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    Ti ricordo che Amante voleva cacciare Wolff e Lauda insieme a mezzo team anche quando facevano 30 doppiette l'anno, il suo attuale aplomb è assolutamente da ammirare.
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    Se io fossi stato un pilota, sicuramente la gara che più di ogni altra avrei voluto vincere è proprio la Indy500. Una gara che, da sola, vale un'intera carriera... E provare a centrare il Motorsport Grande Slam, a tanti tanti anni di distanza da Graham Hill, è un'impresa talmente affascinante che non si può non sperare che chi ha il coraggio di raccogliere questa sfida riesca a farcela. Anche se si chiama Fernando Alonso e il sottoscritto non l'ha mai potuto vedere, sportivamente parlando. La sfida dell'asturiano è tanto, troppo affascinante e decisamente da pilota d'altri tempi per rimanerne indifferenti. E io, e lo dico sinceramente, spero proprio che riesca a farcela. Sarebbe la giusta ricompensa per un pilota che, antipatie a parte, è innegabile che abbia raccolto molto meno di quanto meritava. La vittoria nella 500 miglia, come già hanno scritto altri, rappresenta proprio l'obiettivo più difficile da raggiungere. Non che la 24 ore di Le Mans sia facile da vincere, non sto certo dicendo questo, ma sappiamo tutti che la 500 miglia è una cosa talmente particolare e piena di imprevisti/incertezze/variabili che non basta sedersi sulla vettura migliore del team migliore per avere le maggiori possibilità di vittoria. Può vincerla chiunque, anche lo stesso Alonso (io, proprio in virtù di questo e pur consapevole delle enormi difficoltà che Fernando incontrerà in questa avventura per lui totalmente nuova e in un contesto a lui sconosciuto, non escludo a prescindere di vederlo in Gasoline Alley. Sarà improbabile, ma non certo impossibile) e forse è per questo che ha scelto di andare a Indy prima di Le Mans (al netto delle autorizzazioni Honda). Una vittoria nella 500 miglia (e credo che Alonso ci proverà finché non ci riuscirà) per quanto mi riguarda, metterebbe una seria ipoteca alla conquista del Grande Slam. Dopo, basterebbe un buon accordo con Porsche per essere tra i favoriti e con la seria possibilità di chiudere il cerchio a Le Mans. Che non vuol dire avere la certezza di vincerla (quella non si ha mai) ma sicuramente aprirebbe un grande spiraglio. Essere al via a Le Mans al volante di una Porsche LMP1 ti garantisce, sempre in teoria sia chiaro, che lotterai per le posizioni di vertice con maggiori possibilità che schierarti a Indianapolis al volante di una Dallara di uno dei top team (non solo con Andretti, che è pur sempre un team top, ma nemmeno con Penske che è senza dubbio il team numero 1). In bocca al lupo ad Alonso. La sua sfida è difficilissima, ma il coraggio di affrontarla merita un plauso. E merita di vincerla, questa sfida. Sarà davvero interessantissimo.
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    I Gran Premi ai margini del deserto hanno sempre comportato simili problemi.
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    Buongiorno, prima di iniziare la giornata ci tenevo a fare un commento sulla giornata di ieri. Non avendo più molto tempo per molto, negli anni mi ero abbastanza fossilizzato qui sul forum (e per certi versi me lo ringrazio, sopratutto dopo ieri). La notizia di di ieri ha fatto un po da scossone per tutte le voci del motorsport di rete e non. Siti, forum, web magazine etc etc. Mi sono reso conto che qui dentro vivevo in un mondo rosato e fatato che al di fuori di qui è totalmente ignorato e neppure immaginato. Finendo a leggere i vari articoli su Alonso alla 500 miglia ho letto di tutto di più del peggio del peggio. Gente che scrive delle ca******te pazzesche su tutto quello che si può scrivere e non scrivere su tutto. Il dover scrivere qualcosa inerente alla INDY per il fatto che Alonso ci correrà mi ha fatto leggere robe da film horror. Per non dire delle ingiurie, offese e considerazioni negative sulla INDY, i suoi piloti di cui qui in questo paese (motorsportisticamente parlando), non si sa quasi nulla del nulla. Leggendo quelle robe mi sono sentito offeso in prima persona. Offeso e schifato dell'ignoranza, tracotanza, sufficienza, idiozia che gira nelle teste da criceti di buona parte della gente che non ha la più pallida idea minima neppure minuscola idea di cosa sia la INDY, la sorella MAGGIORE della F1! Gente che non ha la minima idea di che cosa ci sia in tutto quel trambusto. Roba da far impallidire i morti. Leggetevi i commenti di qui: http://www.formulapassion.it/2017/04/f1-clamoroso-alonso-correra-la-500-miglia-indianapolis/ ....e di qui: http://www.formulapassion.it/2017/04/f1-lobiettivo-alonso-voglio-vincere-la-triple-crown/ Anche qui mi hanno fatto pena e pietà: https://it.motorsport.com/indycar/news/clamoroso-alonso-e-la-mclaren-alla-500-miglia-di-indianapolis-892882/ https://it.motorsport.com/f1/news/alonso-voglia-di-cambiare-perche-il-tempo-passa-in-fretta-893051/ https://it.motorsport.com/indycar/news/alonso-ci-crede-correro-alla-500-miglia-di-indianapolis-per-vincere-893027/ ....ribadisco.... sono contento di non mettere mai il naso fuori di qui, almeno fino a quando ci sarà questa ignoranza da tristeSSa su ciò che non si conosce. Tanto meno offendere a mani basse del Campionato Automobilistico più vecchio del Mondo! Ah già dimenticavo, le mezze pippette che ho letto hanno ancora il latte sui denti dubito che abbiano informazioni su qualsiasi cosa esistesse prima del 1994!!!!! Buona Giornata a tutti!
