CIRCUITI Autodromo Nazionale Monza

di 31 agosto 2016, 15:00

L’Autodromo Nazionale di Monza è uno dei circuiti permanenti più antichi del mondo: costruito nel 1922 all’interno del Parco Reale di Monza, ha finora ospitato 79 delle 84 edizioni del Gran Premio d’Italia.

La costruzione dell’Autodromo di Monza è stata pianificata nel gennaio del 1922 per celebrare i 25 anni dalla fondazione dell’Automobile Club e già a fine febbraio venne posata la prima pietra da parte di Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro; pochi giorni dopo, tuttavia, il sottosegretario alla Pubblica Istruzione ordinò lo stop ai lavori per preservare “l’ambiente e il patrimonio artistico” del parco reale. Dopo alcuni mesi di trattative, durante i quali l’architetto Alfredo Rosselli decise di ridurre da 14 a 10 km la lunghezza della pista per venire incontro alle esigenze del governo, finalmente il 15 maggio venne dato il via libera alla costruzione. La pista venne percorsa interamente per la prima volta il 28 luglio dello stesso anno quando Felice Nazzaro e Pietro Bordino completarono il primo giro a bordo di una FIAT; l’impianto era composto di due parti: un normale tracciato “stradale” composto da 6 curve, 4 a destra e due a sinistra, e un anello ad alta velocità che si allacciano tra loro lungo quello che diventerà il rettilineo del traguardo.

Il 3 settembre 1922, alla presenza del Primo Ministro Luigi Facta, la pista venne ufficialmente inaugurata in occasione del II Gran Premio delle Vetturette, vinto da Pietro Bordino dopo quasi 4 ore e mezza di gara; una settimana dopo, il 10 settembre, sul circuito di Monza si disputò il II Gran Premio d’Italia, vinto anch’esso da Bordino che aveva impiegato 5 ore e 43 minuti a completare gli 80 giri previsti, per una distanza totale di 800 km. Il giorno prima del Gran Premio, tuttavia, l’Autodromo Nazionale aveva già mietuto la sua prima vittima: nel corso delle prove il tedesco Gregor Kuhn uscì di pista con la sua Austro-Daimler e morì; la casa tedesca, in segno di lutto, decise di ritirare le altre due vetture iscritte, una delle quali sarebbe stata portata in pista da un giovane Alfred Neubauer. Anche nei due anni successivi Monza fu teatro di tragedie, con le morti di Ugo Sivocci nel corso delle prove del Gran Premio del ’23 e del conte Louis Zborowski, che al 45° giro del Gran Premio del ’24 uscì di pista a Lesmo colpendo un albero.

Nonostante le morti, il Gran Premio d’Italia si svolse ininterrottamente presso l’Autodromo Nazionale per 7 anni, dal ’22 al ’28, vedendo per vincitori 7 piloti diversi; il successo raccolto dall’evento fu così importante che a partire dal ’26 venne disputato una seconda corsa sulla pista monzese, dalla denominazione di Gran Premio di Milano. Fu proprio nel 1928, però, che la pista di Monza fu teatro della più grande tragedia nella storia dell’automobilismo italiano: durante il 17° giro del Gran Premio d’Italia Emilio Materassi perse il controllo della sua vettura mentre stava superando la Bugatti di Giulio Foresti; la Talbot del pilota toscano si impennò e volò verso le tribune travolgendo un gran numero di spettatori; 22 di questi rimasero uccisi, oltre allo stesso Materassi, stroncato da un’emorragia interna. La tragedia del ’28 impose una riflessione agli organizzatori del Gran Premio, che per i due anni successivi venne annullato; ciononostante all’Autodromo Nazionale i motori continuarono a girare già a partire dal 1929, quando sull’anello ad alta velocità si disputò la seconda edizione del Gran Premio di Monza.

