Alessandro Secchi

SEVEN La sfida d'altri tempi tra Alonso e Vettel. Come l'ossigeno bloccati in ascensore.

di 07 luglio 2014, 13:05
La sfida d'altri tempi tra Alonso e Vettel. Come l'ossigeno bloccati in ascensore.

Dimenticatevi i team radio, dimenticatevi le lamentele sui track limits, sugli accompagnamenti verso l'erba.

Ci sono un tedesco e uno spagnolo. Guidano il primo per una macchina austriaca e il secondo per una italiana. Uno è quattro volte campione, l'altro due.

La macchina del primo è blu, l'altra rossa. Entrambi sono accomunati da una stagione marrone.

Riavvolgete il nastro fino all'uscita dai box del tedesco. Levate la telecronaca, avete solo due canali. L'onboard suo e quello dello spagnolo. Audio originale, solo motore, gomme, vento. Potete switchare da uno all'altro quando e per quanto volete.

Mettetevi comodi sul divano con un bel paio di cuffie insonorizzate. Fate partire il video. Lo spagnolo, con gomme calde, si porta subito sul campione uscente e non perde tempo a studiarlo, sfrutta il vantaggio e lo infila con una manovra magistrale. L'altro incassa, sbarella, si scuote, per un paio di giri naviga con le gomme fredde, ma poi si rimette in linea. Ritorna con cattiveria.

Inizia il duello. Frenate ritardate, incroci di traiettoria. La vettura blu è velocissima sul misto ma sul dritto non ne vuole sapere di andare, nemmeno con i reattori. La rossa è lenta quasi dappertutto ma sul dritto resiste senza troppa fatica. Da qui un tira e molla esaltante, con il tedesco che si avvicina sul misto sullo spagnolo ma non riesce a tenere la minima distanza sul dritto. Lo spagnolo sa di avere un vantaggio sul dritto e gioca tutte le sue carte nel misto. Anticipa, disorienta, accompagna. Quello dietro vorrebbe saltargli in testa ma gli manca quel piccolo passo per stare vicino sul dritto quanto basta per provarci.

In gara ci sono almeno altre 15 macchine ma chi se ne frega, per 15 giri la gara è qui. Spagna-Germania, Italia-Austria. Uno è fortissimo, l'altro anche. Uno ha già recuperato dal fondo griglia, l'altro è partito male e vuole rifarsi. Sa che è più veloce, deve passare, ne va della reputazione.

La lotta continua, la tattica è la stessa. Tentare di avvicinarsi il più possibile nel misto per tentare l'attacco sul dritto. Lo spagnolo attende, fa affiancare il tedesco, lo accompagna ancora fuori. Può farlo, lo fa, più di una volta, con maestria e furbizia. Chissà cosa passa per la testa del tedesco, ma è ancora lì. I giri passano e le gomme potrebbero non farcela più.

Ma ecco che arriva il momento. Forse un'indecisione, forse le gomme che iniziano a calare, fatto sta che il tedesco riesce nell'intento. Si avvicina, si accoda, affianca, le vetture si sfiorano letteralmente, e nella stessa curva dove ha subìto il sorpasso il tedesco si vendica sullo spagnolo. La vettura blu, a questo punto, se ne va, grazie alla sua forza sul misto che compensa una velocità massima carente. La rossa riprende il suo ritmo, perde metri a vista d'occhio.

Finisce qui un duello d'onore tra due cavalieri corretti ma cattivi, leali ma decisi a non mollare un millimetro l'uno sull'altro.

Manca un piccolo appunto. Tutto questo per un quinto posto. Non per un mondiale, non per una vittoria. Non importa chi è arrivato davanti, non importa che non abbiano vinto la gara. Il tedesco e lo spagnolo, ieri, hanno vinto entrambi.

Giù il cappello, e grazie.


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