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    Questo, comunque, è un enorme calcio in culo a tutti quelli che dicono che la Formula 1 ha assoluta precedenza su tutto e che finché un pilota può correre in Formula 1 ci corre. Alonso non sarà in lotta per il titolo, ci mancherebbe, ma il pilota più popolare della categoria che decide di saltare Montecarlo per correre Indianapolis è un pesante ceffone al Circus iridato e ha tutt'altra importanza rispetto ad un Hülkenberg che corre a Le Mans.
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    Dai kz... Questi son sorpassi. Altro che allungare le zone DRS
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    sul discorso sorpassi riporto due episodi interessanti avvenuti di recente su questa pista: l'anno scorso hamilton non riusciva a passare verstappen alla guida di una toro rosso motorizzata ferrari (specifica 2015) e due anni fa perez ci mise diversi giri a superare button che aveva il motore honda depotenziato. spero i proprietari del campionato non prendano decisioni avventate messe a mo' di pezza a stagione in corso per risolvere il presunto problema sorpassi. secondo me ci faremo un idea più precisa su queste vetture nelle prossime due gare (sopratutto in bahrain). per il momento i piloti sono contenti, i rookie arrancano e in prova ci sono stati distacchi importanti tra team mate mentre sulla gara abbiamo pochi dati su cui ragionare a causa dei numerosi ritiri.
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    Il fatto più interessante di questo Gran Premio è che per la prima volta dal 2010 ad oggi si sta rivelando più importante mantenere la posizione in pista piuttosto che provare l'undercut. Fino all'anno scorso l'undercut era garanzia di sorpasso, quest'anno la situazione pare essere cambiata. Sarà sicuramente un punto con cui fare i conti in fase di definizione della strategia. Per il resto il binomio Vettel-Ferrari si è dimostrato superiore a quello Hamilton-Mercedes: bisogna capire quanto merito vada attribuito alle condizioni contingenti della gara di oggi (pista, temperatura...), ma quando si è trovato in testa Vettel non ha mai perso terreno su Hamilton, anzi, piano piano ha portato il proprio vantaggio da 6 a 10 secondi. Buona prima gara in Mercedes da parte di Bottas, che ha tagliato il traguardo in scia al compagno di squadra. Molto spento Raikkonen, mai in gara oggi. Verstappen discreto quinto, non credo avrebbe potuto ottenere molto di più, mentre Massa dimostra di essere ancora competitivo tagliando il traguardo in sesta posizione, unico non doppiato tra i piloti che non corrono per i tre top team. Gara solida per Force India e Toro Rosso, che portano entrambi i piloti a punti. Renault ancora indietro, Hulk prova a metterci del suo ma il gap dalle vetture di centro gruppo sembra esserci. Prestazione in chiaroscuro per la Haas: ottima dal punto di vista delle prestazioni, pessima in termini di affidabilità. Pessimo Magnussen, che ha iniziato la sua avventura col team nel modo peggiore possibile; peccato per Grosjean, che avrebbe sicuramente portato al team punti importanti se fosse arrivato in fondo Ottima gara d'esordio per Giovinazzi, che non commette errori e porta la macchina intera al traguardo in dodicesima posizione davanti alla McLaren. Da una Sauber con motore Ferrari 2016 credo sia difficile pretendere di più. Capitolo McLaren: Alonso stava salvando la giornata del team con una grande qualifica ed un'ottima partenza, ma al di là di questo la macchina non c'è. Salvo improvvisi progressi da parte di Honda, credo che difficilmente completeranno il campionato costruttori in una posizione migliore dell'ottava. Gara senza infamia e senza lode per Vandoorne, rallentato da problemi nel corso del primo pit stop ma comunque più lento del compagno di squadra per tutto il weekend.
