F1 Kvyat, dalle stelle alle stalle

di 01 maggio 2016, 20:55
F1 | Kvyat, dalle stelle alle stalle

Due settimane fa eravamo qui a difendere Daniil Kvyat dalle accuse, infondate, di Sebastian Vettel per il patatrac di curva 1 in partenza del GP della Cina. Dopo 15 giorni, le cose possono ribaltarsi. E così, oggi, non si può non sottolineare il disastro provocato dal russo che oltre a rovinare la gara proprio di Vettel ha compromesso anche quella del compagno Ricciardo, colpito di rimbalzo dalla Ferrari dopo che questa è stata tamponata.

Per valutare l'incidente odierno bisognerebbe anteporre molti "se". SE il tamponato non fosse Vettel, SE il tamponante non fosse Kvyat, probabilmente il parere dell'opinione pubblica in questo momento nei confronti del russo sarebbe molto diversa. Sfortuna vuole che Daniil sia incappato in un doppio errore evitabile nella gara successiva a quella di Shanghai (nella quale per l'opinione pubblica lui ha ancora, in parte, delle colpe) e che l'altro protagonista del contatto sia proprio lo stesso della Cina. Quanto basta per, almeno qui in Italia, scatenare l'indignazione popolare. Ma non solo: l'errore, marcato, grossolano, ha fatto storcere il naso anche a Chris Horner dato che Ricciardo è stato a sua volta vittima del suo compagno.

A Kvyat è andato, quindi, tutto male: dopo una prestazione maiuscola a Shanghai, con l'ottimo terzo gradino sul podio e la fedina penale pulita per una carambola non di sua competenza in partenza, a Sochi, la pista di casa, Kvyat ha fatto tutto quello che non doveva. Ha rovinato la sua gara e quella di altri due piloti, facendo imbestialire il suo team principal. Il tutto giocando davanti ai suoi tifosi e in un periodo in cui le voci su un Verstappen pronto al balzo in Red Bull nel 2017 sono sempre più insistenti.

Insomma, dalle stelle alle stalle. Occhio, però, a non esagerare. I SE aiutano a capire che l'incidente deve essere valutato per quello che è: un errore che può capitare a tutti. I nomi dei protagonisti enfatizzano una situazione sì singolare (costata uno stop and go e 3 punti sulla patente a Kvyat) ma che, con altri piloti coinvolti, non avrebbe suscitato tutto questo clamore.


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1 commento

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  1. Griforosso
    #1 Griforosso 2 maggio, 2016, 23:31

    Beh leggere che Kvyat aveva un sorriso STRAFOTTENTE mentre
    si spiegava con Vettel dopo il GP della Cina e vedere anche che la firma dell’articolo
    è di A. Sabbatini, Direttore di Autosprint, rimango allibito e sconcertato. E’
    questo il livello a cui sono precipitati i Media? Lo so è una domanda che già
    ha in se la risposta e, quindi del tutto inutile. Beh allora sono soddisfatto
    della mia scelta di tre anni addietro quando ho deciso di non comprare più tale
    rivista che oltre a fare una cronistoria della gara poco più raccontava. Cosa
    che accadeva anche nei servizi di altre categorie dell’automobilismo sportivo.
    Oggi per le riviste ed i quotidiani sportivi esiste quasi solo la F1 e il Moto
    GP se vince Valentino in particolare. Insomma dei Media che “rispondono” alle “esigenze”
    dell’editore più che la “dovere” del giornalista che dovrebbe fare informazione
    sullo Sport dell’Auto e non quasi esclusivamente sulla F1 ed anche i Rally
    Mondiali. Viene il sospetto “realistico” che i Media possano giovarsi di un qualche
    benefit a diffondere oltre misura la marca Vincitrice di un GP o di un Rally.
    Pubblicità occulta che priva l’Appassionato del piacere di leggere dello Sport
    del Motore in maniera più diffusa delle sue varie sfaccettature. Se mi leggesse
    Sabbatini mi direbbe che non leggo la rivista altrimenti avrei notato quanto
    spazio da all 24 ore di Le Mans, ad esempio. Certo ma è uno degli venti che una
    volta passato si torna all’articolo/cronaca. Ricordo che una volta si parlava
    di più anche dei piloti in ordine alla loro attività agonistica. Negli anni in
    cui c’era il campionato Europeo Turismo con, prima, le Lotus Cortina e poi le Alfa
    GTA (1300, 1600 e 2000), io ero un ragazzo sui 20 anni e li imparai a conoscere
    Clark, Nanni Galli, Ignazio Giunti, Andea de Adamic, Zeccoli ecc…. (alcuni nomi
    non mi sovvengono al momento) non solo perché avevano vinto la gara ma perché c’erano
    anche commenti o notizie sulle loro caratteristiche di piloti ed altro (NO
    GOSSIP, eh). Oggi per leggere qualcosa di interessante sul motor sport te lo devi
    cercare ed anche sopportare i commenti di troppi bloggers che nulla hanno a che
    fare col vero sport. Ma forse anche questo mio commento qualcuno potrebbe
    interpretarlo così. Un saluto a tutti gli Appassionati e sempre VIVA FERRAR e ALFA

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