Il Gran Premio di Monza del 1930 vide una grande novità: nei mesi precedenti alla gara Vincenzo Florio lanciò l’idea di abbandonare il circuito da 10 km per crearne uno nuovo, più corto, il cosiddetto “Circuito Florio” lungo 6,68 km. La nuova pista utilizzava il vecchio tracciato stradale fino alla curva del Vialone, la velocissima piega verso sinistra che immette nel rettilineo opposto ai box; poco dopo la metà di quello stesso rettilineo sarebbe stata inserita una bretella, denominata “Raccordo Florio”, che tramite due strette curve a 90°, una a sinistra e una a destra, avrebbe reimmesso i piloti a metà del rettilineo dell’anello ad alta velocità che li avrebbe poi riportati sul rettilineo dei box; per rallentare le vetture sarebbe poi stata inserita una chicane nella Curva Sud dell’ovale. Il progetto di Florio venne approvato e il Gran Premio di Monza del ’30, vinto da Achille Varzi, si corse sul Circuito Florio.

Nel 1931 Monza tornò ad ospitare anche il Gran Premio d’Italia, insolitamente disputatosi a fine maggio, rientrato in calendario dopo due anni di assenza; per l’occasione venne rispolverata la vecchia pista da 10 km, mentre il circuito Florio venne utilizzato per il Gran Premio di Monza del settembre successivo, prima di essere temporaneamente abbandonato in occasione del Gran Premio di Monza dell’anno successivo. Il Gran Premio di Monza del ’33, disputatosi esclusivamente sull’anello ad alta velocità, fu segnato da un’altra tragedia: in occasione della seconda delle tre batterie di qualificazione Giuseppe Campari e Baconin Borzacchini uscirono di pista all’entrata della curva Sud a causa della presenza di una macchia d’olio sulla pista; Campari morì sul colpo mentre Borzacchini fu estratto ancora in vita dalla sua Maserati, ma spirò pochi minuti dopo a causa delle gravissime lesioni riportate. La giornata di morte, tuttavia, non era ancora finita: nel corso della finale anche il polacco Stanislas Czaykowski uscì di pista, a pochi di metri di distanza dal punto in cui poche ore prima erano morti Borzacchini e Campari; anche per lui non ci fu nulla da fare. Quella del ’33 fu anche l’ultima edizione del Gran Premio di Monza prima della seconda guerra mondiale.

Per il Gran Premio d’Italia del 1934 la pista di Monza venne cambiata e rallentata notevolmente: il rettilineo di fronte ai box venne diviso longitudinalmente in due parti da percorrere in senso opposto e raccordate da un tornantino; al termine del rettilineo di ritorno, dov’erano collocati i box, la pista proseguiva attraverso la “vecchia” ultima curva, percorsa in senso opposto e rallentata da una chicane, che immetteva sul rettilineo opposto ai box; da qui ci si reimmetteva nel raccordo Florio tramite una stretta curva a 90° verso destra per poi inserirsi, tramite un’altra curva a destra, nel rettilineo dell’anello ad alta velocità; si percorreva quindi la curva Sud dell’anello, opportunamente rallentata da un’altra chicane, per ritornare infine sul rettilineo del traguardo. Il Gran Premio del ’34 fu l’unico corso su questa versione insolitamente lenta dell’Autodromo di Monza, talmente lenta che la coppia vincitrice, composta da Rudolf Caracciola e Luigi Fagioli, percorse i 500 km previsti in 4 ore e 45 minuti, ad una media di poco superiore ai 100 km/h.

Per il 1935 e il 1936 il Gran Premio d’Italia si tornò a correre sull’originario circuito Florio, opportunamente rallentato da 4 chicane posticce poste prima della curva Grande, della Roggia, del Vialone e della curva Sud dell’anello; l’anno successivo per la prima e unica volta nella sua storia il Gran Premio d’Italia si corse sul circuito di Montenero nei pressi di Livorno, abituale sede della Coppa Ciano, mentre nel ’38 si tornò a Monza sul circuito Florio, stavolta però con un’unica chicane posticcia posta prima della Curva Sud. Vista la sua collocazione a fine campionato, nel ’36 e nel ’38 l’appuntamento monzese è stato decisivo per l’attribuzione del titolo di Campione Europeo, una tradizione che verrà spesso ripresa anche dopo l’introduzione del campionato del mondo nel ’50.