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    Perche' la guardi adesso? Meglio durante l'Indycar...
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    Una gran bella gara. I sorpassi sembrano esserci, almeno su piste "favorevoli", e soprattutto sono veri e senza DRS. Bellissimo quello di Vettel, ma anche Verstappen su Ricciardo. Hamilton stavolta non ha sbagliato niente, così come pure Vettel che se fosse rientrato un giro dopo sarebbe stato con la Mercedes per tutta la gara. I compagni di squadra, invece, davvero imbarazzanti. Kimi è tornato a dormire dopo un super 2016, Bottas s'è girato durante la Safety Car. 'o cazz. Grande gara dei Tori, purtroppo appena la pista s'è asciugata del tutto sono tornati al loro ritmo da un secondo/un secondo e mezzo al giro più piano. Ciononostante, podio per Verstappen e Ricciardo subito dietro. Non male. Onore a Sainz che prima ha rischiato un incidente e poi è riuscito anche a non farsi doppiare. Ottima macchina la Toro Rosso. Bravo anche Magnussen con la Haas. Hulk, come sempre fortunatissimo, ha messo le slick 20 secondi prima della VSC vanificando una qualifica mostruosa e un'ottima partenza. Sarà per la prossima, continuo a pensare che la Renault ci sia. La cesso-McLaren non si è fatta attendere. Ma anche senza il semiasse rotto Alonso si sarebbe ritirato lo stesso perché la macchina beve benzina come un 70enne veneto all'osteria mentre si fa una briscola bestemmiando. Peccato per Giovi e l'aquaplaning, Stroll ha colpe fino ad un certo punto.
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    Bellissima giornata davvero. Tanto pubblico e pure estero, segno che l'interesse davvero non manca. Certo, c'è il discorso dei biglietti gratuiti, ma il WEC sembra essere una categoria in grado di portare la gente in circuito anche nella F1-dipendente Italia. Così a prima vista, Porsche e Toyota sembrano essere sullo stesso piano, poi analizzerò per bene i cronologici per vedere anche le simulazioni di gara. Trovando una temperatura probabilmente simile a quella di Silverstone, stamattina le Porsche hanno fatto una baraonda di giri. Il sound delle Ford è orgasmico. Le Ferrari GT invece si differenziano molto dalle avversarie, un suono molto più dolce, oserei dire. Ho fatto alcune foto ma per la pit walk c'era davvero un fracasso di gente. Difficile fare foto con i piloti, a meno che uno non fosse interessato solo a qualcuno in particolare. Però Jarvis nel box l'ho beccato, son soddisfazioni Diciamo pure che le foto le ho lasciate fare al Secchi, che è più bravo di me il box della ByKolles era tristemente chiuso, alle 17 spaccate hanno sbaraccato. Durante l'ultima ora è venuto anche a piovere. Vignando è sempre più pessimo, toglietegli il microfono, cazzo.
