Alessandro Secchi

SEVEN Mercato 2017: un'enorme "Corazzata Kotiomkin"

Un potenziale inverno meraviglioso si è trasformato in un mare di occasioni sprecate di 17 gennaio 2017, 12:45 584 visualizzazioni
Mercato 2017: un'enorme "Corazzata Kotiomkin"

Ragazzi, lasciatemi sfogare.

Si cerca d'esser seri, posati, educati, poco edulcorati e di fornire un servizio quanto più rispettabile e rispettoso del pubblico che legge, ma in questa occasione vorrei davvero lasciarmi andare (anche se non ce la farò...) ai più reconditi istinti lessicali nell'analizzare il mercato di Formula 1 che, di fatto, si è chiuso ieri.

E non posso che farlo citando il ragionier Ugo Fantozzi, da decenni illustre specchio del nostro paese, in un atto di eroico coraggio in una vita costellata di soprusi. Dall'alto di quel palchetto, morso dalla paura, si lanciò in un memorabile, indimenticabile, impavido "Per me, la Corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca!" suscitando i famosi e citatissimi 92 minuti di applausi nei suoi altrettanto bistrattati (ma mai quanto lui) colleghi di sventure.

Ora, vorrei rifarmi all'illustre Paolo Villaggio per identificare quanto visto nelle ultime settimane di mercato dell'usato sicuro e per giudicare, appunto, le mosse dei team che mai come in questa occasione hanno sprecato una possibilità unica: quella di destare un interesse fantascientifico nella prossima stagione, di cui la F1 avrebbe avuto bisogno come il pane.

Le possibilità, d'altronde, c'erano tutte: la dipartita sportiva dell'ex Britney ed ex Di Caprio della Formula 1 ed ora illustre pensionato di lusso con l'1 stampato in fronte, al secolo Nico Erik Rosberg, ha aperto ad inizio dicembre una voragine inattesa nel mercato invernale. Ritiro da campione a 31 anni: una roba mai vista a tali età e status, tanto da mettere nei casini un team intero.

"Ed ora, chi ci va in Mercedes?". Si offrono tutti: piloti, calciatori, scribacchini, blogger, dromedari e scimmiette. Che tanto anche queste ultime, diceva il prode Niki anni or sono, ormai sarebbero in grado di guidare una F1. La prima suggestione è quella di Fernando Alonso: roba da far saltare in aria Brackley tutta e di rimpinguare come minimo del 10% lo share mondiale nel caso di accordo e di uscita dalla gabbia Honda. Niente da fare. Mi immagino, anche se non sarà stato così, le lunghe giornate incatenato alla fabbrica di Lewis in sciopero della fame, con Roscoe e Coco non inquadrati che dal basso passano gli hamburger. Mentre Bernie mi pare di capire che abbia sperato nel colpone senza però attivarsi personalmente. Evidentemente il vecchio non ha più lo smalto di un tempo. Insomma, Alonso-Hamilton non s'ha da fare. Peccatissimo.

Che furbi, però, in Mercedes: hanno un'academy anche loro, hanno i giovani piloti, uno (Ocon) l'hanno accasato in Force India, uno (Wehrlein) è senza sedile non perché l'ha perso, ma perché la Manor è pronta a fallire: non vuoi dare la possibilità della vita al tuo giovane? No, non gliela danno. Pascal finisce in Sauber per arrivare probabilmente ancora ultimo, per un altro anno. Tanto valeva mandarlo a correre da qualche altra parte, come fatto dalla Mclaren con Vandoorne.

E allora, chi ci va in Mercedes?! Button? Valentino Rossi (questa è stata fenomenale e qualcuno ci ha pensato davvero)? Maldonado (magari!)? Torna Rosberg dicendo "Scusate, mi sono sbagliato!" ?  Niente di tutto questo: il nome che trafila dai sobborghi di Brackley è niente meno quello di Valtteri Bottas. Proprio lui, quello che un anno fa doveva andare in Ferrari e poi non se n'è fatto più nulla, quello che era già stato confermato per il 2017 in Williams: pupillo di Wolff, universalmente riconosciuto come non-fenomeno (ma occhio, lo stesso si è sempre detto di Rosberg). E Pascal? Trombato per la seconda volta in pochi mesi: prima dalla Force India, poi dalla stessa Mercedes. E tanti saluti agli Young program che sembrano (eccezion fatta per Red Bull che almeno i piloti li porta in alto) più un sistema per far soldi. Perché chi se ne frega se è il giovane tedesco quello che ha fatto più chilometri con le gomme 2017 durante i test Pirelli.

"La grande Bottas", immaginate voi di cosa, fa sì che il finlandese si trovi catapultato dalla brace alla padella dal sapor wurstel e crauti. Per meriti in pista? Non lo so. Per culo? Forse sì. Per conoscenze e accordi? Probabilmente. Per fare il secondo a Lewis? Lo vedremo. Certo è che, a pelle, la soluzione sa di tranquillante per le coronarie del management Mercedes, dopo un anno ad alta tensione in diversi momenti. Escludo a priori, accordi o meno, che Valtteri possa mettersi dietro Hamilton. Ma se dovesse succedere anche in qualche occasione, le cose si metterebbero male per Lewis. Che poi, qui magari si dà per scontato che il 77 vada a fare il secondo e magari Wolff per lui ha altri piani. Mah, chi lo sa, wait and see.

La prima grande occasione, quindi, sfuma così in modo abbastanza triste. Ma c'è anche di peggio. Rosberg va via, Bottas prende il suo posto, si libera un sedile Williams. Bene, chi lo prende? Torna Pastor? Ci va Nasr? Ritorna Felipe?! Ma no, non è possibile, si è ritirato, a piangere ad Interlagos ha alzato il livello globale dei mari. No no, non è possibile.

Bene, chi va in Williams? Massa. Che ha smesso per poi smettere di aver smesso, che si è ritirato ma non ha saltato nemmeno una gara, che ha fatto commuovere tutti per poi dire "No dai, mi son sbagliato, un altro giro in giostra lo faccio". La coerenza per la miseria, la coerenza! Felipe io ti voglio bene, ma 'ste cose no, che poi si capisce che in realtà non eri te a volerti ritirare ma il fatto che nessuno volesse darti un sedile. Mi spiace, comprendo ma non condivido. Che poi devi ricominciare ad allenarti, riconcentrare la mente, etc etc. Ma chi te l'ha fatto fare. Gli sghei? Maybe. La voglia di correre? Ok, ma le possibilità c'erano comunque da altre parti. Così boh, lascia l'amaro in bocca e rovina quel bel momento di Interlagos, lo annulla, lo rende falso. Peccatissimo, anche qui.

Si tratta del mercato più triste da molti anni a questa parte. Una cagata pazzesca, appunto. Tantissime attese disilluse, speranze sopite nel nulla che ci consegnano una griglia anestetizzata. Ma poi, ad essere ridicola, è stata anche la gestione delle notizie da parte dei team. Si sapeva da giorni interi che ormai gli spostamenti sarebbero stati questi, e abbiamo assistito a teatrini vari su Twitter sinceramente sconcertanti. Sarebbe anche ora di finirla con gente inadatta nei ruoli chiave dei Social. Bene ma non benissimo.

Le uniche speranze, a questo punto? Che la Mercedes non sia ancora la vettura più forte. Che Newey abbia lavorato bene. Che la Ferrari compia il miracolo. A proposito, fortunatamente questa volta non si parla ancora del bianco sulla carrozzeria. Vedi che forse l'hanno imparata la lezione, in giro.


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