Alessandro Secchi

SEVEN I 60 anni di Michele

Oggi, Alboreto, avrebbe compiuto 60 anni. Per molti li compie al presente, da gentleman mai scomparso davvero di 23 dicembre 2016, 23:30
I 60 anni di Michele

Se passate per il Fiordaliso, centro commerciale dalle dimensioni immense in quel di Rozzano, l'ingresso delle scale mobili è adornato da due gigantografie di Michele Alboreto. In una è a bordo della 156-85, la Ferrari con la quale Michele ha trionfato come ultimo italiano a bordo della Rossa e con la quale ha sfiorato l'iride nel 1985. Rozzano è il paese nel quale Michele è cresciuto, e al quale proprio 10 anni fa è stata intitolata una piazza in una zona ristrutturata e ammodernata. 

In questi giorni si parla tanto di piloti italiani in Formula 1, anche grazie all'arrivo di Giovinazzi in Ferrari nel ruolo di terzo pilota. Beh, Alboreto è stato l'ultimo nostro portacolori a far sognare i tifosi della Ferrari in chiave iridata, e per ricordarlo non basta la mia memoria né quella di tanti altri appassionati. Il 1985 è lontano, lontanissimo. Nel 1994, quando Michele lasciava il mondo della Formula 1, ero ancora un bambino. La sua figura, però, me la ricordo. Rispettata e rispettosa di tutti.

Mentre io continuavo ad appassionarmi per la F1 Michele era protagonista altrove: nel 1997 la vittoria della 24 ore di Le Mans, che ai tempi mi era tanto sconosciuta e che ora ho imparato a seguire ed apprezzare. Quattro anni dopo, testando l'Audi che due mesi più tardi avrebbe vinto la più famosa gara di durata, Michele se n'è andato tragicamente: era il 25 aprile del 2001. Sull'asfalto del Lausitzring, il circuito tedesco teatro della tragedia, cinque mesi più tardi avrebbe rischiato grossissimo un altro italiano, il nostro Alex Zanardi.

Il 2016 è stato l'anno del 15° anniversario della scomparsa di Alboreto, ma non solo. Michele, figura fondamentale per le basi dei trionfi Audi, è stato ricordato dal team tedesco che quest'anno ha lasciato il mondo dell'Endurance. Ma, soprattutto, in questo 23 dicembre sarebbe ricorso il suo 60° compleanno. Sui social e sul web in generale, in questa giornata, Michele è stato ricordato tantissimo: segno che si può entrare nei cuori della gente anche per la propria umanità oltre che per i risultati in pista. E il valore di Alboreto, secondo tutti, va ben oltre le sue cinque vittorie in F1. 

Quando i piloti ci lasciano troppo presto dopo alcuni anni ci si ferma a pensare a cosa farebbero, come sarebbero, cosa direbbero. Perché l'immagine che abbiamo di loro è sempre l'ultima, ma a volte ci dimentichiamo che il tempo sarebbe passato anche per loro, se fossero ancora con noi. Magari, oggi, Michele sarebbe completamente fuori dal mondo del motorsport. Magari no, forse seguirebbe i giovani. Più semplicemente, dopo aver vissuto una carriera lunga e variegata, magari si gusterebbe la sua famiglia, le sue figlie.

Chi lo sa, ma una cosa è certa: il ricordo, quando è forte, è sintomo di un bene prezioso che si è sì perso ma, al tempo stesso, sarà sempre nei pensieri di chi ha vissuto il suo tempo.


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