F1 Le 10 Pillole del Gran Premio di Russia 2015

di 14 ottobre 2015, 19:15
F1 | Le 10 Pillole del Gran Premio di Russia 2015

I russi fanno tutto in grande stile, e quindi per il loro tanto atteso Gran Premio preparano una sorpresa in grande stile. Un raduno tuning serale al quale possono partecipare tutti i piloti.

Come da foto di copertina, l'evento è riuscito magnificamente, con una presenza di alto livello tanto da far pensare che forse, per i prossimi anni, due o tre lampioni è meglio metterli.

Il Gran Premio di Russia è una gara ed eliminazione diretta, tipo Champions League. Tra botti, ambulanze, complotti, vendette trasversali, alla fine è sempre lui a vincere, Lewis "The Spammer" Hamilton (sta più su Instagram che altro), che chiude il titolo direttamente nel caveau della banca sotto casa sua per non rischiare nulla. Sul podio con lui FingerSeb Vettel e l'incredibile Speedy Sergio Perez.

Via con le Pillole:

1 - Lewis Hamilton | Un ragazzo di colore, ossigenato alla Jacques Villeneuve dei bei tempi e col colbacco in testa, è arrogante quanto un bianco italiano che va nel Bronx di notte a fare il rapper. E il rapper rischia anche le mazzate. Al re dei tamarri manca la catenazza sul podio ed è un tripudio di strafottenza stilistica. Ma d'altronde, fino a quando vince e stravince, può fregarsene altamente dei giudizi e delle battute altrui (comprese le nostre) e viversi vita, gnocca e soldi quanto gli pare e piace. E fa anche bene, alla facciazza nostra!

2 - Nico Rosberg | Fonti che non possiamo citare ci hanno riferito che, al posto della molla di ritorno dell'acceleratore, sulla Mercedes del biondo sia stata montata una molletta per gli stendipanni. Di quelle scadenti oltretutto. Una volta analizzata, al suo interno è stata trovata un'incisione inquietante: "Made in Stevenage". Lewis è già al lavoro per dimostrare la sua innocenza nel caso.

3 - Kimi Raikkonen | Dopo mesi a farsi dare dell'addormentato, coglie l'occasione principe per dimostrare che si sbagliano tutti. La precisione con cui centra quello che per molti si sarebbe seduto al suo posto è millimetrica. Tra l'altro, pare che prima dell'episodio abbia detto via radio "Leave me alone, I know what I'm doing". Indiavolato.

4 - Valtteri Bottas | E si scoprirono gli altarini: in realtà il vero nome del pilota Williams è Valerio Botte, è vissuto sempre nella capitale meglio conosciuto come "Er ghepardo del Raccordo" e capisce benissimo l'italiano. Basta ascoltare il team radio dopo la speronata dell'altro biondo: "Aò, ma che (r)azzo fa questo?". Comunicazione prudentemente bippata dalla FOM prima di ricevere denunce dalle associazioni dei consumatori.

5 - Carlos Sainz | Cinque come i battiti al minuto, moltiplicati per una decina abbondante, che ci sono rimasti durante le FP3 di sabato mattina. Ma il buon Carlos, fortunatamente illeso dal botto a 150 all'ora (non 300 come qualcuno ha detto, l'avremmo raccolto con il cucchiaino) dimostra di essere abile e arruolato evadendo dall'ospedale di Sochi per presentarsi all'appuntamento di domenica.

6 - Fernando Alonso | "Adoro il tuo senso dell'umorismo". L'esperienza insegna, dicono. E infatti, dopo la sfuriata nipponica che ha smosso le terga dei vertici Honda, la versione diplomatica di "questa macchina è un cesso" si trasforma in battuta sarcastica da politico consumato. Sicuramente pungente nel significato (forse più di Suzuka), ma un po' più politically correct.

7 - Pastor Maldonado | Incredibile quello che succede a Sochi. Tra le decine di botti che si registrano nell'arco del weekend, non spicca il nome del buon Pastor. Dato a 1.01 come sempre dai bookmakers per le possibilità di crash in giro per le piste di tutto il mondo, questa volta non mostra le sue doti da funambolo del cordolo. Ma scoprirete il motivo tra poco.

