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  1. Ultima ora
  2. Se già riuscisse a stare sulle prestazioni dei compagni di squadra sarebbe molto buono. Il ruolo di rookie in questo campionato è molto difficile.
  3. Simona de Silvestro is comfortable with the pressure and attention that will come with being the Supercars' first full-time female driver this season. The former IndyCar and Formula E driver is set to make history when she lines up on the grid in the championship's opening round in Adelaide next week. "I think it's something I'm used to, because I've always kind of been the only female in a racing series," de Silvestro told the ABC. "But it's part of it and I think at the end of the day I have to do a good job in the race car and that's what I'm going to focus on and the rest I think it comes with it." The 28-year-old de Silvestro, from Switzerland, joined the Nissan Motorsport team on a three-year deal, where she will drive alongside brothers Todd and Rick Kelly, and Michael Caruso. De Silvestro, speaking at a test day at Sydney's Motorsport Park, admitted she had a lot to learn ahead of the season opener. "The car's quite different to what I'm used to, so just understanding all the changes, so that's something really important and getting comfortable in the car as well. "Unfortunately, we don't have many test days, so I'm really [making] it count on this one." Supercars are not entirely foreign to de Silvestro, who has driven in the Bathurst 1000 for the past two years in an all-female team. "You learn a little bit, but Bathurst is quite different," she said. "I think the track, for example here, is way more tyre management that you have to do at Bathurst and those are quite important things in this category. "There's little things [I've learnt], but I think there's still such a big learning curve ahead of me, so I think I just really have to be on top of that and really keep working at it, and finding every time a little bit more speed." It might be a steep learning curve, but de Silvestro efforts have impressed the Nissan crew. "Nothing has fazed her so far, she's just really relaxed," Nissan team mechanic Ed Gibbs said. "It's all quite new to her, she did Bathurst but that was a one-off. And she's coming here, she's got another three drivers in the team to deal with but she's just getting on with it really well, she's really happy. "Definitely she needs to make her mark [in Adelaide], but she also needs to stay nice and relaxed and not get too flustered, because it is her first season. "Not that I'm a professional, but it's going to take her a while to get up to speed. "So as long as she's nice and relaxed, nice and steady, she'll be fine I reckon." De Silvestro's recruitment as the first full-time female driver in the Supercars era is another inroad into the male-dominated world of motorsport. "She's obviously done it in IndyCars for a long time," Gibbs said. "She's done all sorts of other stuff as well. In a lot of other series there's female drivers, and they're doing really, really well. "So I think it's good and it'll obviously brings a lot of publicity to the sport and also to us as well, so it's all the better for us really."
  4. 1957... Poca gente...
  5. Hal Ullrich con la Excalibur-Willys J durante l'edizione della 12 ore del 1953... 33. posto per lui ed il compagno di squadra Dick Irish...
  6. non è un ritorno, è che non sono più andati avanti, ormai i regolamenti dettano le linee guida e i tecnici sviluppano il temino vedendosi togliere la possibilità di innovare, l'ultima "trovata" degli scarichi di Newey vedi che fine ha fatto...e queste vetture, te lo posso dire, sono veramente tutte molto uguali e le varie colorazioni, mi sembra, servano più a camuffare le somiglianze che altro...
  7. Oggi
  8. Dopo un solo anno con Arai, Alonso passa a Bell. In precedenza, sicuramente nel periodo Ferrari e forse anche nel 2015, aveva usato caschi Schuberth I colori restano sempre gli stessi, salvo sorprese dell'ultimo momento.
  9. Ieri sull'app ufficiale è apparso un nuovo logo, un altro tassello che ormai lascia presagire a questo atteso cambio d'abito: color antracite (ancora!), ma con inserti arancio. Anche se ancora desidero il ritorno della colorazione originaria... fatelo per Bruce!