Dopo il Gran Premio del ’38 vennero intrapresi dei lavori per modificare radicalmente l’impianto di Monza: a livello di infrastrutture vennero ricostruiti da zero i garage per le squadre, gli edifici di servizio e la tribuna centrale, mentre per quanto riguarda il disegno della pista la curva della Roggia venne accorciata e, di conseguenza, venne anticipata la prima curva di Lesmo; il raggio della curva del Vialone venne inoltre allungato di alcuni metri e ciò portò alla demolizione del vecchio rettilineo di ritorno e alla costruzione di uno nuovo, spostato di alcuni metri verso ovest rispetto a quello originario; per collegare questo rettilineo a quello del traguardo, infine, vennero costruite due curve strette verso destra al posto del vecchio ampio curvone a 180°, dette curve di Vedano. L’intera superficie della pista venne riasfaltata ad eccezione delle curve di Vedano, costruite in porfido, mentre il vecchio anello ad alta velocità venne abbattuto.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale cessò ogni attività agonistica all’interno dell’Autodromo. Solamente all’inizio del 1948 l’Automobil Club di Milano decise di ridare nuova linfa alla pista monzese ricostruendo le infrastrutture rimaste danneggiate nel corso dell’ultima guerra mondiale. L’evento con cui l’Autodromo riapre alle competizioni internazionali è il Gran Premio di Monza di Formula 1 del 1948, l’ultimo disputato con le vetture da Gran Premio; dall’anno successivo fino al 1952, infatti, questa gara verrà disputata con monoposto di Formula 2 prima di sparire definitivamente a partire dal 1953. L’anno successivo, nel 1949, fa il suo ritorno a Monza il Gran Premio d’Italia, dopo due edizioni disputate sui circuiti di Parco Sempione (presso Milano) nel ’47 e del Parco del Valentino (presso Torino) nel ’48. Sempre nel ’49 al tradizionale Gran Premio d’Italia si accompagna la nascita di una gara endurance per vetture sport che inizialmente avrà una durata di due ore e che negli anni successivi verrà portata a 1000 km. A partire dal ’50 Monza diventerà una tappa costante all’interno del campionato di Formula 1, e proprio nel ’50 ha l’onore di incoronare in occasione dell’ultima gara del mondiale Nino Farina quale primo campione del mondo di Formula 1.

Come accaduto alcuni anni prima, nel 1955 vengono effettuati alcuni importanti modifiche alla pista, la più importante delle quali è la ricostruzione dell’anello ad alta velocità: la curva Nord rimase pressoché immutata e venne ricostruita seguendo i progetti del ’22, mentre la Sud venne avvicinata accorciando i due rettilinei, diminuendo così la lunghezza dell’ovale. Anche lo stradale venne modificato, in particolare per quanto riguarda la sua parte finale; sia il rettilineo dei box che quello ad esso opposto vennero accorciati e a raccordarli tra loro non c’erano più due curve secche verso destra, ma un’unica, lunga curva a raggio via via crescente, che proprio per questa sua particolare forma fu denominata “Parabolica”. La lunghezza dello stradale divenne così di 5750 metri, mentre l’ovale era di 4250 metri; la combinazione di questi due tracciati dava un unico circuito di 10 km di lunghezza, esattamente come la pista originale. A livello infrastrutturale, vennero costruite due torri ai lati della tribuna principale per permettere al pubblico di conoscere l’andamento della corsa e una nuova torre di controllo per il direttore di corsa.
Dal 1955 in 4 occasioni il Gran Premio d’Italia venne disputato sul circuito misto composto dallo stradale e dall’ovale, l’ultima delle quali nel 1961; fu proprio in quest’ultima occasione che Monza fu teatro di un’altra tragedia sportiva: nel corso del secondo giro alla staccata della Parabolica Jim Clark tamponò la Ferrari di Wolfgang Von Trips che si intraversò, risalì il terrapieno che separava il pubblico della pista e colpì alcuni spettatori; 11 di questi persero la vita, oltre allo stesso Von Trips. L’anello ad alta velocità venne abbandonato fino al 1965, quando venne utilizzato assieme alla parte stradale per ospitare la 1000 km di Monza; questa versione dell’impianto, in cui dal ’66 vennero introdotte due chicane prima delle curve sopraelevate per rallentare le vetture, fu utilizzata fino al 1969, anno in cui l’anello venne definitivamente abbandonato.

