LIBRI "Destra3 lunga chiude", sembra leggenda ma era soltanto la realtà

Il nuovo libro di Carlo Cavicchi sull’epoca d’oro dei rallies di 23 ottobre 2016, 16:00 216 visualizzazioni
Libri | "Destra3 lunga chiude", sembra leggenda ma era soltanto la realtà

Un’attesa durata un decennio. Sono sincero: pochi mesi fa avevo ormai messo da parte ogni speranza, e stavo muovendomi autonomamente per crearmi un libro "personalizzato", stampando e rilegando "in casa" l'intero corpus delle avventure raccontate da Carlo Cavicchi attraverso gli anni sulle riviste specializzate. Avventure che anche distanza di tempo regalano lo stesso entusiasmo della prima lettura, una magìa di cui pochissimi sono capaci. E queste storie vanno lette e rilette.

Poi, per caso, qualche tempo fa mi sono imbattuto nella notizia: è nato "Destra3 lunga chiude", proprio il libro che stavo sognando da troppo tempo. Cinquanta episodi, cinquanta autentiche avventure fra gli anni ’60 e l’alba dei ’90, tra le quali ogni lettore non riuscirà mai a scegliere la più bella, perché sarebbe come dover selezionare un'unica pietra preziosa in un enorme forziere ricolmo di gemme.

Ciascuno di noi "matti dalle gare" vi troverà il proprio nettare e la propria droga. Il “Direttore” (Cavicchi ha guidato varie riviste specializzate, da Autosprint a Quattroruote passando per SAM rally) ha anche inserito diverse avventure totalmente inedite, un valore aggiunto per un'opera che sarebbe davvero blasfemo farsi scappare per tutti coloro che si definiscono appassionati di corse automobilistiche, senza sciocche distinzioni di categorie.

Cavicchi, tra i tanti pregi, ha anche quello di non cedere mai alle lusinghe della nostalgia facile ma spicciola, e allo stesso tempo di illustrare con potenza e pervasività la grandezza di un automobilismo che ormai non esiste più. Così, quando ho letto la sua prefazione, mi sono sentito perfettamente "compreso" nella mia passione e nelle mie sensazioni di appassionato "scisso" tra quei rally di allora e le "gare" che oggi si fregiano ancora di tale nobile qualifica, anche se in buona sostanza si tratta di due mondi e di due sport differenti.

Per concludere si potrebbe parafrasare proprio un vecchio articolo di Carlo Cavicchi per definire in modo telegrafico questo volume indispensabile: cinquanta meravigliose favole, molte fotografie illuminanti, tantissima nostalgia. Ma anche infinito entusiasmo.