  10. Peter Gethin ha avuto un giorno di gloria vera. Un giorno soltanto, quello del settembre 1971 che lo ha visto passare per primo sulla linea d’arrivo del Gran Premio d’Italia a Monza. Primo per una decina di centimetri davanti al francese François Cévert, allo svedese Ronnie Peterson, dopo una volata inverosimile. Erano in quattro a battersi per la vittoria, ruota a ruota. Lui, Peter Gethin, era staccato di qualche centinaio di metri ed al massimo avrebbe potuto essere quinto. Non sperava altro, e non poteva sperare altro. Dal gruppetto dei quattro si staccava, a pochi giri dalla fine, quel Chris Amon che forse poteva avere in quella giornata la sua prima vittoria. Amon aveva tolto con la mano la prima delle due visiere che i piloti portavano doppie per poterne eliminare una quando fosse stata troppo sporca di olio e polvere; il gesto però faceva volar via anche la seconda. Rimasto senza protezione agli occhi, Amon doveva rallentare e si poneva tra il gruppetto di testa e Gethin, che era solo. La scia della Matra di Amon «aspirava» la BRM di Gethin, che così guadagnava qualche decina di metri sui primi. Poi era la volta dello svizzero Jo Siffert a staccarsi dal gruppetto, ed a ripetere involontariamente l’aiuto a Gethin, che arrivava quasi a ridosso dei primi. Al penultimo passaggio erano le scie di Cévert e Peterson a risucchiare la BRM. E sulla linea del traguardo, stupefacendo tutti, lui compreso, Gethin riusciva a mettere le sue ruote un pelino davanti a tutti. Quella vittoria, che è rimasta nelle statistiche, ha dato a Gethin una gloria che pur essendo rimasta effimera lo aiutava a mantenersi tra la gente della Formula 1 dove era approdato un po’ a caso. Figlio primogenito del popolare fantino inglese Ken Gethin, Peter Kenneth nasce a Ewell, nel Surrey, il 21 febbraio 1940. Non è mai stato quel che si dice uno studente modello. Lasciata presto la scuola, entrava come venditore e dimostratore presso l’azienda del concessionario Ford del suo villaggio. Inizia la sua Carriera nel Mondo dell’Automobilismo giovanissimo al volante di una Lotus Seven, la macchina allora ideale per le corse dei dilettanti, e successivamente nella Formula 3 Junior inglese con una vecchia Lotus 22. Nel 1966 passa a una Squadra meglio attrezzata, dotata di monoposto di produzione Brabham, e i suoi risultati sono migliori. Grande pilota non lo è mai stato, pur se il suo libro d’oro è pieno di successi. Ha vinto tantissime corse delle formule minori, ed il suo nome è stato ripetuto tante volte grazie al campionato della Formula 5000, una categoria di macchine che era stata ideata dagli impresari inglesi ed americani per offrire spettacoli che potessero passare bene quali surrogati della Formula 1. Macchine e monoposto dotate di potenza abbastanza elevata, ma con motori da 5000 cc derivati dalla serie, motori che costavano poco e duravano. In Inghilterra le corse della Formula 5000 avevano preso piede, e chi aveva una macchina decente poteva ben figurare. La McLaren aveva costruito una macchina un poco migliore delle altre, e Gethin spadroneggiava. Era il suo regno, quello, e vi si trovava bene. Aveva vinto il campionato americano, nel 1969, e quello inglese nel 1970, anno durante il quale correva anche con le macchine della serie Can-Am, mostri dotati di tanta potenza. Alla McLaren, purtroppo, il 1970 era stato un anno disastroso. Bruce McLaren moriva provando sulla pista di Goodwood, in un’uscita di strada che è rimasta mai spiegata. E nelle prove per la 500 Miglia di Indianapolis il neozelandese Dennis Hulme si bruciava le mani. Occorreva un pilota per guidare la vettura di Formula 1, accanto a Dan Gurney, ed era Gethin ad essere chiamato. Peter Gethin debutta in Formula 1 al Gran Premio d’Olanda 1970, disputato sul circuito di Zandvoort, al volante di una McLaren-Ford M14A ufficiale. Con la monoposto inglese, Gethin disputa la seconda parte del Campionato di