F1 Mercedes ok, ma occhio al 2016

di 30 novembre 2015, 14:30
F1 | Mercedes ok, ma occhio al 2016

Che la Mercedes sarebbe stata ancora l'auto da battere si era capito subito. A parte l'illusione Ferrari della Malesia, il team di Toto Wolff ha fatto incetta di successi anche nel 2015. 16 vittorie, con le uniche tre gare non portate a casa vinte da Sebastian Vettel con la Ferrari.

Dieci gare vinte da Hamilton, sei da Rosberg. Il campione del 2014 è partito alla grande in questa stagione, portandosi subito in testa al campionato senza più mollare il colpo. Fino a Monza è stato assoluto protagonista dell'anno, portandosi al top anche in qualifica, dove nel 2014 Nico era stato molto più veloce. Da Singapore in poi, quando comunque il campionato era solo da assegnare, Lewis è andato via via calando, e su questo c'è un velo di mistero. Lui dice che è cambiato qualcosa sulla vettura, qualcuno parla di un semplice rilassamento.

Sta di fatto che, proprio da Singapore, Hamilton non è stato più lo schiacciasassi visto fino a due settimane prima. Rosberg, dal canto suo, una volta perse le chance mondiali ha iniziato ad inanellare pole (sei di fila) per poi vincere le ultime tre gare. Senza contare il problema in Russia, quando era in testa, e il regalo mondiale di Austin. Il secondo pilota che si toglie delle soddisfazioni a fine anno sarebbe da archiviare come normale amministrazione, se non fosse per gli atteggiamenti un po' oscuri di Hamilton: sempre più isolato e irritato dall'essere battuto dal compagno quando ormai il mondiale era già in tasca.

Certo, alla fine conta chi vince e il mondiale è segnato con il numero 44. Ma Lewis deve ripensare ai suoi atteggiamenti. Da Campione dovrebbe imparare ad accettare la sconfitta, soprattutto quando non conta nulla in termini di classifica.

Il 2016 potrebbe rappresentare l'anno della sfida definitiva da parte della Ferrari. Le polemiche di questi giorni sull'utilizzo delle strutture da parte di Haas sono il segnale di una piccola preoccupazione da parte della Mercedes. Vedremo se a questa seguirà anche qualcosa di concreto. Una competizione a due squadre servirebbe come il pane in un periodo non proprio brillante per la F1.


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