Caro Babbo Natale, puoi riportare indietro Michael?

di 10 dicembre 2015, 14:30 676 visualizzazioni
Caro Babbo Natale, puoi riportare indietro Michael?

Caro Babbo Natale,

forse sono passati molti anni, e forse sono più vecchia (e disillusa) per arrivare a scriverti alla mia “veneranda” età, e mi accingo a farlo pure pubblicamente, ma si sa che a Natale si propaga per aria una certa magia, che mi riporta alla mente certi sapori di questo periodo, certe tenerezze e dolcezze di parte del grande parentado che si riuniva per le grandi occasioni e che, purtroppo, in gran parte non è più sulla Terra a farmi compagnia. Però, per un attimo, torno a sognare, torno piccola, quando scartavo i regali in due case, e la gioia di avere due volte dei regali era inestimabile.

A proposito di compagnia, di gente che viene e che va. Babbo caro, ti ricordi vero chi ho ancora a guardia della mia camera da letto, quella della casa dei miei genitori? Ecco, sì, giusto un sette volte campione del mondo di F1. Potevo mettere, non so, i Backstreet Boys, gli N*SYNC, un poster di Tiziano Ferro… E invece no, avevo deciso di appendere in camera un poster della F2004 e di Schumi! Avevo fatto anche un piccolo spazio, su una mensola, per crearmi una piccola “letteratura” sulla F1, su Michael, su alcuni personaggi chiave e storici del automobilismo. Potevo essere gelosa della mia copia di “3 Metri Sopra Il Cielo”, invece ero gelosissima di “Piloti Che Gente” e amavo molto leggerlo e rileggerlo… Per poi ricordarmi che era di mio padre, e che forse avrei dovuto rimetterlo giù tra le sue cose. Da qui, capisci da chi ho preso l’amore smisurato per i motori. Le borsette e i vestiti erano solo comodi mezzi di sopravvivenza, quindi erano oggetto di un mio interesse moderato e non troppo accanito.

Non è questo il punto, di questa lettera di Natale, comunque. Sai, è che forse col tempo, ho imparato a smettere di scriverle, perché qualche sapientone poco più grande di me, a suo tempo mi disse che non esistevi. Come qualche fenomeno, a suo tempo, mi disse che non potevo andare avanti a interessarmi di F1 ogni santo weekend, e che mi sarei dedicata ad altro. Invece no, sono ancora qua. Più o meno.

“Perché tanto c’è sempre la Ferrari di Schumacher che vince, che senso ha continuare a vedere la F1?”.
“Che gusto c’è a vedere delle macchine che girano in tondo?”.

Ho passato anni a sentirmi dire quelle frasi, Babbo Natale, frasi che mi facevano arrabbiare moltissimo, allora. Con l’età, ho imparato a inseguire le mie passioni senza rendere troppo conto a nessuno. Non sempre a ragione, purtroppo, ma la mia dose di carbone, al posto dei doni, me la sono presa.

Eccomi qui, incapace di seguire il filo di una letterina di desideri che dovrei trovarmi sotto l’Albero (ammesso che io abbia fatto la brava quest’anno)… Il fatto è che, vedi, la mia passione per la F1 si è un po’ spenta in questi anni. L’amore per la scrittura e gli amici, che ho trovato grazie a Passione a 300 all’ora, mi aiutano a tenerla viva e soprattutto “al passo con i tempi”, ma devo ammettere che non è più quella di una volta. È che finisci con l’affezionarti a delle persone che… Alla fine fanno il loro tempo, anche per loro giunge il tempo di far calare il sipario. Ti affezioni a piccoli rituali, abitudini domenicali o del weekend. Ma io ero affezionata a Michael Schumacher, gli sono grata per essere stato in grado, assieme a tutta la squadra che aveva attorno, di aver riportato alla vittoria la mia amata Ferrari, e il suo primo ritiro mi aveva allontanato con decisione dalla F1. Forse gli uccelli del malaugurio avevano ragione. Forse era giunto il momento di dedicarmi ad altro.

Però Babbo Natale, per me il ritorno di Schumi è stato come vedere Rocky Balboa tornare sul ring, pur vecchio e che poteva dedicarsi tranquillamente al suo ristorante “Adrian’s”, perso nella gloria del passato. Invece Rocky è ritornato sul ring, con l'istinto del combattente mai sopito, e ce l’ha messa tutta per vincere, ma alla fine del sesto film, vince Dixon… Però il pubblico urla ancora a gran voce il nome di Rocky. Ecco, io sono stata molto felice di rivedere Schumi in pista per tre anni. Ed ero una di quelle che aveva preso bene il suo ritorno… Poco m’importava che corresse per la Mercedes e non per la Ferrari. Tornavo un po’ indietro, e mi sentivo contenta, nel mio rituale domenicale, a vederlo battagliare in pista, anche se non era più in lotta per la vetta. Per le posizioni che contavano. Lo rispettavo per quella sua scelta di rimettersi in gioco e basta.