8 - Sergio Perez | Dopo gara condotta alla perfezione rischiando poco o nulla in terza posizione, negli ultimi giri viene braccato dal duo finnico che lo passa impunemente negli ultimi chilometri. Attendiamo ansiosi il team radio di Speedy Sergio, incluse risate e gridolini, nel momento in cui il rosso elimina il bianco e lui fa tombola sul podio.

9 - Romain Grosjean | Non voleva essere da meno rispetto a Carlito e per una volta si scambia di ruolo col compagno Pastor. Quindi Pastor va a punti, e lui tira una mina in curva tre da far tremare l'ex fiaccola olimpica. Ne esce con le sue gambe dopo aver terminato il restyling della Lotus sui quattro lati. Giusto perché di debiti in zona ce ne sono pochi.

10 - Sebastian Vettel | Ve lo ricordate Rosberg quando, ironico, diceva che non vedeva l'ora di battagliare con la Ferrari? Sarebbe curioso chiedergli se, adesso che almeno una delle due Ferrari (quella col Ditino) si è messa davanti a lui in classifica, la pensa ancora allo stesso modo. Premio "te la sei tirata" dell'anno, per il momento. E Seb se la ride ampiamente, mentre svela in conferenza stampa che il buon Lewis si è broccolato mezze grid girls.

Fuori concorso - Bernd Maylander | Ci si aspetta il weekend più soporifero dell'anno, ma calcolando tutti i giri percorsi davanti a F1, GP2 e GP3, in tre giorni si scopre che il nostro eroe ha corso più in Russia che nel resto dell'anno. Ed è sempre una gioia per gli occhi vederlo danzare a destra e a manca come se non ci fosse un domani.

MENZIONI SPECIALI

Fernando Alonso Bis | Per il suo 250° Gran Premio grande (???) festa con i suoi colleghi: a parte Ericsson (al quale ha dato della pippa a Suzuka), Massa (ha ancora le occhiaie dagli anni in Ferrari), Grosjean (perdonato dopo la tentata dacapitazione a Spa), si nota l'assenza degli uomini Mercedes, Ferrari e di Maldonado. I Mercedes erano già sbronzi di loro in attesa di vincere il costruttori, i Ferrari erano segregati nel motorhome, Maldonado piangeva perché aveva già previsto che questa volta i muri non sarebbero stati suoi.

Fernando Alonso Tris | I colleghi di cui sopra attendono, in ginocchio, l'arrivo di San Fernando per la cerimonia della comunione, in onore dei miracoli pistaioli (e non) in 250 weekend di santità sportiva. Niente da fare. Fer arriva con una toppettina celebrativa indegna di un uomo che, con il suo ingaggio potrebbe diventare a breve main sponsor del suo stesso team. E comunque auguri Fernando!

Gasolio in pista | Dato l'utilizzo intenso del tracciato di Sochi, nei giorni immediatamente precedenti il Gran Premio l'organizzazione ha affittato la pista (senza dirlo a nessuno) ad un Boeing 747 per delle prove di decollo. Si, è abbastanza visibile, ma tanto non se ne sarebbe accorto nessuno se non per le litrate di cherosene lasciate a terra (altro che gasolio). Prove rinviate, casino assicurato.

Il colbacco | Certo che potrebbe essere un'ottima idea di marketing, quella del cappello a tema da parte di Pirelli. L'unica è che il colbacco con la temperatura di Sochi ci azzecca proprio poco poco. Attendiamo il copricapo da cowboy ad Austin, il sombrero per il Messico, un abito lungo fino a piedi ad Abu Dhabi.

SICUREZZA SEMPRE

GP3 by night | Giusto per rassicurarci sul fatto che la sicurezza per la FIA è importante, in copertina vedere come sono state mandate in pista le GP3 nella giornata di venerdì. Ogni commento è assolutamente superfluo.

Eroe mancato | Nel senso che per poco non viene centrato da Vettel, il commissario che nel tentativo di recuperare il pezzo di ala perso da Sainz attraversa la pista con leggera non curanza. Anche qui, livelli di organizzazione e sicurezza da far accapponare la pelle, e non solo. E Charlie è SEMPRE LI'.

Prossimo appuntamento tra due settimane per il post Austin!


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