LIBRI Agostini al Tourist Trophy, l'incontro tra due miti

L’ultimo libro di Mario Donnini racconta l’epopea del più grande di sempre nella più antica e temuta delle gare su strada di 15 dicembre 2016, 11:00 398 visualizzazioni
Libri | Agostini al Tourist Trophy, l'incontro tra due miti

Giacomo Agostini e il Tourist Trophy: due leggende che si sono spesso incontrate, tanto da aver contribuito in modo potente alla reciproca costruzione del proprio mito.

Aggiungete la penna di Mario Donnini, autentico poeta a suo agio nell’intero universo del motorsport e profondissimo conoscitore dell’Isola di Man, e avrete un nuovo imperdibile volume da leggere, rileggere e conservare, a fianco di quelli ugualmente entusiasmanti che l’autore ha dedicato alla più antica e temuta delle gare motociclistiche su strada. Dopo un volume interamente dedicato al quindici volte campione del mondo, Donnini si concentra sulle gesta del popolarissimo “Ago” tra le curve del tremendo e affascinante circuito del Mountain: ben dieci vittorie a cavallo del 1970, una vera e propria dittatura speculare a quella che il pilota italiano impone nei Campionati della categoria 350 e 500.

Nelle pagine del libro, che si legge quasi d’un fiato, si dipana un momento-chiave della storia del motociclismo, dove il Tourist Trophy e Giacomo Agostini giocano un ruolo fondamentale. Il problema della sicurezza rende la trasferta sull’isola di Man sempre più sofferta, complici le tragedie che praticamente ogni anno si verificano sullo stradale di oltre 60 chilometri. Quella del 1972 si porta via anche Gilberto Parlotti, il giovane centauro italiano amico di Giacomo. Per il pluricampione la misura è colma: non correrà più il Tourist Trophy che da parte sua, per sopravvivere nel panorama motociclistico mondiale, qualche anno dopo uscirà dal giro iridato continuando tuttavia a brillare di luce propria.

Ma prima di quel momento, il libro di Donnini ci fa immergere nell’adrenalina provocata dai cilindri delle varie MV Agusta guidate da Agostini, curva per curva: dalle incredibili sfide con Mike Hailwood, compresi i retroscena del famoso duello del ’67, a quelle con Phil Read, dal casco a scodella a quello integrale. Un assoluto valore aggiunto è costituito dai taccuini sui quali Agostini, come in un diario annotava tutto, ma proprio tutto: nel libro sono fedelmente riprodotti.

Un volume consigliato a tutti gli appassionati: una conferma per chi ha già letto i precedenti libri di Donnini dedicati al Tourist Trophy, un irresistibile invito a recuperarli per chi ancora non lo ha fatto.