Una decina d’anni prima, nel 1957 e nel 1958, l’anello ad alta velocità ospitò due edizioni della 500 Miglia di Monza, un particolare evento durante il quale team e costruttori americani ed europei si sarebbero sfidati direttamente nel tentativo di unificare la Formula 1 col neonato campionato USAC. Nel ’57 l’evento fu un mezzo fiasco, visto che i costruttori europei disertarono in massa la gara che fu vinta da Jimmy Bryan, ma nel ’58 tre Ferrari e una Maserati arricchirono il parco partenti: in termini di velocità le Ferrari ressero alla grande il confronto, tanto che la pole fu conquistata dalla Ferrari di Musso; l’affidabilità dei mezzi europei, tuttavia, era assolutamente insufficiente per percorrere una gara così lunga e massacrante, tanto che una sola delle tre vetture del Cavallino riuscì a completare tutte e tre le batterie in cui era divisa la corsa, e in tutti e tre i casi ha subìto un ritardo di ben tre giri dalla Watson di Jim Rathmann, vincitore delle tre manche. Nonostante il crescente interesse per la corsa, gli organizzatori non riuscirono a trovare fondi sufficienti per una terza edizione della 500 Miglia che venne così cancellata.
Nel 1971 l’Autodromo di Monza fu teatro della gara più veloce nella storia della Formula 1, dove il vincitore Gethin concluse la corsa alla media di 242.616 km/h (solo 32 anni dopo Michael Schumacher riuscì a batterlo), e di quella con l’arrivo più serrato della storia, record tuttora imbattuto: appena un centesimo di secondo tra il primo e il secondo (Peterson), appena 6 decimi tra il primo e il quinto (Ganley). Questi eventi portarono la GPDA, l’associazione dei piloti, a chiedere delle modifiche per rendere meno veloce e più selettivo l’Autodromo, e nel 1972 vennero introdotte le prime due varianti: la prima, collocata poco dopo il traguardo, era una S posticcia, ottenuta restringendo la carreggiata, ma che non portava a drastici rallentamenti; la seconda fu invece posta in prossimità della curva del Vialone ed era composta da una stretta curva verso sinistra, da una successiva più ampia verso destra e da una terza piega verso sinistra, anch’essa piuttosto veloce, che reimmetteva sul rettilineo di ritorno; quest’ultima chicane venne intitolata ad Alberto Ascari, che nel ’55 perse la vita proprio in quella zona della pista. Due anni dopo la prima delle tre curve che compongono la variante Ascari venne addolcita e assunse la conformazione che ha tutt’oggi. Nel 1976 fu apportato un altro “pacchetto” di importanti modifiche al disegno della pista di Monza: la prima chicane fu sostituita da una doppia S sinistra-destra-sinistra-destra che rallentava maggiormente le vetture, mentre poco prima della prima curva di Lesmo venne introdotta una terza variante, la “Roggia”, una sinistra-destra che aveva lo scopo di rallentare le vetture prima della curva di Lesmo.

Nonostante tutti questi interventi per migliorare la sicurezza, alla fine degli anni ’70 il ruolo di Monza venne messo in discussione dal rinnovato Circuito di Imola, che nel 1980 “scippò” all’Autodromo brianzolo il Gran Premio d’Italia; Monza tornò in calendario l’anno successivo, mentre Imola divenne sede del Gran Premio di San Marino. Per oltre 15 anni il disegno della pista rimase sostanzialmente immutato, mentre infrastrutture e vie di fuga vennero costantemente migliorate per venire incontro alle sempre maggiori esigenze della Formula 1. Fu solo nel ’94, a seguito dei tragici fatti di Imola, che la pista venne modificata col rallentamento della seconda curva di Lesmo, non senza resistenze da parte degli ambientalisti, mentre per l’anno successivo vennero apportati ulteriori miglioramenti alla Curva Grande, alla Roggia e alle due curve di Lesmo.

Nel 2000 l’Autodromo di Monza subì altre importanti modifiche alle prime due varianti che hanno portato la pista alla configurazione utilizzata ancora oggi: la prima venne sostituita da una doppia curva destra-sinistra molto lenta, con successiva piega a destra per riallacciarsi alla Curva Grande, mentre alla Roggia venne aumentata la distanza tra la prima e la seconda curva, costringendo i piloti a “disegnare” di più la S.

Dopo il 2000 il disegno della pista di Monza non ha subìto ulteriori modifiche: nel 2002 venne inaugurato il nuovo podio sospeso sopra la corsia box, mentre tra il 2006 e il 2007 venne asfaltata la via di fuga all’esterno della Variante della Roggia; nell’agosto del 2014, tra mille polemiche da parte degli appassionati, anche la via di fuga esterna alla Parabolica ha subìto lo stesso destino.

