Malesia 2013: Lotus, un passo indietro.

di 24 marzo 2013, 16:00
Malesia 2013: Lotus, un passo indietro.

Dopo la splendida prestazione di Melbourne, ci si aspettava una replica a Sepang da parte della Lotus. La squadra di Enstone aveva impressionato, in Australia, non solo per le prestazioni ma soprattutto per la parsimonia nel consumare le gomme Pirelli.

A Sepang, invece, le Lotus vanno in difficoltà. Grosjean arriva a 35 secondi da Vettel, Raikkonen addirittura a 48. E questo nonostante anche in questa gara entrambe le vetture abbiano effettuato una sosta in meno di chi precedeva. 3 pit stop contro i 4 di Red Bull, Ferrari, Mercedes.

I tempi sul giro di Raikkonen e Grosjean non sono stati in linea con quelli di chi ha preceduto. Ma nemmeno troppo distanti. Il grave problema della Lotus, in questa gara, è stata anche la strategia. Kimi e Romain sono rimasti spesso bloccati dal traffico, e hanno perso costantemente tempo rispetto a chi, davanti a loro, aveva pista libera.

Romain si è comunque riscattato dal pessimo weekend di settimana scorsa. In alcuni frangenti, è parso anche più scaltro rispetto al compagno nel districarsi dal traffico e superare al primo tentativo chi andava più lento di lui.

Kimi, invece, è parso non a suo agio con la E21, è stato protagonista di qualche escursione fuori tracciato ed è stato più lento del compagno a liberarsi dal traffico. Con Hulkenberg, inoltre, ha perso davvero molto tempo in lotta, con il tedesco molto deciso (e anche aggressivo) nei suoi confronti. In pista e ai box, con un'uscita in parallelo dopo un pit. Da qui i 13 secondi di ritardo dal compagno francese.

In Cina, tra tre settimane, sarà necessario rivedere le strategie in condizioni caotiche e migliorare il passo gara se si vuole adottare questo tipo di strategia, con un pit stop in meno degli avversari. Sicuramente la Lotus ha dimostrato di essere gentile con le Pirelli, ma al tempo stesso se vuole ottenere risultati come quello di Melbourne deve fare in modo di non perdere sul passo gara quanto risparmiato con una sosta in meno.

Questione di bilanciamenti, insomma. Meglio una sosta in meno e gestire il vantaggio o farne una in più e puntare sulle prestazioni? A Shanghai vedremo il risultato.


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