Gran Premio del Belgio 2013 - Anteprima

di 19 agosto 2013, 13:15
Gran Premio del Belgio 2013 - Anteprima

69° Gran Premio del Belgio - Spa-Francorchamps
Round 11/19 - 23/24/25 Agosto 2013
889° Gran Premio

PRESENTAZIONE

Le vacanze sono finite! Dopo circa un mese di riposo, il circus della Formula 1 torna a scaldare i motori. Appuntamento con il Gran Premio del Belgio sulla leggendaria pista di Spa-Francorchamps, nel cuore della foresta delle Ardenne. Proprio in questa zona si svolse l'ultima offensiva tedesca sul fronte occidentale durante la seconda guerra mondiale e nel prossimo weekend ripatirà l'assalto dei rivali al fortino Red Bull.

Si giunge a Spa dopo una gara insolitamente bella in Ungheria. In quel di Budapest si è imposto su tutti Lewis Hamilton, alla prima vittoria in Mercedes dopo aver conquistato una straordinaria pole position al sabato, ai danni di Sebastian Vettel. Dopo una fase iniziale di adattamento, il pilota inglese ha preso in mano le redini della sua nuova squadra e i risultati si vedono. La vittoria sarebbe forse potuta arrivare già a Silverstone se non fosse stato per l'esplosione della gomma posteriore sinistra.

Molto negativa ancora una volta la prova della Ferrari, mentre brillante è apparsa la Lotus con Raikkonen che, giungendo secondo, ha superato anche Alonso nel mondiale. Ottimo terzo posto in chiave iridata per Vettel, che ora guida la classifica con 38 punti di vantaggio sul finlandese. In classifica costruttori la Red Bull consolida il primato e la Mercedes allunga un po' sulla casa di Maranello, ora distanziata di 14 punti.

È con grande trepidazione che i piloti, i tifosi, gli appassionati e tutti gli addetti ai lavori attendono ogni anno l'appuntamento belga. Il tracciato è leggendario, unico nel suo genere, si affrontano saliscendi, curvoni, lunghi rettilinei, cambi di direzione continui. Se il mondiale di Formula 1 fosse un percorso di studi, Spa senza dubbio sarebbe l'Università, e una di quelle toste! Un pezzo prezioso nella collezione di vittorie di ogni pilota.

Subito dopo il traguardo si affronta il tornate de La Source, una stretta curva a gomito da 60 km/h, poi un breve allungo in discesa che porta all'Eau Rouge-Raidillon, forse il punto più spettacolare dell'intero campionato. Proprio in questo punto la pista è attraversata dal fiume Eau Rouge, che in realtà è poco più di un torrente, che si va poi a gettare nell'Ambleve. Superata l'Eau Rouge i piloti percorrono il lungo rettilineo del Kemmel in fondo al quale si raggiungono le velocità più elevate della gara.

Si entra così nel "cuore" di Spa: si affrontano la chicane Les Combes e le curve Malmedy, Rivage, e Bruxelles. Dopo un breve tratto rettilineo si arriva al curvone Pouhon, che si affronta ormai in pieno a circa 300 km/h. Inizia qui la discesa verso le due curve Fagnes e la curva Stavelot, rinominata qualche anno fa Paul Frere, pilota, scrittore e giornalista belga deceduto nel 2008. Dopo la doppia curva Stavelot si percorre un lungo rettilineo che piega verso sinistra, al centro del quale troviamo la curva Blanchimont, uno dei tratti più veloci del circuito. Si arriva poi alla chicane 'bus stop' che immette di nuovo sul traguardo.

Il Gran Premio del Belgio sin dalle origini è legato al circuito di Spa-Francorchamps, seppure esso fosse molto diverso e molto più lungo dell’attuale: infatti nel 1925, anno in cui per la prima volta le vetture da Gran Premio misero le ruote sull’asfalto delle Ardenne, il tracciato misurava circa 14 km. L'idea di costruire un circuito automobilistico nella zona si deve a Jules de Their, proprietario del quotidiano locale La Meuse, e a Henri Langlois Van Ophem, presidente dell'automobile club belga che pensarono di ricavare un tracciato unendo le strade che collegavano le cittadine di Francorchamps, Malmedy e Stavelot (nomi che ci sono a tutt'oggi familiari).

Il circuito fino a pochi anni fa in alcuni tratti era ancora aperto all'ordinaria circolazione stradale, fino a quando non è stata costruita una nuova arteria di collegamento tra le cittadine di Francorchamps e Malmedy e così il circuito di Spa è diventato a tutti gli effetti un autodromo permanente, utilizzato ovviamente anche per tante altre categorie automobilistiche.

