De Ferran: "La F1 è vittima del suo stesso successo"

di 17 agosto 2015, 13:30
De Ferran: "La F1 è vittima del suo stesso successo"

Secondo Gil De Ferran, vincitore nel 2003 della 500 Miglia di Indianapolis e campione di Formula CART nel 2000 e nel 2001, il livello di perfezione presente nel mondo della Formula 1 sta contribuendo ad allontanare piano piano gli appassionati da questo sport. "La Formula 1 sarà sempre la vetta più alta del motorsport" ha detto l'ex pilota brasiliano, che dopo aver appeso il casco al chiodo è stato per qualche tempo direttore sportivo del team BAR-Honda; "Tuttavia è troppo perfetta, manca del fattore umano, è vittima del suo stesso successo".

"Negli ultimi due decenni sono stati fatti ingenti investimenti in Formula 1, ogni suo aspetto è migliorato sempre più in modo da eliminare il più possibile errori e contrattempi, fino a raggiungere quasi la perfezione".

La perfezione di oggi è in netto contrasto con la situazione che c'era negli anni '80 e '90, il miglior periodo storico per la Formula 1 secondo lo stesso De Ferran: "Ogni passo in quella direzione sarebbe positivo. Anche ai miei tempi ogni pilota sognava di compiere la gara perfetta: conquistare la pole position, partire bene, guidare senza commettere errori, trattare al meglio le gomme, doppiare tutti e vincere la gara. Sfortunatamente questo non è quello che la gente vuol vedere, ma se hai a disposizione tutto ciò che è necessario per pianificare la gara perfetta, le cose diventano pericolose" ha aggiunto De Ferran, convinto che un margine di imprevedibilità sia necessario per avere gare vivaci e interessanti.

"Credo che l'impegno che i piloti ci mettono sia ancora altissimo, il problema è che è difficile vederlo dall'esterno" ha detto il brasiliano, smentendo l'idea che per i piloti sia più facile correre oggi rispetto a 20 o 30 anni fa; " Forse per me è possibile capirlo, visto che ho corso per 30 anni, ma per lo spettatore medio è difficile".

L'ex pilota brasiliano ha poi detto che, nonostante non stia vivendo il proprio momento di maggior popolarità, la F1 rimane pur sempre uno degli sport più popolari del mondo e per questo motivo esclude la necessità di apportare cambiamenti radicali alla categoria, soprattutto se questi sono basati sulle opinioni espresse dagli appassionati nei vari sondaggi lanciati negli ultimi mesi.

"Quando si parla di problemi è tutto relativo: sono stato a Silverstone venerdì mattina e sono rimasto bloccato nel traffico da quanta gente c'era, quindi i problemi non possono essere così gravi".

"Una volta Henry Ford ha detto che se lui avesse chiesto alle persone cosa volevano, queste gli avrebbero risposto 'cavalli più veloci'; e se Steve Jobs avesse fatto lo stesso, nessuno avrebbe mai parlato di smartphone. Quel che voglio dire è che nonostante sia importante sapere cosa pensano gli appassionati, deve essere chi comanda il business a decidere il tipo di spettacolo da offrire alla gente".


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