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    DATI GENERALI Scuderia: Trojan-Tauranac Racing Anno di produzione: 1974 Motore: Ford Cosworth DFV V8 2993cc. Telaio: Monoscocca in alluminio Carburante e lubrificanti: Duckhams Pneumatici: Firestone Luogo di Produzione: Croydon (GBR) Progettista: Ron Tauranac Impiegata nel: 1974 Piloti: Tim Schenken STATISTICHE GP Disputati: 8 Miglior risultato: T.Schenken 10° posto nei GP Belgio e Austria 1974 Trojan T103 La Trojan era una casa automobilistica inglese fondata nel 1914 dall’industriale Leslie Hounsfield e che fino al 1964 produsse vetture stradali e che salì alla ribalta soprattutto per la sua originalissima “Bubble-Car” Trojan 200, una microvettura monocilindrica e monoposto da 200 cc dalla caratteristica livrea a guisa di uovo e molto simile alla coeva italiana Isetta. Nel 1959 venne acquistata da Peter Agg, importatore nel Regno Unito della italianissima Lambretta e grazie alla acquisizione della Elva Cars, partner tecnico della scuderia McLaren, si trasformò rapidamente in una azienda specializzata nella costruzione e preparazione di auto da competizione. Negli stabilimenti di Croydon della Trojan furono costruite diverse McLaren per le serie Can-Am e F.5000, come la “famiglia” delle M8, la M12, la M18 e la M22. Questa notevole esperienza spinse Agg a tentare l’avventura di costruttore in proprio e nel 1972, anno in cui sciolse la collaborazione con la McLaren, fu raggiunto da un nuovo importante socio, Ron Tauranac, leggendario co-fondatore della Brabham con il vecchio Jack, che aveva appena venduto la sua scuderia a Bernie Ecclestone. Nacque così la Trojan-Tauranac Racing. La prima vettura costruita dalla coppia anglo-australiana fu la T101 per la Formula 5000 che ebbe un notevole successo e che portò Jody Scheckter a diventare campione americano di categoria nel 1973. Per il 1974 Tauranac sviluppò un progetto “gemellare” che prevedeva la costruzione di due vetture simili: la T102 per la F.5000 con l’ormai tradizionale motore Chevrolet 5 litri e la T103 per la F.1 dotata dell’altrettanto tradizionale Ford Cosworth. Le aspettative interessanti di entrambe le vetture furono però disattese dai deludenti risultati e dalla difficoltà di emergere nell’affollato parco macchine che frequentava le piste a quei tempi, nonostante l’ingaggio di un pilota esperto e quotato come Tim Schenken. Dopo il Gran Premio di Monza il budget della scuderia si esaurì e la scuderia chiusa definitivamente. Peter Agg continuò i suoi affari lontano dalle piste, benché sia rimasto un appassionato, tanto che suo figlio Charles divenne più tardi pilota semiprofessionista. Ron Tauranac fondò invece la Ralt ed iniziò un nuovo progetto in F.2.
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    Io sono il primo a dire che se uno è un fenomeno lo dimostra subito, ma da qui a pretendere che Giovinazzi oggi doveva terminare in top-5 o a podio con una Sauber, in una Formula 1 con pochissimi ritiri e in cui tre vetture doppiano tutte le altre, mi pare un po' eccessivo. Certe imprese e certi debutti vanno contestualizzati, per quel che offre la categoria oggi credo che il bell'Antonio abbia fatto il miglior debutto possibile.
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    La cosa negativa della vittoria della Ferrari è che già prima quelli di Sky non si potevano sopportare, figuriamoci adesso
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    Dopo oltre sei anni Robert Kubica è tornato al volante di una monoposto. Lo ha fatto oggi, sul circuito di Franciacorta al volante di una GP3 del team Trident. Un test che il pilota polacco aspettava da tempo. "L’idea l’avevo in testa da un po’ – ha confermato dopo la prova – ed ho scelto una condizione non proprio semplice per tornare al voltante di una monoposto. Il circuito di Franciacorta non è proprio il meno faticoso, e la GP3 è una vettura senza idroguida. Ma sono contento di aver avuto questa possibilità". Kubica ha percorso oltre settanta giri, e alla fine ha sfruttato la pista fino all’ultimo minuto nel ‘run’ conclusivo. "Sono contento di quello che ho visto – ha raccontato - anche se chiaramente ci sono tante cose che si possono migliorare. Sul fronte fisico e della preparazione molti aspetti si possono migliorare, mentre per quanto riguarda i miei limiti sono ad un buon punto". Ma è sul fronte delle sensazioni di guida che Robert ha avuto le parole più entusiaste: "Sono tornato nelle acque in cui ho nuotato per tanti anni, e devo dire che la sensazione è davvero bella. Confermo di essere stato sorpreso, perché dopo così tanto tempo il feeling con l’asfalto e le sensazioni che ricordavo sono tornate subito a galla. Anche se la prova è stata estrema, ho ritrovato quel feeling che solo la monoposto sa dare. Senza nulla togliere alle ruote coperte, per un pilota che ha vissuto tantissimi anni sulle monoposto, risentire questa sensazione è davvero stupendo".
