Jerez: tra entusiasmi e dubbi

di 06 febbraio 2015, 09:00
Jerez: tra entusiasmi e dubbi

Una Ferrari in testa per 3 giorni su 4 non la si vedeva probabilmente dal biennio 2007/2008, che fossero test invernali, prove libere, qualifiche, gara o una pura esibizione. E quindi è comprensibile la nuova di esntusiasmo che si è levata dalle parti del tifo rosso dopo una sessione di test tutto sommato positiva per la neonata SF15-T.

Se poi aggiungiamo la ritrovata parola di Raikkonen, e soprattutto il contenuto, "La macchina reagisce alle modifiche", la vena di ottimismo si gonfia a dismisura.

Ma, come sempre si ripete, stancamente, ad ogni singolo inverno, i test invernali lasciano sempre il tempo che trovano. E anche questa è una frase fatta. Insomma, il copione è sempre lo stesso. Non si sa come si gira, in quali condizioni, con quanta benzina. Non si sa chi ha bisogno di sponsor e pompa i tempi, non si sa chi si sta nascondendo dietro decine di litri.

Ci sono tante cose che non si sanno. Forse, l'unica indicazione sicura che possiamo avere, è quella dell'affidabilità delle vetture, almeno relativamente a questo test. Ricorderete come l'anno passato la Red Bull fece fatica ad uscire dai box nei primi giorni per poi andare a vincere tre Gran Premi durante l'anno. Ora è la Mclaren Honda ad avere gli stessi problemi, con appena 350 km coperti in quattro giorni quando la Mercedes ha macinato 2.300 km.

Ferrari, Sauber e Toro Rosso sono allineate sui 1.500/1.600 km, un buon chilometraggio e senza problemi gravi. Ha girato forse meno del previsto la Williams, con 1.200 km, mentre la nuova Lotus E23, su tre giornate, ha coperto 800 km. In media più della Red Bull, che con il problema dell'ala anteriore rovinata da Kvyat nella seconda giornata ha girato per poco più di 700 km.

In coda al gruppo, appunto, la Mclaren Honda. Difficile la situazione nei primi due giorni, con 12 giri totali ripartiti equamente tra Alonso e Button. Migliore, anche se inferiore al resto del gruppo, quella nei seguenti due giorni con 32 e 35 giri. Al momento non è il caso di allarmarsi nonostante i pochi chilometri percorsi. Certo è, però, che se anche a Barcellona la situazione dovesse rimanere la stessa, qualche preoccupazione per Melbourne potrebbe nascere.

In ogni caso, un altro punto fermo è la sensazione che la Mercedes con la (splendida) W06 sia ancora là, inarrivabile. La facilità con la quale Hamilton e Rosberg hanno girato è stata palese. 157 giri e quasi 700 km al primo giorno di una nuova monoposto in pista è un dato allarmante, per gli altri più che altro.

Al di là della livrea completamente spoglia, ha girato abbastanza bene la Sauber. Buon numero di chilometri e tempi apparentemente buoni. Livrea spoglia e tempi buoni, però, sono una coppia di argomenti che potrebbe dar da pensare alla ricerca di un nuovo sponsor. Vedremo.

In casa Lotus l'ombra del 2014 sembra essersi allontanata. Al di là del ritardo con il quale la squadra è giunta a Jerez, non ci sono stati problemi particolari. La E23 sembra essere molto curata, e oltre alla Power Unit anche il muso richiama un po' la Mercedes W05. Vedremo se ci sarà un miglioramento netto, ma è evidente che peggio del 2014 sia difficile fare soprattutto per loro.

Tra due settimane a Barcellona altro giro di test. Da curare la Ferrari e la Mclaren, agli antipodi per ora anche se è decisamente troppo presto per parlare.

Intanto, la Force India dovrebbe saltare la prima quattro giorni dal 19 al 22, e sorgono anche dubbi sulla terza sessione. Siamo già rimasti con 18 macchine in griglia, e il rischio che diventino 16, con 10 che vanno a punti, non è poi troppo lontano. E qui, davvero, bisogna iniziare a preoccuparsi.


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