L'edizione inaugurale venne vinta dall’Alfa Romeo di Antonio Ascari con una tale superiorità che, durante il rifornimento, i dirigenti dell’Alfa prepararono addirittura una tavola imbandita ai box per rifocillare i piloti ma soprattutto per zittire il pubblico, ostile e furente per il largo successo delle “odiate” macchine italiane.

Fino al termine del secondo conflitto mondiale il Gran Premio spesso non rispettò la cadenza annuale. Nei primi anni ’30 vi è la prevalenza delle francesi Bugatti, con assi come Chiron, Dreyfus e “Williams” (quest’ultimo era anche agente segreto britannico, poi giustiziato dai nazisti nel ’45), mentre gli italiani tornano ad affermarsi solo nel 1933 quando Nuvolari con la sua Maserati, pur partendo ultimo, domina la gara sin dal primo giro, quando si presenta già in testa al plotone.

Le tre edizioni prima del conflitto, dal 1935 al 1939, vedono l’indiscusso dominio di Case e piloti tedeschi, con Caracciola primo nel 1935 (mentre il suo compagno in Mercedes, Fagioli, abbandona la macchina perfettamente funzionante in segno di protesta con gli ordini di squadra del DS Neubauer), mentre nel 1937 è il giovane Rudi Hasse su Auto Union a prevalere dopo una tremenda lotta a tre con Stuck e con Lang. Quest’ultimo vince a Spa nel 1939 in quella che fu la prima occasione in cui il tracciato di gara utilizzò l’Eau Rouge (divenuto poi uno dei simboli della pista) abbandonando per sempre il tratto dell’Ancienne Douane.

Negli anni ’40 del dopoguerra torna ad affermarsi la scuola francese, con Chabod su Delage vittorioso nel 1946 e Louis Rosier su Talbot nel 1949. Tra i due, va ricordata la grande vittoria di Wimille, forse il più grande pilota di quell’epoca, che con l’Alfetta trionfa nel 1947. Il Gran Premio del Belgio entra subito a far parte del neonato Campionato Mondiale, che nei primi anni vede la prevalenza di macchine italiane con le vittorie di Alfa, Ferrari e Maserati, e di piloti come Ascari (due vittorie nei suoi anni iridati, 1952-53) e Farina, mentre Fangio piazza una tripletta al volante di tre auto diverse (Alfa nel 1950, Maserati nel 1954 e Mercedes nel 1955).

Col tramonto degli anni ’50 termina anche la superiorità degli italiani e comincia il predominio di macchine e piloti di scuola inglese. Tragica l’edizione 1960: mentre Jack Brabham su Cooper vince la gara, i due giovani piloti Alan Stacey e Chris Bristow muoiono in due incidenti distinti. Il dominatore di Spa negli anni ’60 è indiscutibilmente Jim Clark, che coglie con la sua Lotus ben quattro vittorie consecutive tra il 1962 e il 1965 benché, strano a dirsi, lo scozzese abbia sempre detto di detestare il circuito belga, proprio a causa di quella duplice tragedia di inizio decennio.

Nel 1966 la gara viene immortalata dalla troupe del famoso film “Grand Prix”, che cattura con dovizia di particolari il tremendo incidente multiplo che al primo giro mette ko ben sette vetture su quindici, tra cui quella del giovane Jackie Stewart. Lo scozzese, rimasto ferito a una spalla, comincerà da qui la sua campagna a favore della sicurezza. L’anno successivo è da ricordare per un avvenimento che non accadeva dal 1921: per la prima volta da 46 anni un Gran Premio viene vinto da un’accoppiata USA, grazie a Dan Gurney, pilota e costruttore della sua vettura, la Eagle-Weslake. In prova, le nuove Formula 1 da 3000 cc arrivano a velocità mai viste a Spa: oltre 320 all’ora.

Il 1968 è anno di grandi cambiamenti anche nel piccolo circus dei Gran Premi: la Ferrari porta a Spa una vettura munita di strane appendici, chiamate “iposostentatori”. Sono gli alettoni, che cambieranno per sempre la progettazione e il pilotaggio delle vetture. A vincere la gara è di nuovo un pilota-costruttore, Bruce McLaren, che porta per la prima volta al successo in un Gran Premio la sua McLaren Ford. Per via delle sempre crescenti proteste dei piloti in materia di sicurezza, la gara non viene disputata nel 1969, mentre nel 1970 si corre per l’ultima volta sul tracciato di 14 km: Pedro Rodriguez porta alla vittoria la sua BRM a 12 cilindri dopo uno storico duello con la March di Amon.