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    Ne manca una, ne manca una...ah sì McLaren insufficiente, indecente, imbarazzante, ben al di sotto del limite del ridicolo. Credo che quella di oggi sia stata una delle peggiori gare non solo della seconda era Honda, ma dell'intera storia della squadra. Una macchina che non è nemmeno riuscita a schierarsi in griglia a causa di non meglio precisati problemi alla power unit, un'altra che si è ritirata a due giri dalla fine ancora una volta a causa di problemi al motore, un gap prestazionale indescrivibile nei confronti non solo di Mercedes e Ferrari, ma anche di Renault. Alonso ci prova, in pista lotta come un leone, le prova tutte per approfittare delle battaglie tra i piloti davanti a lui (es. Kvyat-Palmer), ma alla fine tutta la sua rassegnazione emerge nel team radio di metà gara quando dice, in riferimento alla strategia "fate come volete". È bravo a trovare degli stimoli per continuare, in tanti probabilmente avrebbero già gettato la spugna. 3 gare, 5 partenze, un solo arrivo al traguardo. Un risultato vergognoso all'inizio di quella che doveva essere la stagione della riscossa. I progressi dell'anno scorso mi avevano illuso: sembrava che Honda avesse fatto un bagno d'umiltà e fosse riuscita a fornire alla McLaren una power unit che le permettesse di lottare perlomeno per i punti in buona parte delle gare. E invece niente, ancora una volta in Giappone hanno peccato di presunzione: la maggiore libertà permessa dal regolamento per quest'anno ha letteralmente fatto andare il sangue al cervello dei tecnici Honda i quali, anziché proseguire con una politica più sicura e "conservatrice", hanno giocato d'azzardo proponendo una power unit molto al di sotto di quella vista nel 2016, sia in termini di affidabilità che di prestazioni. La situazione è ben peggiore di quella del 2015, quando perlomeno potevano giocare la carta dell'inesperienza A questo punto prenderei realmente sul serio la possibilità di cambiare fornitore di motori a stagione in corso: persino una motorizzazione Renault clienti sarebbe meglio di questo schifo. Vandoorne è costretto a subire la situazione, perché non si trova in una posizione che gli permetta di arrivare al braccio di ferro col team; Alonso invece sembra aver già messo in chiaro quali sono le sue priorità per quest'anno: salterà Montecarlo per correre ad Indianapolis e la settimana prossima sarà al Barber per assistere al Gran Premio di Alabama Indycar; questo significa che prima del Gran Premio di Russia dovrà assorbire in pochi giorni ben 7 ore di fuso orario di differenza, uno stress che sembra abbastanza insensato per un pilota focalizzato al 100% sulla Formula 1. A tutto questo si aggiunge questo tweet che fa pensare che Alonso potrebbe correre a Le Mans già quest'anno Insomma, McLaren si è infilata in un tunnel e non sembra essere ancora in grado di vederne l'uscita.
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    Beh almeno abbiamo la conferma che Bottas sarebbe stato il sostituto ideale di Raikkonen
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    Si tolto Pino che ormai è da pensionare, Rai godibile. Bene Mazzoni che legge tweet interessanti a differenza di Vanzini.
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    "Con macchine uguali, vedremmo subito chi è meglio tra Vettel, Hamilton e coso" Pino Allievi sempre sul pezzo
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    Uno dei piloti migliori del mondo alla 500 miglia. C'era già abbastanza attesa senza di lui, ora diventa l'evento dell'anno.
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    ee andiaaamooo!! Speriamo sia solo l'inizio, lo voglio vedere vincere tutto.
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    infatti sembra che stia per soffiare il posto a Valsecchi, che verrebbe riciclato come controfigura di Cannavacciuolo a Masterchef
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    Boh dai. Secondo va bene. Premettendo che il primo pit è stato sbagliato, per me la gara si è persa definitivamente sopo la SC con tutti quei giri dietro a Ricciardo. È vero che Kimi ha subito una strategia da cani, ma anche lui deve metterci più del suo. A me sembra non essere molto sul pezzo dopo queste prime due gare. Comunque sia, la macchina sembra esserci. Chissà la versione B Hamilton ha fatto sembrare tutto facile. Uscito indenne dai casini della prima parte di GP, ha poi gestito bene senza patemi. Bottas strabocciato. Girarsi sotto SC e sentirsi chiamare Nico... beh, insomma Migliore di giornata sicuramente Verstappen, ma la Red Bull sembra indietro. Senza condizioni particolari non mi sembra in grado di giocarsela con Mercedes e Ferrari. Solita ridicola McLaren. Manco fa notizia ormai. Giovinazzi: spero abbia un'altra chance. Distruggere la macchina due volte in due giorni, purtroppo, non funziona come incentivo.
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    QUALIFICHE LONG BEACH MUCCHIOSELVAGGIOH!!!11!!1!!
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    Questo fine settimana si va in Cina. Wehrlein ancora out, Giovinazzi correrà l'intero weekend.
