Questo anche perché Marc Márquez ha vissuto un'altra serata difficile: caduto tre volte, il campione del mondo in carica non è andato oltre il decimo tempo, ultimo pilota a rimanere sotto l'1:55.

La vera sorpresa è giunta da Álvaro Bautista, non tanto per i tempi assoluti, già buoni durante tutti i test collettivi da gennaio a oggi, ma quanto perché il pilota del team Ducati Aspar ha sfoggiato un long run di 20 giri su un passo addirittura più veloce rispetto a Viñales. Si parla di millesimi, certo, ma l'impressione è che sui circuiti più adatti alle Desmosedici anche quelle in versione più "anziana" siano tuttora in grado di dire la loro.

Diversi piloti "clienti" si sono messi in luce anche in quest'ultima serata di prove. Sesto Scott Redding con la Ducati Pramac, settimo Jonas Folger con la Yamaha Tech 3, ottavo Cal Crutchlow con la Honda di Cecchinello, nono Johann Zarco con la seconda M1 del team francese.

Dopo i buoni riferimenti di ieri è ripiombato nel buio Valentino Rossi, solo 11esimo oggi e sesto nella riepilogativa dei tre giorni. Tempo assoluto odierno distante otto decimi e mezzo dal compagno di squadra, numero totale di giri buono ma non eccezionale e una simulazione di gara poco proficua: la nuova rincorsa del Dottore al decimo mondiale parte, in definitiva, con diversi punti di domanda sulle spalle.

Tempi duri anche in casa Suzuki, i cui test qatarioti si sono conclusi con indicazioni poco positive. Andrea Iannone ha subìto la stessa sorte di Márquez, cadendo e non provando di conseguenza il passo. Anche la GSX-RR ha sfoggiato la sua versione più aerodinamica, ma è proprio la carena nuova a essere rimasta danneggiata nella scivolata dell'abruzzese. Poco più indietro Álex Rins, che il long run lo ha provato rimanendo distante sei decimi dal passo dei migliori.

Pochissimi giri per le due Aprilia nell'ultima serata di prove, appena 69 tra Aleix EspargaróSam Lowes. I riferimenti del più grande dei due fratelli catalani sono comunque molto incoraggianti per la Casa di Noale.

Peggio va a Mattighofen, dunque KTM, con le RC16 fisse oltre i due secondi di ritardo dai riferimenti assoluti. Dal confronto tra i piloti del marchio austriaco esce vincitore da questa tre giorni, in volata, Bradley Smith, ma in definitiva serve molto tempo per sgrezzare una moto ancora piuttosto acerba.

I test collettivi hanno dato il loro responso, indicativo ma probabilmente non al 100%. Tra due settimane si comincerà finalmente a fare sul serio con il Gran Premio del Qatar, da quel momento cadrà ogni dubbio.

Classifica terza giornata
Classifica riepilogativa

Simulazioni di gara:

Immagine copertina: yamahamotogp.com


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