Formula 1 1970 senza ottenere grandi risultati. A Mont Tremblant, in Canada, il pilota inglese conquista i suoi primi punti iridati giungendo sesto al traguardo. Faceva il suo dovere onestamente, ma senza gran luce. L’anno successivo corse a fianco del pilota neozelandese Denis Hulme al volante della nuova monoposto siglata McLaren-Ford M19A. Ma ancora una volta i risultati si fanno attendere, e mentre Hulme fece segnare buone prestazioni in gara, Gethin continua la Stagione in un lungo calvario segnato da guasti sulla monoposto e incidenti. Fino a che, a metà stagione, alla McLaren decidevano di cambiare i loro programmi. Gethin era stato nel frattempo avvicinato dalla BRM, per la Stagione 1972, ma la politica nuova della McLaren faceva accelerare le trattative. E dal Gran Premio d’Austria Gethin era al volante della BRM. La vittoria di Monza era seguita, qualche mese dopo, da quella nella gara fuori Campionato di Brands Hatch, una corsa convulsa ed interrotta dal grave incidente che costava la vita a Jo Siffert, suo capofila alla BRM. Nel 1972 Gethin trascorre un’ultima Stagione con il Team BRM. Cedimenti meccanici, squalifiche e incidenti lo relegarono in posizioni di rincalzo. Colpa principalmente della monoposto: la BRM P160C consentì solamente al pilota francese Jean-Pierre Beltoise di aggiudicarsi una vittoria al Gran Premio di Monaco. Se si esclude l’eccellente prestazione in Qualifica a Montecarlo, la Stagione di Gethin fu letteralmente un disastro. Riuscì ad agguantare un punticino iridato sempre a Monza dove giunse sesto al traguardo. Qualche buon risultato gli veniva dalla Formula 2 (vittoria a Pau davanti al francese Patrick Depailler) e dalla Formula 5000 alla quale era tornato. Riusciva a vincere, a Brands Hatch, la Corsa dei Campioni, appunto con la Formula 5000, precedendo anche macchine della Formula 1, pur se occorre dire che l’opposizione non era tanto forte. Continuava poi a correre con la Formula 5000 e con le Can-Am, ed aveva una sola ulteriore occasione di salire su una Formula 1, nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1974, dove si era vista affidare una macchina della squadra Lola-Embassy diretta dal due volte Campione del Mondo Graham Hill. Ancora qualche gara nel 1977, con la Scuderia del belga conte Van der Straaten e infine la decisione di ritirarsi completamente, pur rimanendo nel mondo delle corse in altre forme. Peter Gethin venne coinvolto più tardi prima nella direzione sportiva della Squadra di Formula 2 del pilota Beppe Gabbiani e più tardi nel Team Toleman di Formula 1 nella Stagione 1984. Dopo, Peter Gethin è pilota istruttore sul vecchio circuito inglese di Goodwood e partecipa ad alcune manifestazioni di auto storiche in Inghilterra. È scomparso nel 2011. all'età di 71 anni dopo una lunga malattia.
  11. Per me ci sta che un pilota abbia una visione egoistica del proprio sport, se si sente il più forte ci sta che non voglia condividere i dati. Poi il giorno in cui prenderà 3 decimi in qualifica dal compagno, probabilmente cambierà idea...
  12. Bah io spero solo che vada forte. Purtroppo non riesco a darlo per scontato visti i "fulmini di guerra" degli ultimi anni, a cui si deve aggiungere il grande occhio clinico che ha Hülkenberg per i cambi di casacca Il motore buono, comunque, c'è. Conta quello che ci hanno fatto intorno adesso.
  13. Più che altro non mi spoilero com'è andata la gara. Purtroppo su chi vince non riesco sempre perché, leggendo spesso TouringCarTimes, mi vedo il titolone sparato in homepage bestemmia gratuita ma basta non leggere l'articolo
  14. EDIT: Mi sa che Fox Sports 506 c'e' l'ho sul' IpTV... Forse, forse...
  15. Complimenti, io non ci riesco...
  16. Purtroppo sì. Tanto comunque gli orari sono sempre quelli che sono, tutte levatacce o quasi. Ormai ho fatto il callo con il recuperarle nei giorni successivi, bene o male di solito riesco a non spoilerarmi troppo.