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    DATI GENERALI Scuderia: Token Racing Anno di produzione: 1974 Motore: Ford Cosworth DFV V8 2993cc. Telaio: Monoscocca in alluminio Carburante e lubrificanti: Shell Pneumatici: Firestone Luogo di Produzione: (GBR) Progettista: Ray Jessop Impiegata nel: 1974 Piloti: Tom Pryce STATISTICHE GP Disputati: 1 (+1 extra campionato) Miglior risultato: Token RJ02 Nei primi anni ’70 costruire una “kit-car” a partire dal blocco motore-cambio Cosworth-Hewland era cosa relativamente facile e l’accesso alle liste di partenza dei GP non certo complicata come accade oggi. Era probabilmente proprio questo ciò che pensava al tempo un giovane manager di belle speranze che stava approcciando il mondo delle corse. Si chiamava Ron Dennis. Nel 1971 Ron aveva fondato insieme Neil Trundle la Rondel, scuderia sportiva che aveva iniziato una intensa e fortunata attività in F.2 prima con le Brabham e poi con una autocostruita vettura nominata col nome dello sponsor Motul. Il buon successo dell’avventura portò Dennis a tentare il “grande salto”: cercò finanziatori con un insperato colpo di fortuna conobbe Tony Vlassopulos, avvocato figlio di un armatore greco, che divenne il suo principale sponsor e che coinvolse nel progetto anche il suo amico Ken Grob, chairman di un importante gruppo assicurativo londinese. Vlassopulos era un cliente abituale di un grande negozio di antiquariato di Twickenham gestito dal padre della ragazza di Dennis. Forte del loro sostegno economico, Ron commissionò a Ray Jessop – ingegnere aeronautico della British Aircraft Corporation – la costruzione di una vettura in vista della stagione 1974. Purtroppo il budget risicato e la crisi petrolifera che mise in crisi l’economia del tempo inducendo la Motul a ritirare il suo appoggio, costrinsero Dennis ad abbandonare il progetto: il futuro boss della McLaren uscì quindi di scena. Trundle convinse Vlassopulos e Grob a continuare acquistando in proprio il team e così la RJ02 – “RJ” come le iniziali di Jessop e 02 perché era la seconda vettura costruita da Ron Dennis dopo la Motul M1 di F.2 del ’73 – che doveva chiamarsi Rondel, fu iscritta al Mondiale come Token. “To” e “Ken” erano naturalmente Tony Vlassopulos e Ken Grob. Dopo l’esordio all’International Trophy fuori campionato e una discreta partecipazione al Gran Premio del Belgio con Tom Pryce, i due soci “estemporanei” capirono che la gestione in proprio del team comportava costi proibitivi ed il passaggio di Pryce alla Shadow li convinse a cambiare strategia e a mettere a disposizione di team privati la vettura, lasciando a loro la direzione in pista. La RJ02 fu così affittata dal team Ron Harper per David Purley a Brands Hatch e poi dalla Chequered Flag per Ian Ashley al Nürburgring ed in Austria. Furono le ultime apparizioni della vettura nel Campionato del Mondo. Al termine della stagione la vettura fu acquistata dall’inglese Peter Thorp, patron della Safir Engineering, a sua volta intenzionato a mettere in piedi una scuderia di F.1. Ribattezzò la vettura Safir FR02 e la iscrisse ad alcuni eventi fuori campionato nel 1975. Area degli allegati
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    Credo che attaccarsi ai discorsi di certi esaltati chiaramente di parte non faccia bene a nessuno. Non ho mai calcolato certe tesi da fanatici e non mi metterò a farlo adesso. Qua si parla di tre campioni senza se e senza ma, non sono certo un paio di stagioni "no" a cambiare questo fatto. Le difficoltà vanno analizzate per quello che succede cercando, nei limiti del consentito (d'altra parte non facciamo parte del team ), di capire il perché di certe situazioni. Stoner è un mistero (lo stesso Valentino, che io sappia, non ha mai capito a fondo come riuscisse ad essere così veloce, in un intervista parlò del fatto che Casey si mise in testa di guidarla e lo fece senza troppi fronzoli, ma è una visione che non ho mai preso per oro colato), nel senso che non è ancora chiaro come abbia fatto a fare determinate cose con una moto come la GP10. Credo che la finestra di competitività di Stoner sia stata probabilmente la più grande di tutti (forse quella di Marquez è molto simile), e in qualche modo riuscì a spremere il massimo potenziale