Alessandro Secchi

SEVEN Guai a chi tocca la Lotus di Kimi

di 10 novembre 2013, 20:15 547 visualizzazioni
Guai a chi tocca la Lotus di Kimi

Come avrete letto, il buon Kimi salterà le ultime due gare dell'anno per il famoso problema alla schiena, che improvvisamente sembra diventato insormontabile.

Nulla (mi) vieta di pensare che il tutto sia unicamente un'occasione buona per non salire più sulla Lotus. Solo qualche mese fa, a proposito proprio del problema alla schiena, lo stesso Kimi ammetteva come non fosse niente di che, visto che risale addirittura alla prima stagione in F1 con la Sauber (2001). Se non è stato un problema nemmeno nelle due stagioni passate a sbattere a destra e a sinistra con i Rally, figuriamoci.

A pensar male a volte si indovina, dicono. E mi pare abbastanza chiaro che questo sia il caso di pensar male. Kimi, in questo modo, si toglie anche, o forse soprattutto, da un problema di conflitto di interessi con la sua ex-nuova squadra, che così avrà un contendente in meno per i punti validi a riguadagnare il secondo posto nel costruttori.

Ovvio, se si opererà sarà perchè il fastidio c'è. Ma la tempistica insomma, mi lascia qualche dubbio.

Ma non è questo il punto sul quale voglio soffermarmi, i giochini politici non mi piacciono ma evidentemente in F1 ce ne sono troppi.

Il sedile di Kimi, in questo momento, è ambitissimo da chi vorrebbe mettersi in mostra nelle ultime due gare della stagione. Davide Valsecchi, in primis. Sarebbe, in teoria, il pilota di riserva. E sempre in teoria dovrebbe essere la prima scelta per sostituire uno dei titolari in caso di defezione.

Ma, perchè c'è sempre un ma, in Lotus hanno bisogno di dindi come il pane, e chi sa mai che, sul sedile numero 7, possa piazzarsi qualcuno ben dotato (nel portafoglio), in modo da rimpinguare le casse Lotus? Visto anche il debito in essere proprio con Kimi.

Ma il punto è un altro ancora. Chi vuole rischiare di giocarsi la carriera nelle ultime due gare?

Va da sè che il mio discorso è assolutamente personale e sarei felice di essere smentito. Ma, per me, salire su una monoposto a due gare dal termine è una specie di tentato suicidio sportivo.

Le ultime tre occasioni di sostituzione dovrebbero chiare, a riguardo.

2009: Felipe Massa è vittima dell'incidente che tutti ricordiamo in Ungheria. Viene richiamato, al suo posto, e dopo il nain di Schumi, Luca Badoer. Si rovina l'immagine con due gare opachissime, viene ricoperto di insulti dai soliti imbecilli del divano, quando porta con sè attenuanti pesantissime per spiegare tali non-prestazioni. L'assenza dai GP da una decina d'anni, il non aver mai messo piede sulla F60 visto il divieto dei test sono i due più macroscopici.

Accompagnato alla porta, arriva al suo posto Giancarlo Fisichella. In forma, in arrivo da un secondo posto brillantissimo a Spa con la Force India (e ancora mi chiedo come sia stato possibile). Sale sulla Ferrari, con tutti convinti del miracolo. Il risultato è il dover chiedere scusa a Badoer, perchè anche l'allenatissimo Giancarlo non cava un ragno dal buco per diverse gare, raccogliendo la bellezza di punti zero, mentre Raikkonen lotta per il terzo posto costruttori totalmente da solo.

2012: causa sospensione per un GP, in Lotus corre D'Ambrosio al posto di Grosjean. Anche lui senza test e senza conoscere la macchina. Nessuno si ricorderà la sua prestazione.

Ora. Niente mi toglie dalla testa che chi salirà sulla vettura di Raikkonen sia destinato a una fine simile se non peggiore alle due appena citate. Non per poca fiducia, ma per oggettivi problemi che dovrà affrontare il malcapitato di turno.

Per quanto queste F1 siano telecomandate e ipertecnologiche, nessuno può salirci al primo giorno e portarle al limite. Ma neanche dopo 3 giorni, nemmeno dopo tre gare.

Per questo spero vivamente per Davide Valsecchi che non sia lui a dover sostituire il buon Kimi sulla Lotus. Lasci pure il posto a qualcuno disposto a sborsare un sacco di quattrini per lottare con le Williams o addirittura qualcuno più lento.

Non ne vale proprio la pena.

Kimi non poteva pensarla meglio.




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