Esclusa per il momento Spa dal giro iridato, il Gran Premio del Belgio trasloca per sole due edizioni sull’anonimo circuito di Nivelles (1972 e 1974) che vede entrambe le volte la vittoria di Emerson Fittipaldi (vincitore del titolo in quelle due stagioni), ma soprattutto a Zolder, dove si corrono dieci edizioni fino al 1984: l’unico a vincere due volte su questo circuito è Niki Lauda (1975-76) mentre Gunnar Nilsson vi ottiene il suo unico successo in F1 nel 1977 (lo sfortunato svedese morirà l’anno successivo per un tumore) e Didier Pironi la sua prima vittoria nel 1980.

Ma Zolder è legato anche a ricordi drammatici: nel 1981 un meccanico dell’Osella, Giovanni Amadeo, muore cadendo tra le ruote della Williams di Reutemann nella corsia box durante le prove, mentre alla partenza del Gran Premio un altro meccanico, Dave Luckett, viene investito dall’Arrows di Stohr, rimediando diverse fratture. E come dimenticare l’ulteriore tragedia, l’anno seguente, che porta via per sempre Gilles Villeneuve: il canadese gira in pista verso la fine delle qualifiche, ma un maledetto malinteso con Jochen Mass innesca il gravissimo e spettacolare incidente che rimane indelebile nella memora di tutti gli appassionati.

Nel 1983 Prost su Renault vince la prima edizione (e farà bis nel 1987) sul rinnovato circuito di Spa, che torna nel Mondiale con la configurazione che dura ancora oggi, salve alcune modifiche apportate negli anni. Dopo la vittoria di Alboreto su Ferrari nel 1984, che segna l’ultima apparizione di Zolder come sede del Gran Premio, la gara torna definitivamente a Spa. Si afferma in quegli anni la stella di Ayrton Senna, primo per ben cinque volte: dopo il trionfo del 1985 su Lotus Renault, tra il 1988 e il 1991 il brasiliano (con la McLaren Honda) piazza un poker tra le curve delle Ardenne, lanciandosi ogni volta verso il titolo o comunque gettando le basi per la volata finale.

Nel 1992 Michael Schumacher, ad un anno dal suo debutto, coglie a Spa con la Benetton la sua prima vittoria in Formula 1: inizia così la lunga serie di vittorie del tedesco, capace nel decennio seguente di vincere per ben sei volte sul circuito belga, anche in condizioni meteo difficili, caratteristica permanente del piovoso tracciato. Nel 1994 Schumacher viene squalificato dopo aver tagliato ancora una volta il traguardo per primo, e la vittoria passa a Damon Hill (primo anche nel 1993), che nel 1998 farà tris a Spa regalando anche la prima vittoria a Eddie Jordan, nel giorno di una delle peggiori carambole alla partenza nella storia della Formula 1 e delle polemiche per l’incidente tra Schumacher (Ferrari), che guidava la corsa, e Coulthard (McLaren Mercedes): lo scozzese, doppiato, fatica a farsi da parte e all’uscita di una curva rallenta improvvisamente rendendo inevitabile il tamponamento del ferrarista. Ai box si sfiora la rissa.

L’ultimo re di Spa è Kimi Raikkonen, vincitore per ben quattro volte (due su McLaren e due su Ferrari) nell’ultimo decennio. Il finlandese sfiora la vittoria anche nel 2008, quando esce di strada nelle battute finali durante una entusiasmante lotta sotto la pioggia con la McLaren Mercedes di Hamilton, che taglia per primo il traguardo ma viene retrocesso per un taglio all’ultima chicane: la vittoria passa così alla Ferrari di Massa in un mare di polemiche. Hamilton si rifarà trionfando sotto la pioggia nel 2010. Nelle ultime due edizioni la vittoria è andata ad altri due iridati in attività, Vettel e Button.

Proprio Vettel punterà certamente alla vittoria per allungare in classifica e proiettarsi così verso il quarto titolo di fila. La Ferrari invece ha già promesso battaglia e forse questa per la casa di Maranello sarà la prova d'appello. Fallire anche a Spa, giunti a questo punto della stagione, sarebbe un colpo durissimo per le ormai flebili speranze del Cavallino di portare a casa il titolo. Potrà dire la sua in quel di Spa anche la Mercedes ovviamente che viene da una serie di ottimi risultati e magari la conformazione del tracciato belga potrà essere d'aiuto alla casa di Stoccarda.

