Le 10 Pillole del GP del Belgio 2014

di 26 agosto 2014, 13:30
Le 10 Pillole del GP del Belgio 2014

Scintille: quelle delle monoposto sulla compressione dell'Eau Rouge, quelle in pista tra le due Mercedes, quelle dei denti di Ricciardo. Il GP del Belgio regala una gara delle sue in un mondiale che verrà deciso da chi otterrà più punti grazie alle sportellate rifilate al compagno tra i due che si contendono il titolo. Le briciole restano a Ricciardo, che gode della guerra avversaria e piazza la terza vittoria stagionale.

Gloria per "The King of Spa" Raikkonen, che arriva quarto non-sa-manco-lui-come.

Foto di copertina dedicata al nuovo modo per tagliare le chicane inventato dal pilota GP3 Tereshchenko. Con complimenti alla FIA e ai panettoncini interni ai cordoli.

Via con le Pillole:

1 - André Lotterer: trattasi di figo pazzesco. Arriva, fa la sua comparsata, senza mai aver poggiato le terga sulla Caterham gira più veloce di chi è in macchina dall'inizio dell'anno. Poi scende, dice che alla fine quasi quasi la sua Audi va più di questi citofoni e se ne torna a casa. Praticamente Mister tre 24 Ore ha fatto inquadrare la Caterham più volte in tre giorni che in 4 anni.

2 - Daniel Ricciardo: ad ogni vittoria si raddoppiano i denti che sbucano dalla sua bocca ormai gigante. Dopo i 64 di Montreal, sono diventati 128 a Budapest ed ora 256. Al posto di un casco, a Monza, indosserà una mongolfiera firmata Red Bull. Avrà qualche problemino aerodinamico ma tant'è..

3 - Nico Rosberg: "un agnellino", "fa sempre il compitino", "Hamilton non lo vede manco col binocolo", varie ed eventuali. Invece il ragazzo alla prima stagione in cui può giocarsi il mondiale fa impazzire il più quotato compagno. Il pezzo di gomma che si ritrova sull'antenna è solo un avvertimento. Al prossimo giro Lewis gli fa recapitare Roscoe (a digiuno per un mese) in abitacolo.

4 - Lewis Hamilton: povero Luigino. Prima viene eliminato dal compagno, poi cerca di trovare qualsiasi scusa per ritirarsi in anticipo. In realtà voleva fermarsi per provvedere personalmente all'ultimo pit stop del biondino e assicurarsi che tutto andasse per il meglio, a modo suo. Di certo, da qui alla fine dell'anno la vedo molto dura.

5 - Kevin Magnussen: le difese sul Nando nazionale hanno ricordato il buon Petrov ad Abu Dhabi 2010. Ad un certo punto, stressato dalla vicinanza della Ferrari, inizia a lanciare oggetti vari dalla Mclaren pur di non farsi passare. Il tentativo estremo è il bottone per allargare la carreggiata della sua monoposto, che manda Alonso per orti. Smaliziato, il ragazzo.

6 - Kimi Raikkonen: al ritorno ai box pensa, finalmente, di essersi meritato pure lui qualche applauso dopo la bella gara. Trova chiuso per lutto. Il giorno dopo va a leggersi qualche giornale sportivo italiano. Lo si cita solo nella classifica finale. Italia in lutto per l'ottavo (poi diventato settimo) posto del Nando nazionale. Kimi, chi ha orecchie per intendere, intenda.

7 - Fernando Alonso: cinque anni in Italia gli hanno insegnato, delle nostre usanze, sicuramente una cosa. Il vizio di gesticolare freneticamente quando vuole sfanculare qualcuno. A questo giro capita con il giovane Magnussen, che fino all'atto dell'accompagnamento sull'erba gli aveva fatto vedere i sorci verdi legalmente. Non sono tutti compagni di squadra, d'altronde. Si sa, Nando è così.

8 - Felipe Massa: 22 auto che passano sui detriti lasciati da Hamilton, che rientra a 200 all'ora su tre ruote spargendo i resti della quarta ovunque. E chi è l'unico, tra i 22, che si ritrova pezzi di gomma in macchina? Ovvio, Felipino! Recuperata metà Pirelli di Hamilton, ricomincia a girare come una F1 abbandonando il ritmo da GP3. Siamo ai confini dell'incredibile.

9 - Sebastian Vettel: l'unico modo perché possa arrivare primo quest'anno è farlo girare da solo in pista. Ecco infatti che, per alleviargli le pene sportive, viene spedito in Russia a provare per primo il nuovo tracciato. Ne scende schifato, ma per lo meno per una volta non si è trovato davanti il sorriso smagliante di Ricciardo..

10 - Pastor Maldonado: siamo ormai arrivati all'autolesionismo. Pur di non correre con quella che è la Lotus 2014, si inventa uscite di pista che neanche sui simulatori. Sbatte a destra e a sinistra nelle libere per essere sicuro di sfondarla su ogni lato. Alla fine, dopo un giro di gara torna felice a casa. Obiettivo raggiunto.

Fuori concorso - Bernd Maylander: tutti si lamentano del fatto che la Safety non sia uscita dopo l'incidente tra Rosberg ed Hamilton e i detriti lasciati in pista da quest'ultimo. Mistero risolto. Dopo i chilometri fatti in GP2 e GP3, la SLS non aveva più benzina. Il contenimento dei costi ha colpito anche la Safety Car. Maylander si scusa, ma non è colpa sua.

MENZIONI SPECIALI

Chilton, poi Rossi, poi Chilton: questa storia del "corre chi offre di più" inizia ad assumere contorni comici. A breve mi aspetto che qualche giorno prima delle gare vengano indette delle aste per decidere chi dovrà correre sulle Marussia e sulle Caterham. Chi offre di più vince il sedile. Tutto molto triste.

Charlie Whiting: lo storico direttore di gara della F1 inizia a perdere qualche colpo. Non far uscire la Safety con tutti quei detriti sembra un modo per rimescolare le carte e vedere qualche pit stop in più. Sicuramente è assurdo, visto che in altre situazioni la SC esce per motivi insignificanti.

Appuntamento con le Pillole per il post-gp d'Italia, tra due settimane.


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