Alessandro Secchi

SEVEN Caro Babbo Natale...riportami la voglia

di 09 dicembre 2015, 10:00 330 visualizzazioni
Caro Babbo Natale...riportami la voglia

Cosa c'entra Verstappen con questo post? Lo scoprirete poi.

Visto il periodo, anch'io ho da chiedere qualcosa a Babbo Natale. Chi mi conosce, sa che questa è pura finzione: lo stronzo del sottoscritto, ad anni sei, già sapeva tutto su Santa Claus e tentava di divulgare la verità ai coetanei, con risultati disastrosi.

Ma voglio anch'io fare la mia richiesta, nonostante non senta più da anni la magia del Natale. D'altronde, quando i supermercati sono colmi di panettoni ad Ottobre e al 26 Dicembre sono già in mostra le uova di Pasqua, capisci che se per te il Natale non è più quello di una volta, per molti non è mai stato altro che un'occasione per riempirsi le tasche, mostrando il sorriso più falso possibile.

E' stato un anno molto complicato, per diversi motivi. Alcuni personali, con i quali non ho assolutamente intenzione di tediarvi. Diciamo che è stato un anno diverso dal solito, che mi ha dato l'opportunità di vivere la vita vedendola da una prospettiva diversa. E' stato un anno sabbatico. Ho riscoperto dei piaceri che avevo perso, e ho pensato a lungo a quello che vorrei fosse il mio futuro, a partire dal prossimo anno. In questo, Passione a 300 all'ora ha avuto un ruolo fondamentale.

E qui arriva il succo del discorso. Da Settembre ad ora ho concentrato tutte le mie forze in questo progetto. Ho tentato di capire se poteva essere, per me, una fonte di sostentamento. Ho voluto verificare se la mia strada poteva essere quella di diventare in futuro un giornalista. Atipico, ma sempre giornalista. In questi cinque anni ho rinunciato volontariamente a due opportunità, perché ho dei principi che non voglio vengano bypassati. La dignità è una.

Ho chiesto troppo a me stesso. E me ne sto rendendo conto da quando è finito il Mondiale. Ho tirato come un pazzo per due mesi e mezzo, con orari da miniera che, da fuori, ovviamente non possono essere compresi. Qui non si tratta solo di scrivere: ma di rinnovare, inventare, mantenere, aggiornare, approfondire, studiare, capire. C'è tanto, tanto da fare. E per due mesi e mezzo ho lavorato fino ad avere il culo piatto, fino ad intravedere la luce fuori dalle finestre al mattino del giorno dopo.

Lo rifarei, perché nella vita è giusto provarci e se non l'avessi fatto mi starei mordendo le mani. Ma, purtroppo, ho finito le risorse fisiche e mentali. I risultati di questi quasi 90 giorni ci sono stati, ma non sono evidentemente sufficienti. Ho ricevuto diversi messaggi di stima, sono arrivati dei complimenti anche esagerati, ma purtroppo servono solo al morale.

Ergo, è tempo di tirare il fiato. Avrete notato che non sono uscite nemmeno le Pillole di Abu Dhabi. La verità, oltre al nulla dell'ultima gara, è che la voglia è passata. Non sono uno a cui piace prendere per il culo la gente. Già a fine 2014 non sapevo se le avrei scritte ancora, ma quest'anno sono state un peso eccessivo. Perché, sebbene molti le abbiano ancora lette con piacere, sono io che non mi diverto più a scriverle. Perché in questi ultimi anni si ride per non piangere, ma io mi sono rotto i gioielli di continuare a far ridere per un qualcosa che dovrebbe fare, invece, riflettere.

