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V6DINO

Life L190

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Inviata (modificato)

LIFE L190.jpg

DATI GENERALI

Scuderia  Life Racing Engines
Anno di produzione  1989
Motore  Life F35 W12 3493 e Judd EV V8 3500 cc.   
Telaio  Monoscocca in fibra di carbonio    
Pneumatici  Goodyear
Luogo di produzione  Torino (ITA) google.maps
Progettista  Ricardo Divila e Gianni Marelli
Impiegata nel  1990
Piloti  39 Gary Brabham, 39 Bruno Giacomelli

STATISTICHE
GP Disputati  16

LIFE L190

Quando si trova citata la Life nei libri di storia delle corse, la si sente spesso definire come la peggiore scuderia nella storia della F.1. E, forse, una qualche ragione per affibbiarle questa scomoda etichetta c'è. Ma si tratta di una giudizio ingeneroso: in fondo l'avventura-Life non fu altro che il tentativo, forse un po' ingenuo, di assecondare la propria grande passione per le corse da parte di Ernesto Vita, rampollo di una ricca famiglia emiliana, che aveva avuto anche una carriera da pilota negli anni '70, arrivando in F. Ford e F.3. Il progetto in realtà aveva presupposti interessanti. Franco Rocchi era un motorista di lungo corso, veterano della Scuderia Ferrari dove era stato per anni e dove fu il "padre" della fortunata dinastia dei V12 di Maranello che dominarono negli anni '70. Rocchi era uscito dalla Ferrari nel 1980 e da allora aveva lavorato come "indipendente" cullando fra gli altri un progetto il cui primo embrione era datato addirittura 1967, quando aveva costruito un modulo W3 da 500 cc. che doveva svilupparsi in un potentissimo Ferrari W18 capace di quasi 500 cavalli. Rocchi, in vista dell'uscita di scena dei motori turbo nella stagione 1989, aveva progettato un originalissimo motore formato da tre bancate di quattro cilindri disposti, appunto, a V di 60° l'uno con l'altro, quindi a "W". Ernesto Vita, che conosceva Rocchi, strinse con lui una alleanza e decise di Fondare la Life Engines – "i motori di Vita" – per mettere a punto il propulsore e venderlo ad una scuderia di F.1. Non trovando acquirenti, Vita decise di modificare il suo progetto: nell'inverno del 1989, quando lo sviluppo del motore era avanzato, acquistò la First F1, una vettura progettata da Richard Divila per il fallito tentativo da costruttore dell'ex-pilota Lamberto Leoni, naufragato per ragioni economiche alla vigilia dell'iscrizione al Mondiale 1990. La First, che era stata concepita per ospitare un motore Judd V8 e che aveva conosciuto la pista solo durante una gara-esibizione al Motor Show di Bologna con Gabriele Tarquini, fu adattata al nuovo W12 da Gianni Marelli e scese in pista a Vallelunga nel febbraio del 1990 con Franco Scapini al volante per i primi test. Sfortunatamente il progetto nasceva sotto i peggiori presupposti: il motore denunciò fin da subito una scarsa potenza , circa 150-200 cavalli in meno degli altri propulsori da F.1 , a dispetto di un peso notevole che rendeva la Life L190 , così fu ribattezzata la First , la più pesante vettura del lotto. Non c'è dunque da meravigliarsi se le sue prestazioni si rivelassero sostanzialmente sul livello di una F.3 più che da F.1. Gary Brabham, figlio di Jack, fu ingaggiato come pilota, ma dopo sole due gare , in una delle quali percorse 400 metri nelle prequalifiche , fuggì letteralmente constatando che il gap tecnico con le altre vetture era incolmabile. Vita allora convinse Bruno Giacomelli, ritiratosi ormai otto anni prima ma che aveva il vantaggio di essere stipendiato dalla Marlboro e quindi di non gravare sulle esangui casse del team, a rimettersi in gioco e a tentare l'improbabile impresa di qualificare la vettura per almeno una gara. In totale furono 14 i tentativi in tal senso, tutti falliti con un distacco medio dall'ultima vettura in griglia di circa venti secondi, nonostante l'estremo esperimento di ritornare ad un più tradizionale motore Judd abbandonando il Life originario. Vita cedette durante l'estate il controllo della scuderia all'industriale veronese Daniele Battaglino che annunciò un ambizioso progetto di rilancio sostenuto da capitali di una industria motoristica di Leningrado, la Pic, ma al di là della curiosa comparsa della bandiera sovietica sulla carrozzeria della vettura, nulla cambiò di concreto. La Life sparì definitivamente alla fine della stagione.Life L190.jpg

 

   

Modificato da V6DINO
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Ha disputato 16 Gran Premi? Magari!!:asd:

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Ma Jack O'Milley ha la tutta della Leyton House? In quel periodo non c'erano problemi di conflito d'interessi? O la Leyton facceva da sponsor anche alla Life?

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Leyton non era sponsor della Life e i piloti potevano avere tranquillamente i loro personali, però non saprei da dove viene quella sponsorizzazione, Giacomelli all'epoca era già mezzo in pensione... 

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Mi sa che quando l'hanno chiamato alla Life lui facceva da collaudatore alla Leyton, per questo sara' venuto con la tutta che aveva... :)

RYWM12D.jpg

 

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Beh, era rossa... più che sufficiente :asd: 

Poi, per i km che ha fatto in pista, poteva anche andare in pigiama

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Io ho letto che con il tempo che ha fatto durante le prequalifiche a Monaco non si qualificava neanche per la gara di F3!!!

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Ho letto alcuni articoli sulla Life, storia molto affascinante quella di questo team; però non mai ho trovato nessuna informazione precisa su Ernesto Vita, il fondatore del team.

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Jerez, 1990...

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Ho chiesto e subito, meravigliosamente, ottenuto da MassimoP., la storia della Life...

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