DATI E RECORD
belgium-flag
INFO CIRCUITO
Lunghezza del circuito: 7,004 km
Giri da percorrere: 44
Distanza totale: 308,052 km
Numero di curve: 19
Senso di marcia: orario
Mescole Pirelli: media/dura
Apertura farfalla: 70% della percorrenza
RECORD
Giro gara: 1:47.263 - S Vettel - Red Bull Renault - 2009
Distanza: 1h20:39.066 - K Raikkonen - Ferrari - 2007
Vittorie pilota: 6 - M Schumacher
Vittorie team: 16 - Ferrari
Pole pilota: 4 - J Fangio, A Prost, A Senna
Pole team: 13 - Ferrari
Km in testa pilota: 1.806 - M Schumacher
Km in testa team: 5.501 - Ferrari
Migliori giri pilota: 6 - A Prost
Migliori giri team: 17 - Ferrari
Podi pilota: 9 - M Schumacher
Podi team: 44 - Ferrari

 

GRAN PREMIO DEL BELGIO IN TV
Venerdì 26 Luglio
10:00-11:30 Prove Libere 1 - Sky Sport F1
14:00-15:30 Prove Libere 2 - Sky Sport F1
Sabato 27 Luglio
11:00-12:00 Prove Libere 3 - Sky Sport F1
14:00-15:00 Qualifiche - Sky Sport F1
Domenica 28 Luglio
14:00 Gara - Sky Sport F1
Differita delle Qualifiche su Rai Due alle ore 18:00
Differita della Gara su Rai Due alle ore 21:00

 

ALBO D'ORO
01. 1925* A Ascari - Alfa Romeo
02. 1930* L Chiron - Bugatti
03. 1931* W Grover Williams e C Conelli - Bugatti
04. 1933* T Nuvolari - Maserati
05. 1934* R Dreyfus - Bugatti
06. 1935* R Caracciola - Mercedes
07. 1937* R Hasse - Auto Union
08. 1939* H Lang - Mercedes
09. 1946* E Chaboud - Delage
10. 1947* J Wimille - Alfa Romeo
11. 1949* L Rosier - Talbot
12. 1950 J Fangio - Alfa Romeo
13. 1951 N Farina - Alfa Romeo
14. 1952 A Ascari - Ferrari
15. 1953 A Ascari - Ferrari
16. 1954 J Fangio - Maserati
17. 1955 J Fangio - Mercedes
18. 1956 P Collins - Ferrari
19. 1958 T Brooks - Vanwall
20. 1960 J Brabham - Cooper Climax
21. 1961 P Hill - Ferrari
22. 1962 J Clark - Lotus Climax
23. 1963 J Clark - Lotus Climax
24. 1964 J Clark - Lotus Climax
25. 1965 J Clark - Lotus Climax
26. 1966 J Surtees - Ferrari
27. 1967 D Gurney - Eagle Weslake
28. 1968 B McLaren - McLaren Ford
29. 1970 P Rodriguez - BRM
30. 1972 E Fittipaldi - Lotus Ford
31. 1973 J Stewart - Tyrrell Ford
32. 1974 E Fittipaldi - McLaren Ford
33. 1975 N Lauda - Ferrari
34. 1976 N Lauda - Ferrari
35. 1977 G Nilsson - Lotus Ford
36. 1978 M Andretti - Lotus Ford
37. 1979 J Scheckter - Ferrari
38. 1980 D Pironi - Ligier Ford
39. 1981 C Reutemann - Williams Ford
40. 1982 J Watson - McLaren Ford
41. 1983 A Prost - Renault
42. 1984 M Alboreto - Ferrari
43. 1985 A Senna - Lotus Renault
44. 1986 N Mansell - Williams Honda
45. 1987 A Prost - McLaren TAG
46. 1988 A Senna - McLaren Honda
47. 1989 A Senna - McLaren Honda
48. 1990 A Senna - McLaren Honda
49. 1991 A Senna - McLaren Honda
50. 1992 M Schumacher - Benetton Ford
51. 1993 D Hill - Williams Renault
52. 1994 D Hill - Williams Renault
53. 1995 M Schumacher - Benetton Renault
54. 1996 M Schumacher - Ferrari
55. 1997 M Schumacher - Ferrari
56. 1998 D Hill - Jordan Mugen Honda
57. 1999 D Coulthard - McLaren Mercedes
58. 2000 M Hakkinen - McLaren Mercedes
59. 2001 M Schumacher - Ferrari
60. 2002 M Schumacher - Ferrari
61. 2004 K Raikkonen - McLaren Mercedes
62. 2005 K Raikkonen - McLaren Mercedes
63. 2007 K Raikkonen - Ferrari
64. 2008 F Massa - Ferrari
65. 2009 K Raikkonen - Ferrari
66. 2010 L Hamilton - McLaren Mercedes
67. 2011 S Vettel - Red Bull Renault
68. 2012 J Button - McLaren Mercedes*Edizione non valida per il campionato del mondo di Formula 1.

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A cura di Domenico Della Valle e Francesco Ferrandino


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