da quella moto/calorifero. Questo discorso non toglie nulla a Rossi, che penso abbia ampiamente dimostrato di poter competere anche con una moto inferiore nei suoi anni d'oro, con la Ducati non ci riuscì per mille ragioni, non ne farei un dramma. E il riuscire a reinventarsi dopo due stagioni in Ducati disastrose e un 2013 di grossa difficoltà è una delle tante imprese che rimarranno nella storia. Con Lorenzo dobbiamo partire però da un presupposto secondo me (spiace dirlo ): La finestra di competitività di Jorge pare essere decisamente più piccola di quella degli altri campioni recenti, quando la trova è dominante, ma se non la trova fatica da far imbarazzo. Tra l'altro non ha mai guidato una moto che non fosse adatta al suo stile di guida. La Yamaha, anche se in alcuni anni non era la più competitiva, era sempre perfetta per il suo stile (o più probabilmente, Jorge ha sviluppato negli anni uno stile perfetto per la M1, la Yamaha è tra l'altro quella che richiede meno "esigenze" di guida). Ora è di fronte alla prima moto diversa da quando è in MotoGP, gli automatismi di guida sono andati a farsi benedire con una moto che richiede una guida all'opposto (dalla staccata alla percorrenza) e sta trovando difficoltà. Quello che chiedo io da suo tifoso è uno sforzo per migliorarsi. A me non interessa se oggi o domani o tra 6 mesi, ma entro il 2018 (penso che la deadline massima possa essere quella, altrimenti diverrebbe automaticamente un flop la sua avventura) deve capire come spremere il potenziale di una moto che in determinate piste può permettersi anche di vincere. A costo di stravolgere il suo stile deve riuscire a guidare questa moto, non mi frega se adesso dovrà staccare 10 metri dopo e spigolare la curva o guidarla di traverso, deve riuscire a spremere ogni goccia di potenziale. Ad oggi, ripeto, ho cattive sensazioni, soprattutto dopo questo weekend sono rimasto abbastanza spiazzato. Ho rivisto in alcune fasi del weekend ancora lo stesso Jorge della Yamaha ma vestito di rosso. Ovvio che se non dovesse riuscirci nessuno metterebbe in discussione la sua carriera e le sue vittorie (nessuno sano di mente o annebbiato dal tifo ovviamente), ma prenderemo atto del fatto che qualcuno è stato migliore di lui in una situazione che richiedeva qualcosa di più a livello di adattamento. Chiudo dicendo che fare paragoni tra Rossi e Lorenzo in Ducati è da evitare come la peste perché le situazioni, la squadra, la moto stessa, sono completamente diverse. E per inciso, la situazione più difficile l'ha trovata Rossi. Scusate il wall text inaudito, penso sia l'ultimo per stasera.
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    So che a molti non sarà piaciuta, ma a me queste gare mancavano! Ne avevo piene le scatole di vedere i piloti in modalità "taxista" per risparmiare le gomme. Ora possono spingere, e le macchine vanno per cui se sei bravo, la differenza la fai. E i sorpassi farsa degli anni scorsi non mi mancano neanche un pò! Alla fine meno casino e meno spettacolo "finto" ma più competizione. Questa è la F1. Ci si gioca le gare sui decimi spingendo dall'inizio alla fine e partire dietro è un grosso problema.
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    Nessuno, me compreso, dopo il 2016 dava la minima chance ad una Ferrari priva di una guida tecnica importante e impantanata in un "fango" dal quale sembrava difficile uscire. Invece, con un DT che DT non è (o forse si) e uno staff tecnico non certo "di grido" (compresi i capi aerodinamici, uno dei quali mai sentito nominare - Sanchez - e l'altro - Cardile - pescato chissà dove all'interno del reparto vetture stradali) è riuscita a creare una vettura non solo interessante, ma anche molto competitiva. Melbourne è particolare, vediamo come andrà sulle prossime piste. Ma il distacco inflitto alla Mercedes (che, ribadisco, per me poteva essere molto più ampio) fa pensare che potrà giocarsela anche nelle prossime gare e, sviluppo permettendo, per tutto l'arco del mondiale.
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    Apro il topic in anticipo per darvi conto delle rubriche "strategiche" che verranno trasmesse al posto della IndyCar domenica sul canale 106. La gara, invece, sarà a mezzanotte in replica su SkySport 2.
