Alessandro Secchi

SEVEN Lewis, la spallata e le spallucce

di 13 giugno 2016, 18:30
Lewis, la spallata e le spallucce

Mi ha fatto sorridere l'accenno al sottosterzo di Hamilton nello spiegare il contatto alla prima curva con Rosberg. Ha fatto ridere tantissimo Jacques Villeneuve quando Toto Wolff ha parlato dello stesso problema, e credo che un po' tutti quando l'abbiamo sentito abbiamo pensato la stessa cosa: che paraculo.

In quello che è stato nient'altro che un contatto (è giusto precisarlo) dovuto al voler marcare il territorio per primo, credo che non sarebbe stato poi male sentir dire a Lewis che aveva fatto ciò che ognuno avrebbe fatto per difendere una posizione in pericolo, soprattutto dopo essere partito ancora una volta malissimo: spingere il compagno, ovvero l'avversario per il mondiale, in zona innocua. Sì perché Lewis, ancora una volta, aveva quasi perso la posizione a favore di Nico, prima di pensare di riconquistarla a modo suo, ovvero allargando quanto necessario per rendere inutile l'attacco del compagno, costretto poi a perdere posizioni e alla gara che abbiamo visto.

Pur ribadendo la regolarità della manovra, voglio però far notare una cosa, ovvero la differenza di atteggiamento dei protagonisti in base a colui che subisce la manovra. Quando è Lewis a subire si aprono dibattiti su complotti, ipotesi di lasciare la Mercedes, introspezioni, misticismi e affini. Quando è Nico a pagare le conseguenze, sembra quasi che tutto rientri nella normalità, una normalità che vede Lewis come campione affermato e Nico come quello preposto a pagare dazio a prescindere. E' una mia sensazione, questa, sia chiaro.

La situazione Mercedes rimane comunque di difficile interpretazione. Nico ha vinto le prime quattro gare correndo senza sbavature e contando sugli errori di Lewis in partenza (praticamente sempre), sui suoi problemi tecnici in qualifica e sulla strategia Ferrari sballata a Melbourne. Lewis ha vinto le sue due grazie a due pasticci ai box: quello Red Bull a Montecarlo (decisivo) e quello Ferrari ieri, che gli avrebbe reso la vita molto più difficile.

Sebbene ora la bilancia penda dalla parte di Lewis visti i 50 punti nelle ultime due settimane, è facile dire ora che è lui il favorito per il titolo. Quello che ho anche notato, esattamente come dopo Spa 2014, è stato l'istantaneo sonno di Rosberg, che a Montecarlo ha dovuto addirittura lasciar strada al suo avversario per il titolo dopo il disastro di Barcellona.

Lewis è il più veloce ma il più falloso dei due. In condizioni normali è più veloce di Nico, anche se non di molto. Sicuramente non potrà continuare a sbagliare partenze: se una volta il recupero in extremis gli è andato bene, alla seconda non sono sicuro che Nico si lascerà spingere ancora all'esterno.

Ci aspettano altri round, ne sono sicuro.


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