Alessandro Secchi

SEVEN 50 sfumature di Alonso

di 06 marzo 2015, 09:00
50 sfumature di Alonso

Per compensare il vuoto di questi due giorni con pochi aggiornamenti sul sito, sono qui riunito di fronte ad una tazza di latte e cereali alle ore 0.39 per una piccola riflessione sulla questione Alonso.

Ora, nella mia misera esperienza da pseudoscrittore da quattro denari (manco quelli, a dire il vero), mai avrei pensato di dover correre in difesa di un pilota sul quale ho nutrito alcuni dubbi, relativamente alla sfera sportiva s'intende. Questo lo dico con assoluta sincerità e senza che il latte sia stato allungato con del buon cognac.

Credo però che sull'onda del film record d'incassi nelle due settimane post San Valentino, quel "50 sfumature di grigio" che fa rima morale con "50 anni di emancipazione della donna buttati nel cesso", anche la questione Alonso sia stata trattata alla stessa maniera, ovviamente rapportata alla credibilità di tutto il sistema F1, che comprende squadre, piani alti, media.

Su Alonso, in queste due settimane, probabilmente le sfumature hanno anche superato quota 50. Ne abbiamo cioè sentite di tutti i colori, di tutti i codici esadecimali esistenti. Giusto oggi è saltata fuori l'ipotesi secondo la quale Fernando, sotto shock per una folata di vento ad una velocità di qualche centinaia di volt, abbia fatto intendere di essere nel 1995, avere 15 anni, essere un pilota di kart con ambizioni verso la Formula 1.

Mi tocca, quindi e volentieri, entrare a piedi uniti in soccorso morale prima di tutto di un ragazzo di cui, allo stato attuale, non conosciamo le reali condizioni. Perché la foto postata su Twitter sul letto d'ospedale, inebetito da chissà quale soluzione, e l'uscita come se si stesse chiedendo "ma questi (i reporter) stanno fotografando proprio me?" a me, sinceramente, hanno lasciato qualche dubbio. Già meglio, molto meglio, il video di mezzo minuto in cui Fernando pare aver riacquisito le sue facoltà ringraziando in spagnolo e inglese per il supporto. Anche se, devo dire, fin quando non lo sentirò dire che da piccolo giocava "con le macchinine grigie/rosse/bianco-rosse" non sarò convinto del suo pieno recupero.

In tutto questo mi pare che in mancanza di una verità definitiva, che per inciso non avremo mai, si sprechi il gioco al rialzo di chi la spara più grossa per trovare lo scoop che nessuno ha. Ora, io voglio immaginare che commissari e medici che per primi hanno soccorso Fernando si siano guardati bene dal riferire a orecchie assetate di clic ciò che hanno visto o sentito, per motivi prima di tutto di privacy del paziente. E a questo punto mi chiedo quali mirabolanti fonti abbiano il coraggio di raccontare in giro la storia dei 20 anni o, come qualche giorno fa, quella secondo la quale Fernando parlava in italiano pensando di essere ancora sulla Ferrari.

Io posso capire che ci sia voglia di sapere e che ci sia voglia di clic in un'occasione simile (ricordate cosa è successo nelle settimane successive l'incidente di Schumi?), ma bisognerebbe anche tenere conto della propria dignità. Capisco anche che i primi a non averne sono coloro che, in teoria, sarebbero tenuti a raccontarci davvero cosa è successo in quanto protagonisti del fatto e invece si nascondono dietro il vento, ma non è necessario prenderne esempio raccontando balle spaziali per seguire la linea editoriale dell'ufficio stampa Mclaren.

Che poi, voglio dire: dobbiamo prendere atto che la Formula 1 sia diventata uno sport (...dai, pensiamola ancora come tale per un momento) nel quale il fattore di rischio si è evoluto nel corso degli anni. Una volta si correva su bare volanti, poi è aumentata la sicurezza, e ora per tornare alle bare volanti (inteso come a rischio esplosione) è stata aggiunta la componente elettrica. Parte del rischio attuale del correre in Formula 1 è sapere che alla vettura può capitare un guasto meccanico, elettronico, oppure elettrico. Dato che non è la prima volta (e ve lo posso dare per certo) che dei piloti sentono delle scosse in auto, credo che a prescindere da quello che può essere successo a Fernando la trasparenza sia il miglior modo per dimostrare la propria sincerità.

