Alyoska Costantino

PAROLA DI CORSARO It’s a kind of magic

Chissà cosa si nasconde dietro il segreto di Montreal di 08 giugno 2017, 14:39
It’s a kind of magic

Tranquilli, Passione a 300 all’ora è ancora un sito che parla di sport motoristici, non dei Queen o di musica. Ma parallelamente al rock, anche qui si parla di elettricità nell’aria, di sensazioni strane ma piacevoli e appunto di quella “sorta di magia” che circonda il Gran Premio del Canada. Questo weekend la Formula 1 correrà la settima prova del mondiale, dopo il GP monegasco che sembra aver dato una sferzata ancora più decisiva al campionato della Ferrari di Vettel.

Qui però non si parla specificatamente del 2017, ma piuttosto proprio del circuito intitolato all’Aviatore Gilles. Non ha il pedigree di Monaco, non ha un significato storico alto quanto Monza, non è decretato come circuito più difficile del calendario come Suzuka e di certo non è un buon tracciato per i test come Barcellona. Eppure l’energia, il tifo, la passione e il clima amichevole che si respirano sulla piccola isoletta del fiume San Lorenzo sono onnipresenti. Forse è merito proprio del pilota canadese a cui è intitolato il tracciato, che ci mette quel pizzico di magia che rende il tutto più bello ed eccitante... riesce a scatenarci la “febbre” anche da lassù, Gilles Villeneuve, incredibile.

Perché sì, nonostante la semplicità del tracciato e la sua posizione “anomala” nel calendario (gara nordamericana in mezzo a tante tappe europee), questa gara è sentita. Non tanto per il campionato o dai piloti, ma più dai tifosi coinvolti dall’energia che trasmette Montreal. Io sono uno tra questi. I gusti di ciascuno non si discutono e ammetto candidamente che i miei sono parecchio bizzarri, specie se si parla di piste: per dire, considero la “nuovaSilverstone un abominio oramai buono solo per le gare a due ruote, mentre apprezzo persino la pista di Assen nonostante le pesanti modifiche del 2005-2006. Ma in conclusione, non mi pento di dire che Montreal sia il mio circuito preferito in assoluto.

Merito ovviamente anche di certe gare rivelatesi veri e propri “caos”. Gare in cui non si ricercava artificialmente lo spettacolo, ma in cui saltava fuori da sé. Il biennio 2007-2008 credo sia quello che preferisco, con la inizialmente tragica e poi commovente storia di Robert Kubica (che, guarda un po’, è tornato a guidare una F1 a Valencia proprio questa settimana per la mia gioia). Nel 2007 quello che sarebbe stato il secondo incidente più brutto della sua carriera (battuto solo dal terribile schianto con la Skoda nel 2011), nel 2008 una vittoria in scioltezza, battendo e beffando gente come Alonso, Massa e anche il falloso (almeno in quel caso) Hamilton su Raikkonen. La sua prima vittoria, la prima per un pilota polacco e la prima della BMW come marchio (doppietta, grazie al secondo posto di Heidfeld), che lo pose per l’estate come possibile contendente al titolo.

E le vicende commoventi e/o esaltanti non finiscono certo qui: la prima vittoria di Alesi nel ’95, la gara incredibile del ’99 con i tre errori sul Muro dei Campioni di Hill, Michael Schumacher e Villeneuve, la prima vittoria di Hamilton da dominatore nel 2007 e, ovviamente, l’indimenticabile odissea di Button nel 2011, terminata con la gioia, la coppa del primo classificato e lo champagne sul podio. Quest’anno le attese sono tante, in particolar modo per la Ferrari che qui non vince dal 2004 ma che si sente quasi a casa grazie al tifo riservatole dal pubblico. La lotta tra Seb e il maestro del tracciato nordamericano Hamilton si preannuncia più intesa che mai.

Abbiamo ancora un giorno prima di vedere le vetture in azione, quindi vi chiedo: qual è stato il vostro momento preferito legato al Circuit Gilles Villeneuve? Scrivetelo magari come risposta sul gruppo o sulla pagina Facebook. Buon weekend all’insegna dei motori.

Fonte immagine: Internet (per segnalare il copyright info@passionea300allora.it)


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