Monza

DATI

Stato Italia Google Maps
Inaugurazione 1922
Lunghezza attuale 5.793 m
Primo Gran Premio in F1 1922
Pilota più vincente Michael Schumacher 5
Tempo record in gara in 1:21.046 | Rubens Barrichello, Ferrari (2004)
Tempo record in qualifica in 1:20.089 | Rubens Barrichello, Ferrari (2004)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALBO D'ORO

Year Race Date Winning Driver Team Laps
67 2017 Gran Premio d'Italia 3 settembre 2017 Regno Unito Lewis Hamilton Germania Mercedes 53
66 2016 Gran Premio d'Italia 4 settembre Germania Nico Rosberg Germania Mercedes 53
65 2015 Gran Premio d'Italia 6 Settembre Regno Unito Lewis Hamilton Germania Mercedes 53
64 2014 Gran Premio d'Italia 7 Settembre Regno Unito Lewis Hamilton Germania Mercedes 53
63 2013 Gran Premio d'Italia 8 Settembre Germania Sebastian Vettel Austria Red Bull 53
62 2012 Gran Premio d'Italia 9 Settembre Regno Unito Lewis Hamilton Regno Unito McLaren 53
61 2011 Gran Premio d'Italia 11 Settembre Germania Sebastian Vettel Austria Red Bull 53
60 2010 Gran Premio d'Italia 12 Settembre Spagna Fernando Alonso Italia Ferrari 53
59 2009 Gran Premio d'Italia 13 Settembre Brasile Rubens Barrichello Regno Unito Brawn 53
58 2008 Gran Premio d'Italia 14 Settembre Germania Sebastian Vettel Italia Toro Rosso 53
57 2007 Gran Premio d'Italia 9 Settembre Spagna Fernando Alonso Regno Unito McLaren 53
56 2006 Gran Premio d'Italia 10 Settembre Germania Michael Schumacher Italia Ferrari 53
55 2005 Gran Premio d'Italia 4 Settembre Colombia Juan Pablo Montoya Regno Unito McLaren 53
54 2004 Gran Premio d'Italia 12 Settembre Brasile Rubens Barrichello Italia Ferrari 53
53 2003 Gran Premio d'Italia 14 Settembre Germania Michael Schumacher Italia Ferrari 53
52 2002 Gran Premio d'Italia 15 Settembre Brasile Rubens Barrichello Italia Ferrari 53
51 2001 Gran Premio d'Italia 16 Settembre Colombia Juan Pablo Montoya Regno Unito Williams 53
50 2000 Gran Premio d'Italia 10 Settembre Germania Michael Schumacher Italia Ferrari 53
49 1999 Gran Premio d'Italia 12 Settembre Germania Heinz-Harald Frentzen Irlanda Jordan 53
48 1998 Gran Premio d'Italia 13 Settembre Germania Michael Schumacher Italia Ferrari 53
47 1997 Gran Premio d'Italia 7 Settembre Regno Unito David Coulthard Regno Unito McLaren 53
46 1996 Gran Premio d'Italia 8 Settembre Germania Michael Schumacher Italia Ferrari 53
45 1995 Gran Premio d'Italia 10 Settembre Regno Unito Johnny Herbert Italia Benetton 53
44 1994 Gran Premio d'Italia 11 Settembre Regno Unito Damon Hill Regno Unito Williams 53
43 1993 Gran Premio d'Italia 12 Settembre Regno Unito Damon Hill Regno Unito Williams 53
42 1992 Gran Premio d'Italia 13 Settembre Brasile Ayrton Senna Regno Unito McLaren 53
41 1991 Gran Premio d'Italia 8 Settembre Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Williams 53
40 1990 Gran Premio d'Italia 9 Settembre Brasile Ayrton Senna Regno Unito McLaren 53
39 1989 Gran Premio d'Italia 10 Settembre Francia Alain Prost Regno Unito McLaren 53
38 1988 Gran Premio d'Italia 11 Settembre Austria Gerhard Berger Italia Ferrari 51
37 1987 Gran Premio d'Italia 6 Settembre Brasile Nelson Piquet Regno Unito Williams 50