Il suo secondo ritiro l’ho preso meno peggio, però la sensazione era quella che stavolta, non sarebbe più tornato sul ring, per motivi d’età. E avrei dovuto convivere con quel dispiacere e con quella disillusione e presa di distanza dalla F1 che avevo conosciuto e con cui ero cresciuta. Forse era proprio il caso di prendere coscienza, una volta per tutte, che indietro non si poteva più tornare, che bisognava crescere, che mi sarei dovuta trovare un altro pilota preferito nel mio sport preferito. Un po’ come quando ti scontri con il fatto che sei diventato adulto e quasi non te ne sei accorto. Ehi mondo, fermo, fammi scendere! Come sarebbe a dire che ho finito il liceo quasi otto anni fa!? Per me era l’altroieri!

Ora più o meno ho un pilota preferito, ma non è la stessa cosa. Oramai guardo alla F1 con quella disillusione e quel rammarico con cui si guarda una piccola gemma rovinata da troppe martellate scellerate e scriteriate. Proprio, non è la stessa cosa. E non è la stessa cosa, perché quasi due anni fa è successo quell’incidente a Michael. E la mia passione è rimasta sotto quella neve francese, dove Michael ha avuto l’incidente. Per un po’ non ci ho creduto, non lo reputavo possibile, minimamente concepibile. Per un po’ ho pensato che lui, che si era rotto “solo” una gamba in F1, non potesse proprio fare una "fine" del genere. Sugli sci, mentre stava facendo una vacanza con la sua famiglia! Ma come dicevo prima… Ogni tanto mi viene da pensare “Mondo, fermati, voglio scendere”. In quel momento, volevo scendere dall’Ottovolante Mondo, che si era portato nel ghiaccio l’entusiasmo che avevo avuto verso il mio “supereroe” della F1. Che mi aveva fatto ricordare che niente è per sempre, che nessuno è per sempre, e tantomeno indistruttibile. Che l’umano, di fronte al destino ferreo, è pur sempre fatto di carne e di fragili ossa. E questo vale per tutti. Per Michael, per Jules, non dimentichiamoci di lui. Per tanti altri che in F1, e non solo lì, hanno perso la vita o hanno avuto incidenti gravi, che non li hanno mai più fatti tornare a una vita normale. In quei giorni, ho letto tante di quelle cattiverie verso Michael da far rabbrividire. Come se quell'incidente se lo fosse meritato, perché era un pazzo scellerato che correva in macchina, quindi figurati se non correva anche sugli sci... La superficialità e la cattiveria dell'uomo è qualcosa che non accetterò mai, che non comprenderò mai, neanche da adulta. Ma così è, se mi pare.

Caro Babbo Natale, visto che c’è un po’ di magia nell’aria, non puoi mica far tornare indietro Michael? So che ti chiedo molto. Però, vorrei solo che possa svegliarsi e possa avere una vita decorosa. Non ti chiedo che possa tornare a correre. Chiedo solo che possa vedere i suoi figli crescere, come le persone normali fanno. Vorrei che possa riabbracciare la sua famiglia e i suoi amici più cari, che possa godere ancora un po’ di qualche giorno su questa Terra. Vorrei che possa vedere cosa combinano i suoi “giovani colleghi” in F1, e perché no, brontolare di questi motori ibridi, di queste regole astruse, che non sono troppo sicura gli possano piacere, ma non lo conosco di persona, quindi è solo un’ipotesi.

Non te lo chiedo per il mio narcisismo. Non te lo chiedo perché ho da vantarmi di essere sua amica, o di conoscere questo o quello in F1. Non ho bisogno di collezionare persone per il mio vanto, e per sentirmi compiaciuta o realizzata. Nel giornalismo vero e proprio, opero in tutt’altro settore, perché l’interesse per la F1 l’ho sempre reputato strettamente personale e un piacere di cui scrivere quando possibile, con serietà, e anche con qualche attimo di "debolezza", che in teoria ai giornalisti professionisti non sarebbero concessi. È per questo che per me, scrivere di F1 di professione è stato un sogno durato poco, specie per la giungla che lo popola. Comunque voglio continuare a scriverci, con la possibilità e il piacere di avere qualche debolezza e qualche momento più intimista. Io Michael non l’ho conosciuto, non l’ho mai incontrato, mi sarebbe piaciuto ringraziarlo per gli anni in Ferrari e per quello che ha dato alla F1 e ai suoi fan. Per quanto la realtà mi dica che probabilmente rimarrà un sogno irrealizzato, ogni tanto trovo che sia bello sperare come quando ero bambina, quando osservavo il cielo tra il 24 e il 25 Dicembre, in attesa di vedere una slitta trainata da delle renne solcare il cielo invernale. Dici che ci riuscirai a farlo? Se ce la fai, riportami indietro anche quel poster della F2004 che nel Dicembre 2013, come un segno del destino, cadde a terra, strappandosi per la cornice rotta e il vetro infranto in mille pezzi. Ridammi un piccolo pezzo d’infanzia e di adolescenza, anche solo per poco, poi lo lascerò andare per sempre. Grazie.




3 commenti

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  1. Frenk Perdixi
    #1 Frenk Perdixi 11 dicembre, 2015, 07:20

    🙁 🙁 🙁

  2. Nicholas Caputo
    #2 Nicholas Caputo 11 dicembre, 2015, 01:19

    Keep fighting schumacher !!! Forza Michael

  3. passionea300allora
    #3 passionea300allora 10 dicembre, 2015, 20:26

    Bello, brava Ale...

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