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    Sì ma io mi piglio Mazzoni tutta la vita. I suoi sono errori di distrazione il 90% delle volte, con poche eccezioni (ungheria 2015). Vanzini è malafede (una lotus per valsecchi!1o1ne!) al 90% e distrazione il 10%. Mistificatore della realtà perenne, inascoltabile.
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    DATI GENERALI Scuderia: Dalton-Amon International - Chris Amon Racing Anno di produzione: 1974 Motore: Ford Cosworth DFV V8 2993cc.. Telaio: Monoscocca in alluminio Carburante e lubrificanti: Pneumatici: Firestone Luogo di Produzione: Progettista: Gordon Fowell, Tom Boyce Impiegata nel: 1974 Piloti: Chris Amon, Larry Perkins STATISTICHE GP Disputati: 4 (+ 1 extra campionato) Miglior risultato: AMON AF101 Ci era riuscito Bruce McLaren, ci era riuscito Jack Brabham, ci stava provando con buoni risultati anche John Surtees. E per quale motivo non doveva coltivare un sogno da costruttore anche Chris Amon, il collaudatore prediletto di Enzo Ferrari? Per il neozelandese ormai da anni in Europa l'occasione si presentò nel 1973, mentre era pilota Tecno, costretto nelle retrovie dopo il ritiro della Matra a fine '72. Gordon Fowell, ingegnere ed ex-pilota inglese, collaboratore della Tecno e con alle spalle una lunga carriera da progettista in F.3, F.2 e F. Atlantic, stava mettendo a punto una propria vettura di F.1 e propose ad Amon di collaborare con lui. Il finanziamento "giusto" arrivò da John Dalton, a sua volta ex-pilota che aveva conosciuto Amon quando era manager di Tony Shelly, altro pilota neozelandese che corse in F.1 negli anni '60. Da quel connubio di sforzi nacque la Amon AF101 (A come Amon e F come Fowell) che mosse i primi passi nei test invernali del 1974 con Chris, naturalmente, al volante. La vettura era stata concepita con un curioso schema costruttivo che prevedeva una posizione di guida molto avanzata ed un unico serbatoio centrale posizionato fra l’abitacolo ed il motore. Sfortunatamente le problematiche di messa a punto si rivelarono molto complesse, anche per un grande collaudatore come Amon: le vibrazioni che percorrevano la vettura erano talmente forti da renderla difficile la guidare e da causare rotture frequenti. Così i diversi tentativi di qualificare per un Gran Premio la Amon AF101 si consumarono quasi sempre in delusioni e l'unica volta che arrivò alla griglia di partenza, a Jarama, fu costretta al ritiro dopo 22 giri per un guasto. Quando i soldi di Dalton finirono dopo l'ennesima mancata qualificazione a Monza, La Amon chiuse definitivamente i battenti. (Massimo Piciotti)
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    Stiamo per chiudere e te apri i 3d per il 2018... Bhoaw.
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    Stanno per cominciare le prove libere. Direi che mando Vanzini e i #paXXidellanotte a quel paese e guardo sulla Rai.
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    Sì, infatti mi è giunta all'orecchio la notizia che domani Giovinazzi annuncerà il ritiro dalle competizioni.
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    Eh ma è un programma strategico
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    Assolutamente non vero. Il primo anno in monoposto l'ha fatto in Cina e ci ha corso anche nel WEC.
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    Perdonami ma non sono d'accordo. Il DRS è un rimedio (sbagliato) ma il male è un altro: le appendici aerodinamiche. Alza le macchine di 15-20 cm, scrivendo nel regolamento che gomme a parte la macchina deve essere costantemente almeno a 20 cm da terra pena la squalifica e le perturbazioni se ne vanno. E non ci sarà più bisogno di DRS
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    Guida quella che probabilmente è la peggior macchina del lotto, fatta da un team con due soldi in tasca e con un motore vecchio di un anno. Con meno test sulle spalle e su una pista sconosciuta è stato da subito su tempi pari o anche migliori a Ericsson, che non è un fenomeno ma può contare sull'esperienza. Per quanto mi riguarda, un debutto coi controcazzi, altroché. E ribadisco il discorso sulla macchina, perché alla fine è in particolar modo quella che fa la differenza.
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    Se Hamilton rimaneva davanti dopo il pit, ci sarebbe rimasto fino alla fine. Con la SF70H numero 5 attaccata al culo per tutta la gara, probabilmente, ma dietro.
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    Bah... Non vorrei offendere nessuno ma e' stata una gara noiosissima...
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    Parchè quando ormai la gara aveva preso "la strada di Maranello" (cit.) si mangiava una banana
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    La stagione più honestly di sempre.