36 1986 Gran Premio d'Italia 7 Settembre Brasile Nelson Piquet Regno Unito Williams 51
35 1985 Gran Premio d'Italia 8 Settembre Francia Alain Prost Regno Unito McLaren 51
34 1984 Gran Premio d'Italia 9 Settembre Austria Niki Lauda Regno Unito McLaren 51
33 1983 Gran Premio d'Italia 11 Settembre Brasile Nelson Piquet Regno Unito Brabham 52
32 1982 Gran Premio d'Italia 12 Settembre Francia René Arnoux Francia Renault 52
31 1981 Gran Premio d'Italia 13 Settembre Francia Alain Prost Francia Renault 52
30 1979 Gran Premio d'Italia 9 Settembre Sudafrica Jody Scheckter Italia Ferrari 50
29 1978 Gran Premio d'Italia 10 Settembre Austria Niki Lauda Regno Unito Brabham 40
28 1977 Gran Premio d'Italia 11 Settembre Stati Uniti Mario Andretti Regno Unito Lotus 52
27 1976 Gran Premio d'Italia 12 Settembre Svezia Ronnie Peterson Regno Unito March 52
26 1975 Gran Premio d'Italia 7 Settembre Svizzera Clay Regazzoni Italia Ferrari 52
25 1974 Gran Premio d'Italia 8 Settembre Svezia Ronnie Peterson Regno Unito Lotus 52
24 1973 Gran Premio d'Italia 9 Settembre Svezia Ronnie Peterson Regno Unito Lotus 55
23 1972 Gran Premio d'Italia 10 Settembre Brasile Emerson Fittipaldi Regno Unito Lotus 55
22 1971 Gran Premio d'Italia 5 Settembre Regno Unito Peter Gethin Regno Unito BRM 55
21 1970 Gran Premio d'Italia 6 Settembre Svizzera Clay Regazzoni Italia Ferrari 68
20 1969 Gran Premio d'Italia 7 Settembre Regno Unito Jackie Stewart Francia Matra 68
19 1968 Gran Premio d'Italia 8 Settembre Nuova Zelanda Denny Hulme Regno Unito McLaren 68
18 1967 Gran Premio d'Italia 10 Settembre Regno Unito John Surtees Giappone Honda 68
17 1966 Gran Premio d'Italia 4 Settembre Italia Ludovico Scarfiotti Italia Ferrari 68
16 1965 Gran Premio d'Italia 12 Settembre Regno Unito Jackie Stewart Regno Unito BRM 76
15 1964 Gran Premio d'Italia 6 Settembre Regno Unito John Surtees Italia Ferrari 78
14 1963 Gran Premio d'Italia 8 Settembre Regno Unito Jim Clark Regno Unito Lotus 86
13 1962 Gran Premio d'Italia 16 Settembre Regno Unito Graham Hill Regno Unito BRM 86
12 1961 Gran Premio d'Italia 10 Settembre Stati Uniti Phil Hill Italia Ferrari 43
11 1960 Gran Premio d'Italia 4 Settembre Stati Uniti Phil Hill Italia Ferrari 50
10 1959 Gran Premio d'Italia 13 Settembre Regno Unito Stirling Moss Regno Unito Cooper 72
9 1958 Gran Premio d'Italia 7 Settembre Regno Unito Tony Brooks Regno Unito Vanwall 70
8 1957 Gran Premio d'Italia 8 Settembre Regno Unito Stirling Moss Regno Unito Vanwall 87
7 1956 Gran Premio d'Italia 2 Settembre Regno Unito Stirling Moss Italia Maserati 50
6 1955 Gran Premio d'Italia 11 Settembre Argentina Juan Manuel Fangio Germania Mercedes 50
5 1954 Gran Premio d'Italia 5 Settembre Argentina Juan Manuel Fangio Germania Mercedes 80
4 1953 Gran Premio d'Italia 13 Settembre Argentina Juan Manuel Fangio Italia Maserati 80
3 1952 Gran Premio d'Italia 7 Settembre Italia Alberto Ascari Italia Ferrari 80
2 1951 Gran Premio d'Italia 16 Settembre Italia Alberto Ascari Italia Ferrari 80
1 1950 Gran Premio d'Italia 3 Settembre Italia Nino Farina Italia Alfa Romeo 80


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