Appurato che il rischio corrente fa parte di questo mondo, e stante il fatto che io resto assolutamente convinto che di questo si sia trattato il 22 febbraio, credo anche che sia meglio una verità scomoda e sincera che una stronzata (passatemi il termine) raccontata per raggirare le persone. D'altronde, in fase di test può capitare qualsiasi cosa: un cedimento, un errore di montaggio, un problema qualsiasi. Se tutti sono d'accordo sul fatto che il rischio sia parte integrante di tutto, perché nascondere le cose con scuse patetiche? Certo, lo so. L'immagine della squadra, il rischio di perdere sponsor, soldi, marchette, soldi, pubblicità, soldi. Alla fine torniamo sempre agli stessi punti. Il problema, però, qual è? Che se i primi a inventarsi storie alla ET sono proprio coloro dai quali ti aspetti trasparenza, tutti quelli che seguono lungo la discesa della piramide si sentono autorizzati a comportarsi di pari passo. Tu parli del vento? Io delle amnesie. Tu dici che non è successo niente? Io dico che Alonso si credeva Neil Armstrong appena alzata la visiera. Tu dici che sta benissimo ma non corre? Io dico che gli sono cresciute altre due braccia. E così via.

In tutto questo, ci sono due soggetti che ne fanno le spese:

- noi, che dobbiamo leggere decine di panzane, le "50 sfumature del trash" senza avere uno straccio di verità concreta. Come se non ci fossero bastate quelle di pochi mesi fa su Jules Bianchi, implicitamente accusato del suo incidente (dato che non può difendersi) da chi invece colpe le ha e si è autoassolto. Noi che, nonostante tutto (e davvero tutto) siamo ancora qui pronti a seguire una nuova stagione e veniamo trattati come perfetti imbecilli, mucche da cui mungere soldi con merchandising, abbonamenti tv, app, banner sui siti e quant'altro. Perfette macchine da soldi cerebroesenti, secondo chi sta ai piani alti e ci parla del vento. Noi che, però, siamo quelli che danno loro parte del mangiare, e che se utopisticamente smettessimo di seguire tutto questo marciume da un giorno all'altro diventeremmo in 5 millesimi di secondo importanti per le loro tasche.

- Fernando, che vive sulla sua pelle certe speculazioni, alle quali magari vorrebbe rispondere senza però la possibilità di farlo, per non ledere l'immagine di qualcuno o non creare qualche scompiglio che al momento sarebbe poco edificante, per i motivi di cui sopra. Fernando che dal 22 febbraio è vittima di qualcosa che forse non conosce nemmeno lui e che, invece di essere difeso veramente, viene lasciato vittima dell'immaginazione di chi non ha niente di meglio da fare che speculare per avere delle visite in più.

Ora che ci penso, più che "50 sfumature di Alonso", il titolo più giusto sarebbe "50 sfumature di idioti". Ma tant'è, va bene così. L'importante, o meglio la speranza, è che Fernando a Sepang ci sia davvero per chiudere parzialmente la questione. Me lo auguro vivamente. Per lui, per la F1, e per non assistere ulteriormente a folate di vento che danno alla testa.


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2 commenti

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  1. ilpirladiturno
    #1 ilpirladiturno 6 marzo, 2015, 16:36

    Alessandro leggendoti si capisce che per te l'unica verità è che Alonso ha preso la scossa e finche non diranno la tua verità allora saranno solo bugie tutti falsi e complottisti.

    non ti passa neanche per l'anticamera del cervello che Alonso si sia sentito male e che la Balla della folata di vento è la prima cosa che gli è venuto in mente da dire ?

    non è vero che nessuno parla
    https://www.youtube.com/watch?v=t5E02FKohks

    di sicuro Alonso non ha perso conoscenza altrimenti finiva all'esterno della curva e non all'interno

    Personalmente io sono stanco di sentire persone che prendono la scossa la dove non c'è neanche un impianto elettrico o che ti dicono che quella cosa non è a norma ma non sanno a qual'è norma di riferimento

  2. Dariok
    #2 Dariok 6 marzo, 2015, 13:16

    bravo Alessandro, sempre equilibrate e di buon senso le tue elucubrazioni

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