Alyoska Costantino

PAROLA DI CORSARO Devi crescere, Maverick Vinales!

È davvero il 2017 che ci si aspettava da lui? di 14 ottobre 2017, 16:38
Devi crescere, Maverick Vinales!

Le qualifiche di questa mattina in previsione del Gran Premio del Giappone di domani ci hanno forse dato una conferma di ciò che si temeva già da un po’ di tempo: Maverick Vinales deve ancora crescere, e tanto.

La sua 14a posizione potrebbe essere una sintesi parecchio dura e glaciale su quello che è stato il suo primo anno in Yamaha. Non tanto per il risultato ottenuto, quanto per le sue modalità di approccio. Il fare un buon tempo e subito voler rallentare, con il rischio (diventato poi realtà) di giocarsi la seconda qualifica, testimonia come Maverick sia sì un pilota ottimo ma che nei momenti di stress ancora pecchi di lucidità. Come ad Aragon, dopo la gran pole position del sabato e la gara del gambero la domenica; come a Misano, dove un’altra pole si è rivelata poi inutile con la gara bagnata; come a Silverstone, dove la scelta dello pneumatico Soft ha giocato forse un ruolo decisivo per la vittoria di Dovizioso tra i curvoni inglesi.

Di talento Vinales ne ha da vendere, e il suo inizio in Yamaha dopo l’apprendistato in Suzuki di certo lo ha dimostrato. Tre successi nelle prime cinque gare non sono affatto pochi e se consideriamo come li ha ottenuti, cioè o con prove di forza memorabili o vincendo duelli rusticani, ci accorgiamo di come potremmo avere fra le mani, nelle prossime annate, il vero antagonista di Marquez. Ma già dalla prima metà di stagione si sono potuti osservare anche i suoi limiti: spesso per lui l’errore è stato dietro l’angolo, cosa che gli ha fatto buttare al vento almeno 50 punti tra Austin e Assen. Errori di cui tra l’altro ha incolpato senza pietà la Michelin.

Paradossalmente, anche lo stesso Vinales pochi giorni dopo la gara olandese si disse “per nulla soddisfatto del suo inizio di stagione”, capendo che la seconda metà dell’annata forse non gli avrebbe sorriso come la prima. Di certo molte colpe le ha anche la Casa di Iwata che tra telai, carene e modifiche varie per risolvere i cronici problemi di grip, pare abbia minato totalmente la qualità di questa moto che a inizio stagione aveva ottenuto successi a mani basse in gare come Argentina o Le Mans. Ed è tragicomico vedere Zarco stare davanti a tutti, Marquez e Dovizioso compresi, con la moto vecchia di dodici mesi, distanziando di tre file la “gemella” più giovane di Valentino.

Il vero campione da queste situazioni deve riuscire a risollevarsi, ed è ciò che lo differenzia da tutto il resto della griglia. Quando nelle prove si vede Marquez per terra e la sua moto con la carena da buttare, si sa già benissimo che per il GP lui sarà in corsa per la vittoria ed è una delle caratteristiche che lo rendono il migliore sulla piazza attualmente. Anche “Top Gun” è riuscito in questo, vincendo di prepotenza a Le Mans dopo la batosta di Austin, ma paradossalmente in questa seconda metà di stagione l’ex-leader della classifica iridata pare incapace di reagire. Persino Valentino, ancora acciaccato dall’infortunio, è riuscito a impensierirlo ad Aragon nonostante il ginocchio malandato.

Al contrario di Marquez, che al suo primo anno fece capire da subito le sue qualità da mattatore, Vinales sembrerebbe aver bisogno di più tempo. Il pronostico dopo i primi test dell’anno, che lo vedeva addirittura come il favorito per il campionato, si è rivelato troppo azzardato anche se Maverick è ancora in lotta per il mondiale. Che sia stata forse la pressione a metterlo in difficoltà? O forse il dirompente ritorno di Marquez tra l’estate e l’autunno? Forse entrambe le cose, ma alla fine dei conti ciò che conta, perdonate il gioco di parole, è che il Vinales di Motegi sembra solo un lontano cugino di quello vincitore a Le Mans.

Spetterà a lui, domani mattina, tenerci svegli mostrandoci la pasta di cui è fatto. Tutto al momento gioca a suo sfavore, come l’essere in “territorio del nemicoHonda, l’avere una Yamaha con cui non è facile andare d’accordo o l’onta di esser stato eliminato in Q1 da due KTM (a proposito, complimenti agli austriaci per il lavoro mastodontico che stanno facendo), e l’unica cosa su cui potrà contare sono le sue capacità per rimontare e tenere vivi i suoi sogni iridati.

Fonte immagine: motogp.com


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