A tu per tu con Sebastian Vettel

di 25 luglio 2014, 16:30
A tu per tu con Sebastian Vettel

Apparsa sul sito ufficiale della Formula Uno, vi riproponiamo gli spunti più interessanti di quest'intervista a Sebastian Vettel.

Sebastian, non è un segreto che questa sia una stagione dura. Hai sviluppato qualche meccanismo per gestire la situazione? Dovrà averti colpito il numero di problemi...

A dire il vero no, che cosa dovrei cambiare? Ho un certo modo di lavorare e questo modo è sempre stato quello in cui ho agito sin dall'inizio e così facendo abbiamo vinto quattro mondiali. Diamo sempre il nostro massimo. Viviamo per questo sport e siamo totalmente concentrati su di esso. Fintanto che daremo il nostro massimo e avremo fatto il lavoro migliore possibile, non potrò sentirmi veramente insoddisfatto.

Il fatto è che la monoposto non sta funzionando bene per te. Ti sei fatto una ragione che non ci sarà un quinto titolo mondiale per te, al termine della stagione?

È chiaro che non stia funzionando, ma arrendersi in questa stagione e come disertare. E matematicamente comunque rimane una possibilità. Anche nelle stagioni passate, quando ho vinto i campionati, non mi sono mai concentrato sui titoli, ho sempre preso tutto gara per gara e alla fine ho visto il risultato finale. E questo è quello che voglio fare anche quest'anno.

Quando ti chiamerà la FIA per ridare indietro il trofeo - per lucidarlo e incidervi sopra un nuovo nome?

(risata) Magari non devo ridarlo indietro, anche se è poco probabile che me lo tenga io. Magari dirò loro che l'ho perso, o che me l'hanno rubato "oh, mi dispiace..." (ride). Di solito lo devo dare indietro a ottobre. Non so perché ci mettano tre mesi per metterci un nome e una firma.

Il successo tende a cambiare la visione delle cose, così come i momenti duri. È cambiato qualcosa per te, adesso che anche i podi sembrano sfuggirti? 

Non vedo cambiamenti in me, sin da quando sono arrivato in F1. Vero, non ho vinto una gara fino adesso e sono il primo a volere delle risposte, ma parlare di momenti duri credo sia esagerato. Siamo comunque secondi nel campionato costruttori - comunque siamo ben lontani dal toccare il fondo. Quello che è importante è la sensazione di fare progressi - che stiamo facendo. Le persone esterne vedono le cose come un "tutto o niente", "bianco o nero", ma le corse hanno molte sfumature e se dai il meglio di te, se riesci a ottenere il meglio dalla monoposto e dalla squadra, questo può dare molte soddisfazioni. Devo dire, però, niente batte il sapore dello champagne sul podio! (ride).

I piloti sono uno degli aspetti fondamentali della F1 - come faresti per avvicinarti di più ai fan? A Hockenheim hai dedicato molto del tuo tempo libero a loro - ma ci sono altre 18 gare e altri 21 piloti. 

Non ho mai pensato a tutto questo. Potrebbe aiutare avere meno tecnologie complesse da esplorare sulle monoposto, per avere più tempo per i fan. Una F1 più semplice e più rumorosa. I fan non ci vedono molto spesso perché siamo molto impegnati. E c'è la prospettiva sbagliata su quello che succede in pista: io corro contro Lewis Hamilton, per esempio, ma l'unico momento in cui lo vedo fuori dalla monoposto è al briefing dei piloti e alla parata. Tutti sono molto impegnati con il proprio team, così impegnati in riunioni - e questo è un cambiamento rispetto al passato, dove potevano socializzare di più. Dovremo pensare di nuovo in quella direzione. 


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