Intervista a Gian Carlo Minardi

di 30 giugno 2016, 10:30
Intervista a Gian Carlo Minardi

A pochi giorni dal successo del Minardi Day di Imola, abbiamo l'occasione per pubblicare un'intervista gentilmente concessa al nostro Andrea Ettori proprio da Gian Carlo Minardi.

Lo storico patron del team italiano ha risposto alle nostre curiosità legate alla storia della Minardi, al motorsport dei giorni nostri e al mondiale di F1 di questa stagione.

Il Minardi Day è stato un successo, se lo aspettava e le chiedo: verrà riproposto in futuro?
Sinceramente speravo che ci fosse un ritorno importante, ma quello che si è verificato a Imola Sabato è andato oltre le nostre aspettative, in considerazione che era la prima volta che organizzavamo un evento del genere dopo 10 anni dall’uscita della Minardi dalla F.1.

Parliamo un po' della Minardi: la prima cosa che le chiedo è: a quale delle monoposto da lei portate in pista è più affezionato?
Tutte le monoposto della storia Minardi sono importanti, in quanto ognuna di loro è come un figlio e i figli sono tutti uguali.

Cosa si prova, da team manager di un piccolo team, nel vedere Martini in testa all'Estoril '89 e in prima fila accanto alla Mclaren-Honda a Phoenix '90?
Nel momento specifico sei molto concentrato sulla strategie e sullo svolgimento della gara, quindi rimani impassibile. Ovviamente poi rivivi con il Tuo Team i momenti belli della gara e fare un giro in testa è stata un grande emozione!!!

Qual è la gara che porta nel cuore?
Certamente Silverstone 1989 con il 5° di Martini e il 6° di Sala, sia per la prestazione in pista che per quello che voleva dire economicamente quel risultato.

Ci parli del suo rapporto con l'Ing. Chiti: cosa ha pensato nel week-end di Jerez del 1986?
L'Ing. Chiti, che io chiamavo “babbo”, è stato un personaggio eccezionale nel Motorsport: ovviamente abbiamo avuto anche discussioni tecniche e in modo particolare a Jerez in una trasferta da dimenticare, ma ogni discussione poi finiva sempre davanti a un buon piatto di pasta.

Ci può raccontare in breve se pensava davvero di vincere dopo il warm up di Adelaide 1989?
Probabilmente è stata un'occasione importante, ma nella vita oltre alla bravura e il lavoro a volte occorre la fortuna. Ad Adelaide non so, se senza pioggia, si poteva vincere, certamente si poteva parlare di podio, ma con i se e con i ma non si fa la storia.

E' vero che a Silverstone, nel 1989, la macchina venne rivoluzionata in pista?
No, è il frutto del lavoro svolto di sviluppo, mentre è vero che alla fine del primo giro Martini entrò ai box con le temperature acqua alle stelle e io lo mandai fuori rischiando il tutto per tutto e andò bene.

Cosa disse a Martini e Fittipaldi dopo il volo di Monza 1993?
Li ho chiusi nel motorhome fino a quando non sono arrivate le telemetrie che scagionavano Martini...

Con Senna in Minardi come crede sarebbe cambiato il team?
Certamente con le qualità tecniche e il carisma che aveva il Team sarebbe stato rivoluzionato, ma dei se e dei ma non serve parlare: purtroppo dopo il 1 maggio 1994 la F.1 è cambiata e io ho perso un amico prima del Pilota.

Cosa vi siete detti nella notte di capodanno a fine 1992?
Come in altre occasioni ci siamo fatti gli auguri per la stagione che stava per iniziare, il resto sono cose che non intendo rendere pubbliche!

Le manca essere il team manager di un team di F1?
No, sono passati dieci anni e sono cambiate tante cose in F.1, poi io sono per carattere uno che non guarda mai indietro. Sono contento di essere ancora nell’ambiente collaborando con ACI Sport.

Tra i piloti italiani che stanno crescendo nelle varie categorie chi vede come possibile pilota in pianta stabile in F1?
ACI Team Italia sta supportando quattro Piloti: in GP2 Giovinazzi, Ghiotto, Marciello e in GP3 Fuoco. Questi ragazzi sono il frutto di programmazione e lavoro tra ACI Sport e FDA, il potenziale per arrivare in F.1 c’è, adesso dipende da tanti fattori e da un po’ di fortuna.

Ci parla del suo attuale rapporto con la Ferrari? Cosa capitò dopo lo "scippo" della sponsorizzazione della Pioneer?
Con la Ferrari c’è stato un buon rapporto sempre, indipendentemente da qualche sgarbo che mi hanno fatto nei 21 anni di F.1, compreso avermi scippato la Pioneer.

Nel suo libro sulla storia del team mi incuriosiva sapere se la foto in copertina è stata scelta per un motivo particolare oppure no?
La foto è stata scelta solamente perché mi piaceva.

Cosa ne pensa dell'attuale situazione della Mclaren con Fernando Alonso costretto a lottare per le posizioni di rincalzo?
Auguro a Fernando che si verifichino i presupposti per cui ha cambiato Team, ma credo ci sia molto da lavorare.

Lei crede che la F1 tornerà ad Imola anche in relazione a quello che sta succedendo a Monza?
L’unica cosa che posso dire è sperare che l’Italia non perda il suo G.P., poi che si faccia a Imola o Monza per me è ininfluente.

Cosa ne pensa dell'attuale situazione della F1? Il passaggio all'ibrido è stata la scelta giusta?
La F.1 deve essere la massima espressione della tecnologia e l’ibrido sarà il futuro dell’automobile, quindi è giusto seguire questa strada.

Chi vince per lei il mondiale in questa stagione.
Tifo per Rosberg, ma Hamilton gli renderà la vita dura.

Un ringraziamento speciale a Gian Carlo Minardi per la disponibilità!


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