Inoltre, chi legge conosce bene la polemica nata una ventina di giorni fa per la questione del finto paragone con il WEC. Al di là di quelle che sono state le risposte, quell'episodio ha dato la mazzata definitiva alle ambizioni rimaste di entrare nel mondo di chi deve raccontare qualcosa con passione. Se devo diventare giornalista per raccontare il falso, per far diventare bello qualcosa che non lo è più, per dar contro chi dice quello che penso anch'io, ma che non posso dire per difendere gli interessi che mi pagano, tanto meglio restare un anonimo blogger che, nel tempo libero, dice la sua senza alcuna pretesa.

Ne ho viste e sentite troppe ultimamente, e avvicinarmi in qualche modo a quel mondo mi ha fatto capire che è meglio starne a debita distanza. Anche perché ho già avuto modo di discutere con alcuni personaggi di rilevanza, e la questione è sempre la stessa. Chi non è giornalista è un coglione. Ma quelli che lo affermano, tra frasi velate e sentenze implicite, si dimenticano di non esser nati col patentino.

Resta giusto da sottolineare l'inadeguatezza di alcuni elementi in alcune posizioni. Resta il fatto che, spesso, leggo testi che andrebbero riscritti da zero per non oltraggiare la nostra lingua, e non solo in ambito sportivo. Non credo siano licenze poetiche. Per non parlare della totale malafede di alcuni soggetti, del leccaculismo professionista di altri, del bandierismo di altri ancora. Insomma, inutile continuare, avete capito.

Passione a 300 all'ora continuerà il suo lavoro, perché oltre a me ci sono altri ragazzi validi (quanto e più di me) che mi danno una mano a portare avanti il tutto. Ma sarò io a dover rivedere le mie priorità, ora che ho capito come funzionano le cose. Nonostante tutto, vedere crescere le nostre visite mentre la F1 sprofonda nel baratro non è stato un cattivo risultato. Chissà se avessimo aperto una decina d'anni fa, come sarebbe andata.

Questo è quanto. P300 era un progetto partito per seguire la Formula 1. La fortuna di conoscere persone competenti ha dato a me la possibilità di conoscere e di parlare poi anche di altro, e questo è stato ed un è plus niente male per tutti. Pertanto, anche se la F1 dovesse sprofondare, noi rimarremmo comunque a galla. E' ovvio che, a fronte delle ultime vicissitudini, io avrò da prendere le mie decisioni personali. Credevo che almeno nello scrivere avrei potuto trovare uno sbocco, ma lo sbocco in queste due settimane non è stato quello che intendevo io. E a Babbo Natale, ecco, chiederei una cosa: di riportarmi la voglia, perché con la bandiera a scacchi di Abu Dhabi è saltata per aria come i fuochi d'artificio, simbolo della nullità della F1 moderna.

Mi basterebbe che me ne riportasse indietro almeno la metà di quella che ha Max Verstappen, il bamboccino sbertucciato da tutti e che invece, a tutti, ha fatto il mazzo per un anno intero.

Ci risentiamo, un abbraccio a tutti.

 




3 commenti

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  1. Ruben Mattia Santorsa
    #1 Ruben Mattia Santorsa 10 dicembre, 2015, 13:02

    Peccato, le pillole erano bellissime!

  2. GiuseppeRuffolo
    #2 GiuseppeRuffolo 9 dicembre, 2015, 16:45

    dispiace che le pillole siano arrivate al capolinea ma si sà le cose fatte senza voglia vengono fuori male quindi condivido la tua scelta

  3. MattiaUgolini
    #3 MattiaUgolini 9 dicembre, 2015, 11:23

    Peccato...peccato perchè leggerti è un piacere e le pillole un interessante passatempo, soprattutto per uno che ormai segue la F1 solamente grazie a gente come te che lo fa per passione. Però dici bene, la dignità è una e riuscire a guardarsi allo specchio è importante, te lo dice uno che sicuramente non è fotomodello ma che nel mio lavoro ho dovuto fare scelte 'difficili' per sopravvivere, ma almeno riesco a guardarmi in faccia la mattina. Buone cose e spero di leggere ancora i tuoi post, anche con meno frequenza

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