L'antica arte di manipolare le frasi

di 07 novembre 2015, 20:30
L'antica arte di manipolare le frasi

Mettiamo subito una cosa in chiaro: non intendo parlare della questione Hamilton-Schumacher in quanto tale, ché tanto si è scritto fin troppo in questi giorni.

Tuttavia, mi sento in dovere di dire la mia sul vero problema che sta alla base del vespaio (mi veniva un'altra parola che finisce sempre in -aio, ma è meglio evitare) che si è scatenato. È un problema che temo sia impossibile da risolvere, visto che è dagli albori della civiltà che esiste: sto parlando della decontestualizzazione delle frasi. Sin dall'antichità le frasi di personaggi famosi come condottieri, politici, filosofi e letterati vari sono state estrapolate dal contesto in cui furono pronunciate, venendo poi completamente stravolte nel loro significato. In altri casi, addirittura, queste frasi non sono mai state pronunciate: il caso forse più eclatante è quello della frase attribuita a Niccolò Machiavelli, "Il fine giustifica i mezzi", ma mai scritta in nessuna sua opera.

Il guaio è che, in questo modo, l'opinione pubblica tende a farsi un'idea completamente sbagliata della persona a cui le frasi vengono attribuite, oltre che delle circostanze in cui queste frasi sarebbero state dette. Dopo secoli ancora non abbiamo imparato la lezione e continuiamo a farci prendere in giro da chi, anche in malafede, continua a propinarci frasi con cui i loro autori intendevano dire ben altro.

Nell'epoca dei mass media e dei social media, l'effetto di una simile prassi è devastante. I media, per attirare l'attenzione e per scatenare polemiche, manipolano e decontestualizzano le frasi, generando equivoci a pioggia. Quando la cosa sfugge completamente di mano, ecco che arrivano frettolose correzioni, puntualizzazioni, smentite e scuse, e spesso la toppa è peggio del buco.

Prendiamo il caso dell'OMS: i giornali si sono affrettati a dire che la carne è cancerogena, senza se e senza ma. Quando si è rischiata la psicosi collettiva su scala mondiale, ecco che sono fioccati articoli tranquillizzanti come se niente fosse. Ma non era meglio non generare allarmismo in partenza? In un mondo ideale, sì. In questo mondo, tutt'altro che ideale, no, perché generare allarmismi fa comodo e fa vendere molto bene. Allo stesso modo, nello sport, fa comodo generare polemiche.

Quindi, quanto successo in questi giorni mi stupisce il giusto. Dovrebbe stare a noi, grande pubblico, ribellarsi a queste logiche. Sarebbe opportuno che noi tutti, ognuno nel suo piccolo, facessimo capire a certe persone che proprio così fessi non siamo, che a noi le notizie date in questo modo non piacciono. Finché continueremo a fare il loro gioco, nulla cambierà, ed è anche normale che sia così.


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