Alyoska Costantino

PAROLA DI CORSARO La figura del cioccolataio

Una favoletta sulla Red Bull Newey-dipendente del 2017 di 16 maggio 2017, 09:00 1008 visualizzazioni
La figura del cioccolataio

C’era una volta a Milton Keynes una magica produttrice di vetture da competizione, una fabbrica quasi imbattibile nel proprio lavoro, che sapeva fondere forme aerodinamiche a velocità impressionanti. Essa aveva uno strano simbolo di due tori che si scornavano e un nome strano... ma altisonante: Red Bull.

Il segreto era nel loro genio numero uno, un certo Mago Adrian Newey: lui non lavorava con bacchetta e tarocchi e nemmeno con stregonerie e pozioni. No no, lui lavorava con foglio e penne a sfera per fare le sue magie, quelle che poi metteva in pista, a disposizione dei due eroi che ne avevano bisogno: il giovincello peperino Max e il simpatico ma battagliero Daniel.

Purtroppo però gli ultimi tempi erano stati duri per questa magica casa, perché il Mago è sempre un tipo impegnato e lavorare per una sola fabbrica magica sarebbe stato riduttivo. Ma aveva lasciato momentaneamente la grotta in cui lavorava con una promessa: “La mia prossima opera vi lascerà sbalorditi. La chiamerò RB14!”Gioia e tripudio nella magica fabbrica!

“La Red Bull tornerà in pompa magna”, disse esaltato uno. “Questa RB14 sarà un missile che competerà con Ferrari e Mercedes, lo accompagnò quell’altro. “È colpa della Renault e del suo motore se non vanno forte”, si fece più lamentoso il terzo, riferendosi al principale antagonista della Red Bull. Ma in attesa del Mago geniale... cosa avrebbe fatto la Red Bull?

Esatto, cosa farà la Red Bull? O meglio, cosa ha fatto e sta facendo la Red Bull al momento? Direi che le risposte sono sotto i nostri occhi. E no, non sono positive.

La squadra anglo-austriaca ha iniziato il 2017 sulla falsariga di come aveva iniziato il 2016 a livello di risultati, ma la costante differenza è negli abnormi distacchi. Proprio in Spagna, il luogo dove ci aspettava la svolta, la rivoluzione, il “gioiello” magico di Newey... la Red Bull di Ricciardo, l’unica al traguardo, si è beccata quasi un giro di distacco. Sempre per rimanere in tema “favole e leggende”, pare che Hamilton e Vettel stessero chiedendo sul podio e biscotti in attesa della RB13 di Daniel. Sapete, l’attesa fa venir fame...

Quest’articolo non sta tanto a bacchettare il ritardo della nuova vettura di Adrian Newey, che a questo punto non si sa quando arriverà (forse a Montreal). Anche perché, se andiamo a vedere, tutte le voci sulla nuova vettura sono arrivate tramite media e la Red Bull ha pure smentito la presentazione della nuova macchina a Barcellona. Ovviamente nessuno se l’è voluta bere pensando a una bufala... e va beh, non stiamo qui a fare altri sproloqui sul discorso "media televisivi", altrimenti l’articolo durerebbe un’eternità.

Questo mio articolo però è comunque critico sulla squadra dei bibitari, giacché sembra che senza il genio Newey sia come persa, come se fosse sempre senza bussola cartina per muoversi nella giusta direzione. Perciò dico che in questo 2017, finora, la sensazione è quella di una squadra non dico allo sbando ma quasi. Le vetture di Milton Keynes sono veloci e ben più avanti di tutte le altre sette squadre, ma dopo aver vinto otto titoli tra campionati piloti e costruttori mi aspettavo un piano di emergenza dalla Red Bull. Un qualcuno che, anche temporaneamente, sappia sostituire al meglio il progettista numero uno del team. Operazione difficilissima, ma il nostro Binotto in Ferrari ce l’ha fatta alla grandissima dopo la cacciata di Allison, quindi...

L’idolatria che veleggia su questa RB14, di cui ancora non abbiamo visto nulla, è imbarazzante sia da parte dei fan che da parte dei giornalisti, i quali la vedono come il Santo Graal delle vetture RB. Il ritardo da colmare, lo abbiamo visto ieri, è altissimo e non c’è da stare allegri in casa Red Bull. Salvo che davvero non sia una vettura forgiata da una divinità, dubito che il gap si possa colmare così in fretta.

C’è il rischio (e anche la speranza) che mi sbagli: in fondo i geni come Newey esistono e sono pagati per questo, ma fino al debutto della nuova monoposto (che dovrà pure avere un buon supporto dalla Renault, finora mancato) la situazione rimarrà questa. Tutti saremmo curiosi di vedere sei macchine giocarsi in ogni weekend la vittoria (cosa che, per metà gara, abbiamo avuto in Cina), ma rimanendo realistici, il “per sempre felici e contenti” nella fabbrica di Milton Keynes sembra lontano.