F1 Storia del Gran Premio di Spagna

di 10 maggio 2016, 14:00
F1 | Storia del Gran Premio di Spagna

Nel 2013 il GP di Spagna festeggia i cento anni dalla sua prima edizione, sebbene ci siano stati lunghi periodi nei quali la gara non fu organizzata. Infatti, dopo la prima edizione nel 1913, si dovette attendere un decennio per un altro GP, svoltosi sul nuovissimo circuito quasi ovale di Sitges-Terramar dove il pilota francese Divo vinse con la sua Sunbeam. La pista, tuttavia, rivelò qualche errore di progetto nelle curve sopraelevate che insieme al mancato rientro dei costi di realizzazione decretò la sua rapida uscita dal giro delle corse internazionali. Così il GP si spostò sul circuito stradale di San Sebastian, e la gara ebbe anche la titolazione di corsa valida per il Campionato Mondiale appena istituito, così le vittorie di Costantini su Bugatti nel ’26 e di Benoist su Delage nel ’27 coincisero con i titoli mondiali vinti dalle rispettive Case costruttrici.

Nel biennio successivo il GP fu riservato alle Sport (entrambe le volte vinse Louis Chiron su Bugatti, primo anche nel ’33 su Alfa) mentre nel ’30 è il nostro Achille Varzi a prevalere su Maserati. Fagioli su Mercedes si impone nel ’34, mentre l’anno successivo la gara è valida per il Campionato Europeo Piloti, e la vittoria di Caracciola (che divenne anche Campione d’Europa su Mercedes) chiude la fase anteguerra della storia di questa gara. Infatti già nel 1936 la Spagna precipita nella sanguinosa Guerra Civile che fa da prologo al secondo conflitto mondiale.
Il Gran Premio di Spagna torna nel 1951 sul circuito di Pedralbes, ed è subito inserito nel Campionato Mondiale del quale diviene appuntamento decisivo: Ascari (Ferrari) e Fangio (Alfa) si giocano il titolo, che va all’argentino. Tre anni dopo, la vittoria della Ferrari di Hawthorn è una delle poche volte in cui viene battuta l’armata Mercedes dominatrice nel biennio ’54-’55.

In seguito alla tragedia di Le Mans nel 1955, il GP di Spagna non viene più disputato fino al 1967, quando sul nuovo circuito del Jarama vicino Madrid viene disputata un’edizione extra-campionato, vinta da Jim Clark su Lotus. Il campione scozzese non farà in tempo a vedere il ritorno della Spagna nel Mondiale perché morirà un mese prima dell’edizione ’68, vinta dal suo compagno Graham Hill. Per i successivi sette anni il GP iberico si disputa in alternanza tra il circuito madrileno e il tracciato cittadino di Montjuich a Barcellona, dove Baffo-Hill nel ’69 è protagonista di uno spettacolare quando incruento incidente con la sua Lotus che perde l’alettone sopraelevato, disavventura che colpisce anche il suo compagno Jochen Rindt, rimasto lievemente ferito: l’episodio convince le autorità sportive a regolamentare in modo stringente le nuove appendici aerodinamiche. Nel ’70 Stewart vince con una March privata del team Tyrrell: a tutt’oggi è l’ultima vittoria di una squadra che compra altrove la vettura. Drammatico lo scontro tra Oliver e la Ferrari di Ickx che si incendia: per fortuna il belga se la cava con ustioni lievi. Stewart con la nuova Tyrrell si ripete nel ’71 al Montjuich battendo proprio il ferrarista, nel giorno in cui la Good Year introduce un nuovo tipo di pneumatico senza battistrada: viene chiamato “slick”.

Dopo un biennio dominato dal brasiliano Emerson Fittipaldi con la sua nera Lotus sponsorizzata JPS, nel ’74 al Jarama Niki Lauda con la Ferrari ottiene il suo primo trionfo iridato in carriera, mentre l’anno successivo al Montjuich un altro gravissimo incidente decreta la fine del circuito cittadino: la Lola di Stommelen perde l’alettone posteriore e piomba sulla folla uccidendo quattro persone.

Il GP di Spagna resta al Jarama, dove nel ’76 la vittoria della McLaren di Hunt viene contestata per mesi da reclami e ricorsi in tribunale per le misure irregolari dell’alettone, dando il via alla tormentata ed emozionante stagione che verrà raccontata dal film “Rush” uscito nel 2013. Nel 1980 vince Jones su Williams, ma siamo nel pieno della lotta FISA-FOCA, come dire potere sportivo (Balestre) contro il potere economico (Ecclestone e Mosley) e la gara viene successivamente dichiarata non valida per il Mondiale. L’anno successivo il Jarama saluta per sempre il Campionato con quello che viene considerato il capolavoro di Gilles Villeneuve, primo al traguardo con una Ferrari turbo inadeguata al tormentato circuito dopo aver resistito per giri e giri a una muta scatenata di avversari incollati alla sua vettura.
Dopo cinque anni di silenzio, i motori delle F1 tornano a rombare in terra iberica sul circuito andaluso di Jerez de la Frontera, che ospiterà per un lustro il GP spagnolo: a vincere queste edizioni sono nomi pesanti come Senna, Mansell (spettacolare il loro duello al fotofinish sul traguardo nell’86) e Alain Prost (1° anche nel ’93 su Williams).

Nel 1991 il GP si sposta sulla sede attuale, al circuito di Catalunya-Montmelò, segnato da un altro duello memorabile tra Senna e Mansell, ma stavolta con la vittoria di quest’ultimo che si ripete l’anno dopo quando la città catalana è sede delle Olimpiadi.
Successivamente si apre il ciclo di Michael Schumacher, con ben sei vittorie (una su Benetton, tutte le altre su Ferrari) che proprio qui ottenne il primo dei suoi innumerevoli trionfi in rosso. Anche il suo rivale Mika Hakkinen trova molta gloria vincendo tre volte consecutive il GP catalano e mancando per un soffio il poker nel 2001, ritirandosi all’ultimo giro: Schumi commosso ringrazia. Gli ultimi anni vedono l’alternarsi sul podio più alto dei campioni del mondo in attività, Alonso, Raikkonen, Vettel, Button, Hamilton, oltre a Massa e Webber, mentre è degno di nota l’exploit di Pastor Maldonado che con la sua Williams riesce ad interpretare alla perfezione le gomme Pirelli regalando a Sir Frank una vittoria che mancava da addirittura otto anni e che a tutt’oggi è l’ultima per il glorioso team di Grove. Nico Rosberg vince l'edizione 2015, mentre l'ultima coincide con la prima (e per ora unica) vittoria in F1, con record di precocità, per Max Verstappen.


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