  17. 1952... Pit stop per la Siata 1400 GS numero 1 di Robert Fergus... Per lui un terzo porzo al traguardo...
  18. Sembra un ritorno al 2007:
  19. Altre foto dal sito Sauber
  20. Dipende dai punti di vista...c'è stato in tempi neanche troppo lontani chi aveva come compagno di team un pilota che non poteva lottare con la prima guida, da contratto Almeno qui lui si limita al non voler condividere dati...senza neanche stare a guardare i precedenti compagni avuti e la libertà di lotta che c' era tra di loro
  21. Nel mezzo delle varie presentazioni delle nuove monoposto, il nuovo numero della rivista inglese "Motor Sport" punta sull'Alfa Romeo Tipo B, presto soprannominata P3, prima vera mono-posto della storia dei Gran Premi (la Fiat 806 del 1927, pur rivoluzionaria e senza il secondo sedile, aveva ancora il posto-guida su un lato). Dal 1932 al 1935 vinse complessivamente 46 corse, un Campionato Internazionale (nel 1932 con Nuvolari), quattro Campionati Italiani (1932 e 1935 con Nuvolari, 1933 con Fagioli, 1934 con Varzi), e fu guidata dai più grandi campioni, compresi anche Caracciola, Campari, Chiron, Moll, Trossi, Lehoux....
  22. Dirette per quest' anno? Solo streaming?
  23. Tutte bellissime non vedo l'ora che si cominci
  24. #2 Scott Pye – Mobil 1 HSV Racing – Holden Commodore VF #3 Aaren Russell/Matt Chahda – Lucas Dumbrell Motorsport - Holden Commodore VF #5 Mark Winterbottom – The Bottle-O Racing Team – Ford Falcon FG X #6 Cameron Waters – Monster Energy Racing – Ford Falcon FG X #7 Todd Kelly – Carsales Racing – Nissan Altima L33 #8 Nick Percat – Team Clipsal – Holden Commodore VF #9 David Reynolds – Erebus Penrite Racing – Holden Commodore VF #12 Fabian Coulthard – Shell V-Power Racing Team – Ford Falcon FG X #14 Tim Slade – Freightliner Racing – Holden Commodore VF #15 Rick Kelly – Sengled Racing – Nissan Altima L33 #17 Scott McLaughlin – Shell V-Power Racing Team – Ford Falcon FG X #18 Lee Holdsworth – Preston Hire Racing – Holden Commodore VF #19 Will Davison– Tekno Woodstock Racing – Holden Commodore VF #21 Tim Blanchard – Team Cooldrive – Holden Commodore VF #22 James Courtney – Mobil 1 HSV Racing – Holden Commodore VF #23 Michael Caruso – Nissan Motorsport – Nissan Altima L33 #33 Garth Tander – Wilson Security Racing GRM – Holden Commodore VF #34 James Moffat – Wilson Security Racing GRM – Holden Commodore VF #55 Chaz Mostert – Supercheap Auto Racing – Ford Falcon FG X #56 Jason Bright – Mega Racing – Ford Falcon FG X #62 Alex Rullo – Lucas Dumbrell Motorsport – Holden Commodore VF #78 Simona de Silvestro – Team Harvey Norman – Nissan Altima L33 #88 Jamie Whincup – Red Bull Holden Racing Team – Holden Commodore VF #97 Shane van Gisbergen – Red Bull Holden Racing Team – Holden Commodore VF #99 Dale Wood – Erebus GB Galvanzing Racing – Holden Commodore VF #888 Craig Lowndes – TeamVortex – Holden Commodore VF
  25. ...e Rick Kelly fa registrare il miglior tempo di sempre al Sydney Motorsport Park! 1:28.78!
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